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Incidente bryant, cosa sappiamo: elicottero privo di dispositivo di prossimità

di Michele Gibin

L’incidente aereo che ha causato la morte di 9 persone – Kobe Bryant e la figlia Gianna Maria, John, Keri e Alyssa Altobelli, Sarah e Peyton Chester, Christina Mauser ed il pilota Ara Zobayan – è avvenuto nella mattinata di domenica alle 9:47 (orario di Los Angeles) sulle colline sovrastanti Calabasas, Contea di Los Angeles, a nord della città.

Il volo che avrebbe dovuto trasportare i passeggeri alla Mamba Sports Academy di Rancho Conejo, California, era partito alle ore 9:06 dal John Wayne Airport, Orange County, una rotta abituale. Il velivolo era un Sikorsky S-76B del 1991, adoperato da Kobe Bryant e di proprietà della Island Express, compagnia di voli charter, ed utilizzato d’abitudine dall’ex star del Los Angeles Lakers per i suoi spostamenti.

Incidente Bryant, cosa sappiamo

La mattinata sui cieli della California del sud era nuvolosa, con banchi di nebbia diffusi e che avevano consigliato al LAPD di tenere a terra i mezzi da ricognizione, il Sikorsky S-76B di Bryant era in possesso però di ogni autorizzazione dai controllori di volo che gestiscono il traffico aereo in zona, per volare. Pochi minuti prima dello schianto, alle 9:42, il pilota dell’elicottero era stato avvertito, su richiesta di quest’ultimo, della quota troppo bassa di volo per essere seguito e tracciato da terra dalla torre di controllo (ma non a una quota troppo bassa per volare senza pericoli). Zobayan aveva quindi effettuato una rapida ascesa di 300 metri in 36 secondi.

Due minuti più tardi, il pilota aveva effettuato un’ulteriore ascesa per evitare uno strato di nuvole basse, e salito fino a quota 730 metri prima di manovrare in direzione sud-est ed iniziare una nuova discesa rapida (9:45). La torre di controllo dell’aeroporto di Van Nuys, ha perso quindi contatto col velivolo alle ore 9:47, il Sikorsky S-76B si era schiantato sul crinale di una collina sopra Calabasas, ad una velocità di 160 nodi (circa 300 chilometri orari), in picchiata e ad una quota di circa 430 metri. La forte velocità dell’impatto, la presenza di magnesio nel combustibile dell’elicottero, e di vegetazione bassa e secca, hanno facilitato l’incendio del mezzo e dell’aera circostante, che è stato spento dai vigili del fuoco alle ore 10:30.

La prima chiamata al 911 è partita alle ore 9:47, su segnalazione dei residenti che avevano udito il rumore dell’elicottero, ed in seguito scorto la colonna di fumo sul sito dello schianto. Paramedici, vigili del fuoco e polizia hanno iniziato nonostante le difficoltà del terreno scosceso le ricerche, rivelatesi infruttuose, di superstiti, l’area occupata dai detriti dell’elicottero ha coperto un’estensione di circa 180 metri quadrati.

Alle ore 11:24, il network USA TMZ ha dato per primo la notizia della presenza certa di Kobe Bryant tra le vittime. Il pilota Ara Zobayan è stata l’ultima vittima identificata dalle autorità.

Incidente Bryant, cosa sappiamo: elicottero e pilota

Come confermato da accertamenti, e dalle testimonianze dei colleghi, il pilota Ara Zobayan era altamente qualificato per pilotare un mezzo come il Sikorsky S-76B. Zobayan, 50 anni, era in possesso della licenza commerciale dal 2007, ed è risultato in possesso di tutti i requisiti psicofisici per l’esercizio della professione.

Il Sikorsky S-76B necessita di almeno 8200 ore di esperienza di volo certificate, e il National Transportation Safety Bureau ha confermato che tale tipo di velivolo non necessita a norma di legge di scatola nera, ma i piloti sono in possesso di IPad su cui tracciare rotta di volo e condizioni meteo. Verifiche sull’attività e record del pilota sono ancora in corso. I colleghi di Zobayan lo hanno descritto come “un pilota esperto, calmo. C’è un motivo per cui i clienti non avevano problemi a volare con lui“, i vicini: “Persona educata, precisa ma non particolarmente loquace“.

Ara Zobayan aveva trasportato in più di un’occasione anche Kawhi Leonard, star dei Los Angeles Clippers, come riportato da Chris Haynes di Yahoo Sports.

Kurt Deetz, collega di Zobayan ed ex pilota per Kobe Bryant, ha dichiarato alla CNN che il Sikorsky S-76B “E’ uno dei mezzi più sicuri che possano esistere, a prova di tutto“, e che occorre un pilota di grande esperienza per manovrarlo. “Il Sikorsky è un mulo, una colonna dell’aviazione civile“, così l’esperto di aviazione Miles O’Brien a CNN.

Dalle indagini del NTSB è risultato che il velivolo non era dotato del dispositivo “terrain alert system”, un allarme che segnala al pilota la prossimità al terreno in caso di pericolo. Dispositivo la cui installazione sarebbe prevista a norma di legge dal 1996, legge la cui applicazione ha però incontrato diverse difficoltà, restando di fatto “lettera morta”. L’ex collega di Ara Zobayan, Kurt Deetz, aveva ipotizzato al LA Times che il pilota avesse disattivato il dispositivo a bordo, cosa frequente tra i piloti perché considerato poco affidabile in presenza di edifici alti, come nel caso di Los Angeles.

La Federal Aviation Agency, interpellata, ha però rigettato qualsiasi responsabilità nella mancata applicazione delle norme.

Incidente Bryant, cosa sappiamo: le condizioni di volo

L’ultimo contatto radar tra elicottero e torre di controllo risale alle 9:45 di domenica 26 gennaio. Le condizioni di volo erano indicate come “foggy“, nuvolose e con nebbia, e con visibilità scarsa. Pochi minuti prima dello schianto, il pilota aveva richiesto la procedura di volo a vista speciale, che si richiede di norma in condizioni di visibilità non ottimali, ma non è considerata una norma di emergenza.

Sotto la guida della torre di controllo dell’aeroporto John Wayne, l’elicottero era stato tenuto in traiettoria circolare per circa 12 minuti sopra Burbank, Los Angeles, a causa del traffico sulla rotta tracciata del mezzo. Muovendosi verso sud-ovest, il velivolo è quindi entrato nello spazio aereo della torre di controllo del Van Nuys Airport. Sopra Burbank ed in direzione Camarillo, destinazione del volo, il pilota aveva quindi richiesto la procedura di volo assistito da terra a causa del traffico, richiesta negata a causa della quota troppo bassa del mezzo. Da qui, l’ascesa dell’elicottero ad una quota maggiore e l’incontro con lo strato di nuvole basse, e la conseguente manovra che avrebbe poi portato allo schianto a Calabasas.

Le prime indagini hanno attribuito alla scarsa visibilità le cause della tragedia, l’NTSB ha reso noto che valuterà le immagini amatoriali e le riprese che possano aiutare a determinare con chiarezza le condizioni meteo al momento dello schianto, l’ipotesi è che Zobayan, disorientatosi dopo una manovra a causa della nebbia, si sia schiantato sul crinale della collina dopo essersi reso conto, troppo tardi, di essere troppo vicino al terreno ed aver cercato di evitare lo schianto. La portavoce del dipartimento ha parlato in conferenza stampa di “scena devastante” sul luogo dell’impatto, con detriti sparsi in un’area molto larga, tra i 150 e 180 metri, ed un cratere lasciato dallo schianto. Le unità dell’NTSB raccoglieranno nei prossimi giorni materiale utile alle indagini dal luogo.

Incidente Bryant, cosa sappiamo: le vittime

Oltre al pilota Ara Zobayan, le 8 vittime dell’incidente di Calabasas sono Kobe Bryant, 41 anni, Gianna Maria Bryant, 13 anni, Christina Mauser, 38 anni, assistente allenatrice della squadra giovanile di Gianna Maria Bryant ed insegnate alla Harbor Day School di Corona del Mar, California. Era stato Kobe Bryant a volerla come assistente per la squadra, come riportato dal marito Matt.

John Altobelli, 56 anni, allenatore della squadra di baseball dell’Orange Coast College, ed amico di famiglia dei Bryant, e la moglie Keri, e la figlia 13enne Alyssa, compagna di squadra di Gianna Maria. La coppia aveva altri due figli.

Sarah e Peyton Chester, madre e figlia. La 13enne Peyton era una compagna di squadra di Gianna Maria Bryant e Alyssa Altobelli.

Le autorità che indagano sull’incidente hanno chiarito che non esistono rilievi di carattere penale al momento, nonostante la presenza di unità FBI a collaborare nelle operazioni di investigazione con LAPD e NTSB. Tutti i corpi delle 9 vittime sono intanto stati recuperati.

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