Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsNBA: 30 squadre in campo e 168 giocatori assenti nella notte, mai così tanti

NBA: 30 squadre in campo e 168 giocatori assenti nella notte, mai così tanti

di Michele Gibin

Nella penultima giornata di regular season 2025-26 NBA erano in campo tutte e 30 le squadre, ma sono rimasti in panchina in abiti civili o casa il numero record di 168 giocatori, tutti assenti e distribuiti su 15 partite diverse.

Mai così tanti assenti in una singola notte NBA, un nuovo “record” ovviamente aiutato dal contesto di una regular season agli sgoccioli e con poche squadre ancora con qualcosa da giocarsi. Tra gli assenti c’è stato ad esempio Nikola Jokic, che ha optato coi suoi Denver Nuggets per un turno di riposo contro OKC e che tornerà in campo all’ultima partita di Denver contro i San Antonio Spurs per toccare la fatidica quota delle 65 partite e poter essere eleggibile per premi e All-NBA stagionali.

I Memphis Grizzlies, una delle squadre già in vacanza da settimane, aveva ben 14 giocatori indisponibili per la partita persa 147-101 contro gli Utah Jazz. Gara in cui sono stati appena 13 su due squadre i giocatori scesi in campo.

La partita di cartello della notte, in diretta TV nazionale negli USA, tra Thunder e Nuggets e vinta da Denver per 127-107 l’hanno giocata le terze linee, con tutti i titolari di OKC seduti. Lo stesso ha fatto coach David Adelman dall’altra parte, in una sorta di accordo tacito tra le squadre. Denver è terza a Ovest e le basterà vincere contro San Antonio la prossima partita per non farsi riprendere – eventualmente – dai Los Angeles Lakers che se la vedranno con Utah all’ultima gara.

Victor Wembanyama aveva bisogno di un’altra presenza e almeno 20 minuti giocati per arrivare alla quota 65 partite, e contro i Dallas Mavs è stato chirurgico: 26 minuti per 40 punti con 13 rimbalzi in una non-competitiva 139-120 in casa. “Se avessi già avuto le mie 65 partite, stanotte non avrei giocato” ha detto Wemby con franchezza dopo la partita, il francese degli Spurs non era al 100% delle condizioni per una botta al costato rimediata contro i Rockets 4 giorni prima.

Molte delle 15 partite di venerdì notte – va sottolineato – non avrebbero deciso nulla ai fini della classifica ma almeno tre risultati sono da sottolineare. Gli Houston Rockets hanno perso in casa per 136-132 contro i Minnesota Timberwolves con Anthony Edwards, al rientro, e i texani nonostante i 33 punti di Kevin Durant si sono giocati l’ultima chance di terminare almeno quarti in classifica: saranno invece quinti e attendono una tra Nuggets e Lakers al primo turno.

Sempre a Ovest la partita tra LA Clippers e Portland Trail Blazers era una sorta di spareggio per l’ottava e nona piazza e il primo turno dei play-in. Ha vinto Portland per 116-97 in casa con 35 punti di Deni Avdija e il rientro dopo oltre due mesi d’assenza per infortunio di Shaedon Sharpe. Clippers e Blazers sono ora pari in classifica (41-40) ma Portland è avanti per gli scontri diretti e le basterà vincere l’ultima partita contro i Sacramento Kings, mentre i Clippers se la vedranno coi Golden State Warriors. Se le cose resteranno invariate, i Blazers sfideranno i Phoenix Suns al primo turno dei play-in e Clippers e Warriors si ritroveranno per la seconda sfida.

Gli Atlanta Hawks avevano bisogno di una vittoria per evitarsi i play-in e hanno eseguito, con un 124-102 casalingo contro le riserve dei Cleveland Cavs. 29 punti del veterano CJ McCollum e ora Atlanta è sicura della quinta o sesta testa di serie a Est, gli Hawks finiranno contro Miami e dovranno vincere, o attendere il risultato dei Toronto Raptors contro i Brooklyn Nets, e degli Orlando Magic contro i Boston Celtics.

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