Non che abbia detto verità clamorose, ma è talmente raro sentir parlare Michael Jordan dell’eterno dibattito su chi sia (stato) il GOAT, il miglior giocatore di basket NBA di sempre, che vale la pena ascoltarlo.
“L’intera querelle sul GOAT non è qualcosa che mi entusiasmerà mai più di tanto. Anzi, per me non esiste proprio. Io non ho mai giocato contro Oscar Robertson o Jerry West, mi sarebbe piaciuto visto quando competitivo sono. E ho potuto imparare da loro. Noi abbiamo a nostra volta preparato il terreno per i Kobe e LeBron no? E per me è questa la bellezza del nostro sport, come ogni giocatore successivo faccia evolvere il gioco“.
“Dunque io la vedo così” ha detto MJ nella sua striscia MJ: Insights to Excellence su NBC con Mike Tirico “Non bisogna usare questo argomento contro un giocatore che ti ha insegnato qualcosa, o da cui tu hai imparato. E’ qui che io mi fermo. Mi sarebbe piaciuto giocare contro Kobe al nostro meglio, o contro LeBron ma non sapremo mai cosa sarebbe stato. Fatti così, sono paragoni vuoti e che non hanno nessuna vera risposta. Finiamo solo per girarci attorno all’infinito“.
Su alcuni dei suoi eredi contemporanei, Jordan ha detto: “LeBron ha avuto una carriera incredibile e lo ammiro perciò che ha fatto. Così come con Kobe, con Kevin Durant e tutti questi grandi di quest’era. Hanno saputo elevare il gioco a livelli altissimi. Dove non sono d’accordo è quando si inizia a metterci in fila. Non funziona così. Dovremmo sempre tenere a mente e preservare ciò che le generazioni precedenti hanno saputo fare, e come hanno saputo preparare quelle successive, aprire loro la strada. Kareem Abdul-Jabbar, Bill Russell e Wilt Chamberlain hanno vinto 11 titoli NBA, come si può metterli in un angolino e dir loro che non contano? Che è passato troppo tempo? Io non ci sto a questa cosa“.
