L’emergenza Coronavirus è ormai una realtà che sta coinvolgendo tutto il pianeta, compreso ovviamente il mondo NBA. La lega, infatti, al seguito del dilagare sempre più consistente della patologia, ha saggiamente scelto di sospendere la stagione da diversi giorni. Tuttavia, non per tutti i Paesi è così: in Cina, infatti, il campionato nazionale ha scelto di riaprire i battenti, seppur ancora in una situazione di parziale blocco delle attività. A seguito di tale decisione, diversi sono stati i giocatori NBA che hanno abbandonato gli Stati Uniti.
Coronavirus NBA: chi ha scelto di andare in Cina?
Nello specifico, stando a quanto riportato da Yahoo Sports, uno dei cestisti che ha scelto di volgere il suo sguardo ad Oriente è stato Jeremy Lin, il quale ha annunciato il suo arrivo a Pechino dagli USA, dopo un viaggio durato 40 ore, con un post su Instagram.
Felice di essere a Pechino per la chiusura della stagione CBA. Sono eccitato all’idea di tornare a giocare, mi spiace lasciare la Baia (California, ndr) in questo momento di difficoltà. Il mio pensiero va a tutti coloro che stanno combattendo contro questa malattia
Lin, che in precedenza aveva denunciato Donald Trump per le sue frasi avverso la Cina sulla responsabilità di diffusione del virus, stava vivendo una stagione straordinaria con i Bejing Ducks, prima della chiusura del campionato a gennaio. Nello specifico, l’ex Knicks viaggiava a medie piuttosto elevate (24,2 punti, 5,8 rimbalzi e 5,2 assist).
Ma il campione NBA 2018-2019 non è l’unico che ha scelto di intraprendere la strada del ritorno al basket giocato. Oltre a Lin, infatti, vi sono anche Ty Lawson, Donatas Motejunas, Kyle Fogg, Ekpe Udoh, Lance Stephenson ed altri. Questi ultimi, infatti, dopo aver abbandonato la Cina al seguito della sospensione del campionato, sono pronti a rientrare, per tornare ad infilarsi nuovamente le scarpe da gioco. Cosa, quest’ultima, alla quale ambisce al più presto anche Jeremy Lin. “Sono pronto a sostenere il necessario periodo di quarantena, in cui nel frattempo mi allenerò. Una volta terminati i 14 giorni, voglio rendere al massimo, realizzando ottime prestazioni“.

