Damian Lillard ha spiegato come sia nata, e si sia realizzata, l’idea di partecipare alla gara del tiro da tre punti all’All-Star Game di Los Angeles di domenica prossima, nonostante Dame non abbia giocato una singola partita in questa stagione perché infortunato.
Lillard è uno dei migliori tiratori della sua generazione, quinto nella classifica All-Time per tiri da tre punti segnati in carriera con 2804, cifra che tornerà a salire quando la star dei Portland Trail Blazers rientrerà a tutti gli effetti dalla prossima stagione. Dame ha già vinto il Three Point Shootout dell’All-Star Game per due volte in carriera e una terza vittoria lo metterebbe alla pari di Larry Bird e Craig Hodges come recordman della gara.
“Ne ho parlato scherzando un po’ con un amico, dentro la NBA, dicevamo che quest’anno sarei andato in vacanza invece che all’All-Star Game. E ho pensato che invece avrei potuto esserci. Al momento non c’era un posto libero poi però si è liberato. E allora ho detto, beh segnami se posso partecipare, perché ora come ora farei di tutto per un po’ di competizione… sono contento di esserci e di essere stato invitato” ha detto Lillard.
“Se c’è qualcosa che posso fare al 100% ora è tirare. E partecipare a un All-Star Game è sempre un onore per un atleta, farlo per Portland lo è ancora di più. Penserò a divertirmi e proverò a vincere per la terza volta“.
Gli avversari di Damian Lillard saranno Devin Booker, Kon Knueppel, il suo ex compagno di squadra a Milwaukee Bobby Portis, Tyrese Maxey, Norman Powell, Donovan Mitchell e Jamal Murray. Chi non è stato invitato, tra gli altri grandi tiratori in questa stagione, è Trey Murphy III dei New Orleans Pelicans che sta tirando col 38% da tre e viaggiando a oltre 22 punti di media. Uno degli snobbati eccellenti della gara.
“Se mi avessero invitato ci sarei andato… Se sono stato snobbato? Decidete voi, io non ci perdo il sonno ma ovviamente non è una cosa che mi renda particolarmente felice” ha detto Murphy III dopo la vittoria contro Sacramento lunedì notte.

