Nella notte al Madison Square Garden di New York i Knicks hanno battuto i Dallas Mavericks per 106 a 103. La partita è stata largamente caratterizzata dai ripetuti fischi dei tifosi di casa all’ex giocatore Kristaps Porzingis. Il lettone, dopo un lungo infortunio che lo stava tenendo lontano dal campo da un anno e mezzo, è stato scambiato nel febbraio scorso a Dallas; affare che ha fatto letteralmente infuriare i tifosi dei Knicks si sono visti tradire dal loro miglior giocatore. La squadra della Grande Mela pensava di potersi consolare in estate con qualche colpo scoppiettante come Zion Williamson, Kevin Durant, Kyrie Irving o Kemba Walker. Ma nessuno di questi è arrivato e si sono dovuti accontentare di R.J. Barrett, Marcus Morris, Julius Randle e altri giocatori di medio-basso livello.
L’inizio di campionato per di più è stato tutt’altro che felice e, anche questo fattore, ha in parte aumentato il risentimento per Porzingis che ha lasciato la società senza grandi cerimoniali. Ed ecco che quindi stanotte il nuovo giocatore dei Mavericks è tornato in quella che era la sua casa. In un’intervista di qualche giorno fa aveva dichiarato che si aspettava dei cori contro, ma ha ribadito il suo affetto per la città e per i tifosi che lo hanno fatto crescere tanto.
Ebbene, i fischi non si sono fatti lesinare. Non c’è stato nessun video di ringraziamento o ovazione come accade di solito per gli ex giocatori di un certo valore. Anzi, è stato fischiato dal momento in cui sono stati comunicati i quintetti iniziali. E i fischi insieme a cori, talvolta anche offensivi, si sono protratti per quasi tutta la durata dell’incontro. Anche durante i tiri liberi del lettone e dopo una schiacciata pirotecnica dopo aver raccolto un rimbalzo.
“Non so se sia stato carino o no”. Ha detto Porzingis alla fine del match. “Non ci ho pensato davvero molto. E’ quello che è, noi siamo venuti qui per vincere. Siamo frustrati dal fatto di non esserci riusciti”. Poi in uno slancio diplomatico ha cercato così di giustificare i suoi ex tifosi: “I loro tifosi sono veramente passionali”.
Tutto ciò non ha fatto che condizionare la prestazione del lettone che in questo avvio di stagione ha avuto diverse difficoltà nel trovare i ritmi giusti. I Knicks trovano invece la terza vittoria su dodici partite e, per ironia della sorte, due di queste sono arrivate proprio contro Dallas. Sembra che i texani siano le vittime preferite della squadra di coach David Fizdale. A deciderla questa volta è stato colui che si sta sempre di più definendo come il leader di questi nuovi Knicks: Marcus Morris.
L’ex Celtics si è preso ancora una volta sulle spalle la squadra mettendo a referto 20 punti e 5 rimbalzi con 7 su 19 dal campo e 5 su 7 da tre punti. E’ sua poi la tripla decisiva che nei secondi finali del match ha fatto esplodere i tifosi di casa e ha suggellato la vittoria finale. Questa vittoria è servita anche un po’ per allontanare le voci sul cambio di panchina che iniziavano ad aleggiare intorno a coach Fizdale. Chissà se questo match sarà una scolta per New York o solo un fuoco di paglia.

