Kyrie Irving, che in queste ore è emerso come il dissidente principale tra i giocatori NBA al piano di ripresa della stagione 2019\20 a Orlando, Florida, aveva proposto prima della ormai famosa call conference di venerdì scorso ad alcuni colleghi e compagni di squadra di dare il via ad una propria lega, gestita dagli atleti.
Una proposta che come riportato da Stefan Bondy dei New York Daily News, Irving avrebbe avanzato come alternativa a quella ufficiale, non necessariamente “come risposta alla soluzione della NBA”, tanto quanto come idea creativa.
Una sorta di autogestione, nella visione di Irving. E non un pensiero nuovo per la star dei Brooklyn Nets, che come riportato da Ryen Russillo di The Ringer aveva già avanzato l’idea ad alcuni compagni di squadra già in stagione, senza però incontrare grande entusiasmo. Come riportato da Taylor Rooks in seguito, alcuni compagni di squadra di Irving (Caris LeVert, Theo Pinson) ai Nets hanno smentito i report di un Irving deciso a lanciare la propria lega.
To be clear on this, Kyrie Irving has proposed to his teammates they should start their own league, and it’s not necessarily in response to the bubble situation. https://t.co/x6pM4Dipc3
— Stefan Bondy (@SBondyNYDN) June 17, 2020
Adding to this — when the initial report came out, several players like Caris Levert and Theo Pinson commented on social media that it wasn't true. https://t.co/vYkDPrBna6
— Taylor Rooks (@TaylorRooks) June 17, 2020
Kyrie Irving e Avery Bradley sono stati i primi due firmatari di una coalizione, un patto tra atleti professionisti per chiedere un segnale forte al mondo dello sport USA a sostegno delle proteste e dei movimenti per la giustizia sociale.
“Siamo ad un punto di svolta in cui, come comunità, possiamo unirci -UNIRCI – e muoverci come un sol uomo. Abbiamo bisogno dell’appoggio e della solidarietà di tutti. Siamo una comunità che è stata oppressa per 500 anni, le nostre proprietà intellettuali, le nostre capacità e competenze usate e sfruttate da quelle persone che dovrebbero ‘proteggerci e servirci’ (to protect and seve, ndr). Ne abbiamo avuto abbastanza!”
“Non accetteremo più che le ingiustizie razziali vengano ignorate nella nostra comunità, non ce ne staremo in silenzio quando si parlerà della nostra salute e benessere economico, e non ignoreremo le condizioni economiche che prima di oggi ci hanno impedito di prendere decisioni così forti“, così il lungo comunicato della coalizione “Non ci limiteremo a giocare e tacere per distrarci da cosa è davvero questo sistema: uno sfruttamento (use and abuse, ndr). Siamo madri, padri, figli, leader, e tanto altro ancora. Qual è il nostro obiettivo? Unità e cambiamento“.

