Kevin Durant: "A volte odio il circo NBA, Oklahoma City? Mai più"
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Kevin Durant: “A volte odio il circo NBA, Oklahoma City? Mai più”

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Kevin Durant: “A volte odio il circo NBA, Oklahoma City? Mai più”

Kevin Durant parla poco, soprattutto con la stampa ma quando lo fa, e forse proprio per questo motivo, lo fa sempre con grande interesse per i lettori.

Il Wall Street Journal pubblica una lunga intervista col neo giocatore dei Brooklyn Nets, una chiacchierata in cui Durant spiega i motivi che lo hanno spinto a lasciare i Golden State Warriors dopo tre anni di trionfi, tra cui la difficoltà nel sopportare in (relativo) silenzio le pressioni dei media e dei tifosi e le domande insistenti sulle sue decisioni professionali.

Sapevo che con gli Warriors era finita” Spiega KD, che nell’intervista racconta di non essere più tornato ad Oakland dopo gara 5 e di aver mandato degli addetti a svuotare il suo lussuoso appartamento “Perché? Non è mai stato per me una cosa grande come avrebbe potuto essere (…) a volte mi trovo ad odiare il circuito NBA, a volte non sopporto che noi giocatori lasciamo che l’essere giocatori NBA, che la fama che ne derivi alteri le nostre prestazioni in campo. A volte non sopporto di avere a che fare con manager e politici che gravitano attorno alla NBA, non lo sopporto“.

Kevin Durant non è nuovo alle critiche pubbliche alla sua condotta professionale. La sua scelta nell’estate 2016 di passare da free agent ai Golden State Warriors, la squadra che aveva eliminato i suoi Oklahoma City Thunder appena un mese prima, fu presa quale esempio di “tradimento massimo” e del mercenarismo diffuso tra le star NBA moderne. Il passaggio agli Warriors è costato a Durant l’astio dei suoi ex tifosi, odio sportivo rivoltogli in campo ad ogni suo ritorno da avversario alla Chesapeake Energy Arena, e persino con piccoli atti “dimostrativi” extra cestistici:

La gente andava davanti a casa mia (ad Oklahoma City, ndr) a coprire con la vernice spray i cartelli ‘vendesi’, qualcuno faceva video davanti a casa mia in cui bruciava una mia maglia dei Thunder, chiamandomi nei modi più bizzarri (…) all’arena c’era un’atmosfera davvero tossica, quando tornavo: tutti gli inservienti, i manager, i preparatori (dei Thunder, ndr), nessuno voleva parlare con me e si mostrava infastidito. Ed io pensavo: siamo arrivati a questo? E solo perché io sono andato a giocare in un’altra squadra?

Quella città non sarà mai più la stessa per me” Prosegue Durant “Sarei voluto tornare una volta smesso di giocare, per fare qualcosa per la comunità e per i Thunder, ma ora non è più possibile, non mi fido. Non ho più parlato o avuti rapporti con nessuno lì, dopo essere andato via. Ne con il general manager, ne con altre figure interne“.

Il 30enne Durant ha chiuso al sua avventura ai Golden State Warriors con un grave infortunio al tendine d’Achille della gamba sinistra, che lo costringerà a saltare probabilmente l’intera stagione NBA 2019\20, la prima di un contratto quadriennale da 164 milioni di dollari complessivi.

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

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