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La Corea del Sud sceglie la prudenza, la Korean Basketball League cancella la stagione

di Michele Gibin

Dopo aver ipotizzato un ritorno in campo, la Korean Basketball League cancella definitivamente la sua stagione 2019\20, a causa del perdurare anche in Sud Corea dell’emergenza coronavirus. La lega sarebbe dovuta ripartire il prossimo 29 marzo, ad un mese esatto dalla sospensione, ma le nuove direttive governative in materia di distanziamento sociale e divieto di assembramenti ha reso impossibile rispettare tale deadline.

Nel paese, preso a modello dal mondo intero per la sua risposta efficace e a tappeto al diffondersi della pandemia, si registrano ancora oggi pochi casi al giorno tra Seoul e Daegu, ma abbastanza per indurre il governo alla massima cautela. La KBL è composta da 10 squadre. Assieme al basket maschile si fermeranno il campionato femminile e la massima lega di pallavolo, uno degli sport di squadra più diffusi in Corea del Sud.

Se il governo coreano sceglie la via della prudenza, anche contro il parere dei vertici dello sport, in Cina la CBA dovrebbe riprendere le operazioni a partire dal prossimo 15 aprile, a porte chiuse e con le partite che si disputeranno probabilmente in sole due città. In vista della ripartenza, le squadre hanno richiamato i tanti giocatori internazionali che militano nella Chinese Basketball Association e che avevano fatto ritorno in patria, tra cui gli ex giocatori NBA Jeremy Lin, Ty Lawson, Lance Stephenson, MarShon Brooks, Ekpe Udoh, il lituano ex Benetton Treviso Donatas Motejunas, Sonny Weems e Jared Cunningham.

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