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MVP Harden: un binomio scontato, quando vincente. Il 25 giugno, in diretta su TNT, le tanto agognate premiazioni, tra la speranza dei candidati e l’attesa febbricitante dei fan NBA di tutto il mondo, sono stati annunciati i migliori giocatori della stagione 2017-18 della lega per ciascuna categoria, un giorno decisamente speciale per James Harden.
MVP Harden: la vittoria del Barba
Per il rookie of the year, l’intrigante sfida tra Donovan Mitchell dei Jazz e Ben Simmons dei 76ers si è conclusa a favore di quest’ultimo, rispettando dopotutto le attese di inizio stagione.
Il defensive player of the year è andato a Rudy Gobert, uno dei protagonisti della splendida stagione di Utah insieme a Mitchell, centro intimidatore, che fa delle doti fisiche la miglior arma, ormai non più una sorpresa per il basket americano. Questo premio potrebbe essere considerato soltanto un’ulteriore consacrazione.
Il sesto uomo invece è Lou Williams, ormai avvezzo a questo riconoscimento in quanto rappresenta in questa categoria l’elemento più conteso dalle compagini NBA.
Coach dell’anno Dwayne Casey, ex dei Raptors ora approdato ai Pistons.
Infine, il premio di miglior giocatore è andato a James Harden, che è riuscito quest’anno a sopraffare la concorrenza di Lebron James e Anthony Davis. Questi due contendenti della vigilia, nonostante le strepitose statistiche, non hanno potuto niente di fronte alla grande stagione sia singola che collettiva di Harden e i Rockets, fermati soltanto dagli Warriors in finale di conference.
E’ un barba contento ed emozionato quello che si è affacciato ai microfoni, anche se non contiene il disappunto per l’anno precedente, rivendicando il titolo assegnato a Westbrook. Harden non crede vi siano differenze tra le due annate. Le statistiche sono molto esplicative: 30.4 punti, 4 rimbalzi e 8,8 assist a partita, dati che hanno condotto Houston ad un bilancio di 65 vittorie, un record per la franchigia.
A prescindere dalla legittimità dei vari premi, argomenti delicati in cui è davvero difficile condurre un’equa discussione vista l’evidente soggettività nell’assegnazione, si può dire che la lega vanti davvero dei grandi profili ed Harden rientra certamente tra questi. Standing ovation per il campione.

