I tifosi dei Memphis Grizzlies hanno segnata una data in calendario cioè quella del 19 dicembre. Quel giorno non solo è prevista la partita contro gli Oklahoma City Thunder ma anche il ritorno di Ja Morant.
Il giocatore era stato sospeso per 25 partite per aver mostrato una pistola in una diretta Instagram. Ma come sta il playmaker dei Grizzlies? Lui stesso, nella prima conferenza stampa dopo la fine della scorsa stagione, dice: “ho avuto giorni terribili”.
L’importanza di chiamarsi Ja Morant
L’Importanza di Morant per i Grizzlies è vitale. Senza di lui la squadra è sprofondata nei bassifondi della Western Conference con un record di 6-18. Morant ha però continuato a seguire Memphis anche nei giorni peggiori di entrambi come ha ammesso: “È stata sicuramente dura, ci sono stati giorni orribili. Ovviamente la pallacanestro è qualcosa che ho fatto praticamente per tutta la vita. È qualcosa di terapeutico per me. Se mi viene tolto, diventa tutto più difficile. Ma ho avuto intorno a me le persone giuste, dalla mia famiglia all’organizzazione e agli altri partner che mi hanno aiutato nel processo. E’ stato tutto ciò su cui ho potuto veramente contare: mi sento molto colpevole di non essere in campo a combattere con la squadra”.
Il cammino per ristabilirsi è stato lungo e tortuoso. Una tappa importante è stata l‘incontro con Adam Silver, commissioner NBA: “Nelle ultime settimane abbiamo elaborato insieme un programma per lui e, per quanto ne so, ha rispettato tutto ciò che gli è stato chiesto., Ci sentiremo prima del mio ritorno, e rivedremo il programma e ci assicureremo che ci siano le condizioni per il mio successo in futuro”.
Già, il futuro. Quel futuro che sembrava roseo per il 12 dei Grizzlies, che era stato anche nominato all’All-Star Game 2023. Quel futuro al quale Morant guarda con fiducia: “Onestamente sento di non poter fare a meno di essere Ja. Sento che questa è la cosa più importante, non cercare di perdere me stesso o di essere qualcuno che non sono o di comportarmi in modo totalmente diverso, ma il cambiamento sarà il mio processo decisionale e il modo in cui affronterò la mia vita quotidiana di giocatore dell’NBA, di padre, di modello, di fratello, di figlio, e di concentrarmi solo su questo per essere il miglior Ja che posso essere”.
