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NbaPassion Fantasy League arriva su NBA2K20: il racconto della regular season

di Bucci Lorenzo
NbaPassion Fantasy league

Dopo una settimana ricca di trade e con un draft pieno di sorprese, e ancora lontani dal ritorno in campo nella vita reale, la NbaPassion Fantasy League arriva su NBA2K20.

Abbiamo deciso infatti, di creare i roster messi insieme dai nostri fanta GM e simulare un’intera stagione, per vedere i risultati sul campo delle fantasquadre. Ovviamente ci sono squadre che puntano al titolo fin da subito, mentre ci sono altre che mirano solo al “tanking”.

Sarà una stagione ricca di sorprese e imprevisti, ma andiamo con ordine.

NbaPassion Fantasy League, il racconto della regular season (Eastern Conference)

Per i Brooklyn Nets, Kyrie Irving e Kevin Durant sono tornati al meglio, mettendo insieme un duo semplicemente devastante: 30.2 punti per il primo (secondo miglior realizzatore dell’intera NBA) e 25.9 punti per il secondo. Miglior record della lega, coach Kenny Atkinson (che in un universo parallelo non si è dimesso…) premiato come COTY. Tutto bello, ma adesso bisogna puntare al titolo.

Al secondo posto a est troviamo i Boston Celtics. Lo scambio tra Shai Gilgeous-Alexander e Jaylen Brown è stato molto criticato dall’opinione pubblica. Ma Stevens voleva fortemente il giocatore ex Thunder, che si è inserito subito molto bene nel sistema Celtics. Tatum sempre più protagonista, coadiuvato dal già citato Shai e da un ottimo Kemba Walker. La stagione promette bene, ma ai playoffs sarà tutta un’altra storia.

Tanti infortuni in casa Philadelphia 76ers, i solidi Toronto Raptors e i Milwaukee Bucks dell’MVP Giannis Antetokounmpo

Le mosse fatte da Philadelphia a inizio stagione erano state viste con molto entusiasmo dai tifosi 76ers, scelte che hanno ripagato sul campo.

Gli infortuni a inizio stagione, prima di Kevin Love (out per 19 gare a causa di una distorsione alla caviglia) e poi di Embiid (out per 30 partite per dei problemi al ginocchio), hanno un po’ frenato la corsa al primo posto ad Est. Adesso però sono al completo, l’obiettivo è uno solo: vincere.

La crescita costante di Pascal Siakam non si ferma: 23.9 punti e 7.4 assist. Un sistema ormai più che collaudato, con un Canada Centre difficilissimo da espugnare per chiunque. Visti da tutti come sfavoriti, potrebbero dire la loro in questi playoffs: occhio ai Toronto Raptors.

Nonostante l’MVP in squadra, la stagione non è delle migliori. Fin dall’inizio, con un record di 19 vittorie e 25 sconfitte, è stata molto dura per gli uomini di Budenholzer. Ma dalla partita contro i Sacramento Kings qualcosa è cambiato: da quel momento 9 vittorie in fila, 25 nelle 30 partite successive. Il greco è più agguerrito che mai, vuole quell’anello a tutti i costi.

Le sorprese: bene gli Hawks, il calo in casa Heat e l’ottavo posto conquistato nel finale dai Cleveland Cavaliers

Una squadra ricca di talento, con giocatori giovanissimi ma già tra i migliori nel proprio ruolo. Trae Young sfiora addirittura i 29 punti di media, conditi da 9.1 assist. Dietro di lui una coppia di lunghi da fare invidia a tutta la NBA: John Collins con 16+10, mentre James Wiseman, con 15.1 punti e 9.3 rimbalzi di media, lotta fino alla fine con LaMelo Ball per la corsa al ROTY. Per la lotta ai playoffs questi Hawks potrebbero sorprendere già da subito anche se non c’è alcuna fretta, il tempo è dalla loro parte.

Una stagione troppo altalenante per i Miami Heat, che riescono comunque ad ottenere il settimo posto ad Est. D’angelo e Bam Bam Adebayo sugli scudi, ma l’attacco di Miami risulta spesso sterile nei momenti caldi della partita: ben 16 partite perse con un +5 a favore e meno di 3 minuti sul cronometro. Ai playoffs spesso sono proprio i minuti finali a decidere partite e serie, ma venderanno sicuramente cara la pelle.

Nonostante il record negativo, i Cavs conquistano un posto ai playoffs. Una grandissima stagione di Collin Sexton, con 23.2 punti e 4.5 assist, coadiuvato dalla solita solidità difensiva di Andre Drummond e dall’ottimo talento del rookie Deni Avdija. Contro i Nets sarà durissima, Durant e Irving pregustano già lo sweep.

Tante squadre con poche partite di differenza

Molto sfortunati gli Orlando Magic che raggiungono lo stesso record dei Cleveland Cavaliers ma perdono tutti e quattro gli scontri diretti. Una stagione di transizione, che vede il nuovo arrivato LaMarcus Aldridge top scorer della squadra con 19 punti di media, seguito da Evan Fournier fermo a 18.

L’addio di Bradley Beal e l’arrivo di Devin Booker e di DeAndre Ayton sembravano aver scosso l’intera franchigia della capitale, portando un po’ di aria fresca in città. L’inizio ha fatto ben sperare (18-10) ma l’infortunio di Booker ha compromesso l’intero anno: problema al ginocchio, fuori 30 partite. Inoltre, purtroppo, John Wall non è quello di prima: la media punti, seppur discreta, si ferma a quota 18.2. Ma la velocità non è quella di prima, il primo passo fulmineo è ormai un vecchio ricordo. Unica nota positiva il premio di sesto uomo dell’anno vinto da Shabazz Napier.

Una stagione da dimenticare per gli Indiana Pacers che trovano un faro offensivo, l’unico, in Victor Oladipo. Il resto è poca roba, con Sabonis e Brogdon molto sotto le aspettative: 14.1 punti per il primo e solo 12.3 per il secondo. C’è da lavorare molto per provare a raggiungere le parti alte della classifica.

Tante note positive in casa Hornets: prima su tutte la grande stagione di LaMelo Ball che conquista il premio di rookie of the year. Intorno a lui arriva la conferma gradita di Devonte Graham, che dimostra di essere un buonissimo giocatore. Ma, purtroppo, c’è anche una nota molto negativa. Dopo 56 partite giocate il ginocchio di P.J. Washington fa crac: rotula destra slogata, stagione finita. Rimane comunque una stagione tutto sommato positiva, con buoni propositi per il futuro.

Delusione Bulls, Detroit Pistons in piena ricostruzione mentre l’incubo Knicks continua

Delusione totale in casa Bulls: una squadra discontinua e senza un vero leader. L’unico che si salva è Lauri Markkanen che colleziona 19.9 punti di media, mentre per quanto riguarda Clint Capela e Wendell Carter Jr i numeri parlano chiaro: 13.6 punti di media per l’ex Rockets e 14 per il nativo di Atlanta. Anche qui c’è molto lavoro da fare…

Detroit Pistons che non avevano particolari ambizioni per questa stagione. Dopo l’addio di Blake Griffin, delusione dello scorso anno, sono arrivati giocatori giovani e già pronti come Terry Rozier e Kyle Kuzma. Primo anno difficile, invece, per Obi Toppin, giocatore ancora grezzo, ma che ha fatto vedere buone cose e su cui bisogna lavorare. La rifondazione in casa Pistons sembra essere iniziata col piede giusto.

Le mosse in casa Knicks non hanno dato il frutto sperato: ultimo posto ad Est e un incubo che sembra non finire più.

La causa potrebbero essere i troppi cambiamenti, che hanno portato un gruppo molto giovane e ancora inesperto a giocare nella stessa squadra. Certamente, non doveva essere un anno di vittorie o addirittura playoffs. Ma il potenziale c’è, ed è tantissimo: Jaxson Hayes, Cole Anthony, Lonzo Ball, Myles Turner, R.J. Barrett, tutti giocatori molto giovani e con un potenziale elevatissimo.

NbaPassion Fantasy League, il racconto della regular season (Western Conference)

L’arrivo di Chris Paul non poteva che fare bene a questi Mavericks, che trovano una fonte di gioco inestimabile nell’ex Thunder. Insieme a lui un clamoroso Luka Doncic che sfiora la tripla doppia di media in stagione: 28.4 punti, 10.5 rimbalzi e 9.8 assist, in corsa fino alla fine per il premio di MVP.

Numeri importanti anche per la terza stella della squadra, Kristaps Porzingis, che tocca quota 25.4 punti, con 10.1 rimblazi e 2 stoppate di media. Sono loro i favoriti a Ovest.

Per quanto riguarda i Los Angeles Clippers niente di sorprendente, con Kawhi che vince il terzo premio di difensore dell’anno e mette insieme numeri importanti: 25.6 punti, 8 rimbalzi e 4.8 assist. Ci si aspettava qualcosa di più invece da Paul George fermo a 19+6+4 di media. Parte finale di stagione in salita per gli uomini di Doc Rivers, che vedono fermarsi prima Landry Shamet per un problema al ginocchio che lo ha tenuto fuori per metà stagione, e dopo Steven Adams per dei problemi alla schiena. Entrambi però dovrebbero recuperare per gara 3 del primo turno di playoffs.

Storia simile per l’altra squadra di Los Angeles, con i soliti LeBron James e Anthony Davis in primo piano. Unica nota negativa il brutto infortunio di Rajon Rondo che ha giocato solo 17 partite in stagione. Per lui un infortunio all’anca sinistra e per i playoffs è ancora tutto da valutare. Anno molto positivo anche per il nuovo arrivato Derrick Rose, che ha trovato ancora più spazio visto l’infortunio di Rondo. A differenza della passata stagione, non sono più i favoriti per la vittoria finale. Ma in squadra c’è un certo LeBron James, io non ne sarei così sicuro…

Pelicans, Blazers, Warriors, Nuggets e Spurs: tutte molto vicine

La sorpresa ad ovest sono loro, con un progetto lungimirante arrivare già al quarto posto in così poco tempo è un grandissimo risultato. Zion Williamson ha risolto i problemi fisici della prima stagione arrivando a quota 23 punti di media. Ma non è lui il top scorer della squadra: Brandon Ingram con una super stagione ha toccato i 25 di media. MIP più che meritato per il giocatore ex Lakers.

Dopo l’addio di C.J. McCollum e l’arrivo di Jimmy Butler c’è chi storceva il naso, soprattutto a causa del pessimo temperamento del nativo di Houston. La stagione non è stata delle migliori per lui e per i Blazers in generale, salvo Damian Lillard: 28.1 punti e 6.9 assist, tirando col 56% dal campo e 46.7% da 3 punti. I rivali al primo turno saranno i Pelicans, e l’esperienza degli uomini di coach Terry Stotts potrebbe avere la meglio su Zion e compagni.

Nonostante uno Steph Curry miglior realizzatore dell’intera NBA con 33.1 punti di media, i Golden State Warriors arrancano conquistando il sesto posto ad Ovest grazie al già citato Steph e al solito Klay Thompson. Ma i problemi arrivano dall’infermeria. Dopo appena 31 partite giocate arriva la prima tegola: Brandon Clarke rimedia uno strappo al tendine d’Achille della gamba destra, “out for the season”.

E non finisce qui, perché dopo una una ventina di gare arriva un altro brutto infortunio. Strappo al crociato del ginocchio sinistro, anche Draymond Green è fuori per tutta la stagione. Davvero un’annata nera per gli Warriors.

Per i Nuggets la situazione è più o meno la stessa: sia Jamal Murray che Michael Porter Jr fuori per tutta la stagione. Frattura su più vertebre per il primo, frattura alla gamba sinistra per il secondo. Infortuni arrivati nel finale di stagione. Contro Leonard e George servirà un’impresa.

Un buon risultato invece per gli uomini di Popovich, che conquistano l’ottavo posto ad ovest e affronteranno i Mavericks in un scontro in cui tutti li danno già per spacciati. Buonissima stagione sia per DeMar DeRozan, che supera i 20 punti di media, sia per un ritrovato Markelle Fultz che tocca quota 17.6 punti conditi da 5.3 assist. Tutti sperano in una rinascita della prima scelta assoluta al draft 2017.

Kings ad un passo dai playoffs, delusione per Rockets e Jazz

Buona stagione anche per i Sacramento Kings che chiudono al nono posto, con appena una partita di distanza dagli Spurs. De’Aaron Fox top scorer con 20.1 punti e 8.5 assist di media, seguito da Nikola Vucevic con 14.6 punti e 10.2 rimbalzi. Un’annata di transizione, che potrebbe riservare qualcosa di positivo per il futuro.

Tanta delusione invece per Rockets e Jazz, che non raggiungono i playoffs a causa di due infortuni importanti: per Houston strappo alla spalla destra per Russell Westbrook, mentre a Utah fascite plantare per Donovan Mitchell. Harden da solo non basta, nonostante i 29.5 di media. Per i Jazz si salvano solo Marvin Bagley, Buddy Hield e Jordan Clarkson.

Grizzlies e Thunder pensano già al futuro, Timberwolves e Suns devono prendere delle decisioni importanti

Lo scambio più discusso di inizio stagione non ha fruttato come previsto. Anthony Edwards ha faticato moltissimo ad ambientarsi, il clima NBA è completamente diverso. Per lui 11.1 di media, in un’annata molto altalenante. Ja Morant è il migliore dei suoi, con 22.6 punti e 6 assist di media. Non brilla invece Andrew Wiggins, soggetto a molti infortuni durante la stagione.

Anche per i Thunder è stata una stagione di transizione. La perdita di Chris Paul, Steven Adams e Shai Gilgeous-Alexander è stata difficile da assorbire. Nonostante ciò Jaylen Brown ha mostrato le sue ottime doti: 23.9 punti e 5.9 rimbalzi. Buona stagione anche per Danilo Gallinari e Dennis Schroder, meno per i nuovi arrivati Ivica Zubac e Patrick Beverley.

Per i Suns e i Timberwolves invece, è stata una stagione sotto le aspettative, soprattutto dopo l’arrivo di Bradley Beal e Tobias Harris a Phoenix e di C.J. McCollum a Minnesota. Un’annata piena di alti e bassi per ambedue le squadre, che adesso si ritrovano a prendere delle decisioni importanti per il futuro della franchigia.

La classifica finale

        Eastern Conference            W       L            Western Conference          W       L

*Brooklyn Nets5725*Dallas Mavericks5230
*Boston Celtics5626*Los Angeles Clippers4834
*Philadelphia 76ers5032*Los Angeles Lakers4735
*Toronto Raptors5032*New Orleans Pelicans4537
*Milwaukee Bucks4735*Portland Trail Blazers4537
*Atlanta Hawks4537*Golden State Warriors4537
*Miami Heat4339*Denver Nuggets4438
*Cleveland Cavaliers3646*San Antonio Spurs4438
Orlando Magic3646Sacramento Kings4339
Washington Wizards3547Houston Rockets4042
Indiana Pacers3448Utah Jazz3943
Charlotte Hornets3448Memphis Grizzlies3646
Chicago Bulls3151Oklahoma City Thunder3646
Detroit Pistons2755Minnesota Timberwolves3646
New York Knicks1468Phoenix Suns3547

I premi stagionali della NbaPassion Fantasy League

  • MVP: Giannis Antetokounmpo (27.9 punti, 14 rimbalzi, 5.5 assist, 1.2 recuperi, 1.4 stoppate, 59% dal campo, 35% da 3 punti, 64% ai liberi);
  • ROTY: LaMelo Ball (22.1 punti, 0.9 rimbalzi, 7.3 assist, 1.6 recuperi, 46% dal campo, 43% da 3 punti, 88% ai liberi);
  • 6MOTY: Shabazz Napier (12.1 punti, 2.8 rimbalzi, 5.6 assist, 1.1 recuperi, 45% dal campo, 37% da 3 punti, 87% ai liberi);
  • DPOTY: Kawhi Leonard (25.6 punti, 8 rimbalzi, 4.8 assist, 2.6 recuperi, 1.2 stoppate, 52% dal campo, 40% da 3 punti, 91% ai liberi);
  • MIP: Brandon Ingram (25.1 punti, 6.3 rimbalzi, 4.2 assist, 0.8 recuperi, 0.4 stoppate, 48% dal campo, 42% da 3 punti, 91% ai liberi);
  • COTY: Kenny Atkinson (record 57 vittorie-25 sconfitte);
  • 1° QUINTETTO ALL-NBA: Stephen Curry, Luka Doncic, Giannis Antetokounmpo, Anthony Davis, Bam Adebayo;
  • 2° QUINTETTO ALL-NBA: Trae Young, Kyrie Irving, LeBron James, Kawhi Leonard, Nikola Jokic;
  • 3° QUINTETTO ALL-NBA: James Harden, Ben Simmons, Kevin Durant, Brandon Ingram, Kristaps Porzingis;
  • 1° QUINTETTO DIFENSIVO: Ben Simmons, Paul George, Kawhi Leonard, Anthony Davis, Rudy Gobert;
  • 2° QUINTETTO DIFENSIVO: Victor Oladipo, Dejounte Murray, Giannis Antetokounmpo, Jimmy Butler, Andre Drummond;
  • 1° QUINTETTO MATRICOLE: LaMelo Ball, James Wiseman, Deni Avdija, Nico Mannion, Cole Anthony;
  • 2° QUINTETTO MATRICOLE: Tyrese Haliburton, Onyeka Okongwu, Anthony Edwards, Josh Green, Tyrese Maxey.

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