Dopo una settimana ricca di trade e con un draft pieno di sorprese, e ancora lontani dal ritorno in campo nella vita reale, la NbaPassion Fantasy League arriva su NBA2K20.
Abbiamo deciso infatti, di creare i roster messi insieme dai nostri fanta GM e simulare un’intera stagione, per vedere i risultati sul campo delle fantasquadre. Ovviamente ci sono squadre che puntano al titolo fin da subito, mentre ci sono altre che mirano solo al “tanking”.
Sarà una stagione ricca di sorprese e imprevisti, ma andiamo con ordine.
NbaPassion Fantasy League, il racconto della regular season (Eastern Conference)
Per i Brooklyn Nets, Kyrie Irving e Kevin Durant sono tornati al meglio, mettendo insieme un duo semplicemente devastante: 30.2 punti per il primo (secondo miglior realizzatore dell’intera NBA) e 25.9 punti per il secondo. Miglior record della lega, coach Kenny Atkinson (che in un universo parallelo non si è dimesso…) premiato come COTY. Tutto bello, ma adesso bisogna puntare al titolo.
Al secondo posto a est troviamo i Boston Celtics. Lo scambio tra Shai Gilgeous-Alexander e Jaylen Brown è stato molto criticato dall’opinione pubblica. Ma Stevens voleva fortemente il giocatore ex Thunder, che si è inserito subito molto bene nel sistema Celtics. Tatum sempre più protagonista, coadiuvato dal già citato Shai e da un ottimo Kemba Walker. La stagione promette bene, ma ai playoffs sarà tutta un’altra storia.
Scambio tra giovani promesse nella nostra #fantasynba!
Dai Boston Celtics Jaylen Brown, Romeo Langford e Javonte Green si uniscono agli Oklahoma City Thunder, che cedono Shai Gilgeous-Alexander, Delon Wright e Abdel Nader. Ad OKC anche una prima scelta 2022. pic.twitter.com/ABEcoee9S9
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Tanti infortuni in casa Philadelphia 76ers, i solidi Toronto Raptors e i Milwaukee Bucks dell’MVP Giannis Antetokounmpo
Le mosse fatte da Philadelphia a inizio stagione erano state viste con molto entusiasmo dai tifosi 76ers, scelte che hanno ripagato sul campo.
Gli infortuni a inizio stagione, prima di Kevin Love (out per 19 gare a causa di una distorsione alla caviglia) e poi di Embiid (out per 30 partite per dei problemi al ginocchio), hanno un po’ frenato la corsa al primo posto ad Est. Adesso però sono al completo, l’obiettivo è uno solo: vincere.
Ancora bombe di mercato dalla #fantasynba!
Dura solo un paio di giorni il soggiorno di Kevin Love ai Phoenix Suns, che lo girano subito ai Philadelphia 76ers, in cambio di Tobias Harris e due seconde scelte al Draft 2020. pic.twitter.com/FilJwuap4y
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La crescita costante di Pascal Siakam non si ferma: 23.9 punti e 7.4 assist. Un sistema ormai più che collaudato, con un Canada Centre difficilissimo da espugnare per chiunque. Visti da tutti come sfavoriti, potrebbero dire la loro in questi playoffs: occhio ai Toronto Raptors.
Nonostante l’MVP in squadra, la stagione non è delle migliori. Fin dall’inizio, con un record di 19 vittorie e 25 sconfitte, è stata molto dura per gli uomini di Budenholzer. Ma dalla partita contro i Sacramento Kings qualcosa è cambiato: da quel momento 9 vittorie in fila, 25 nelle 30 partite successive. Il greco è più agguerrito che mai, vuole quell’anello a tutti i costi.
Le sorprese: bene gli Hawks, il calo in casa Heat e l’ottavo posto conquistato nel finale dai Cleveland Cavaliers
Una squadra ricca di talento, con giocatori giovanissimi ma già tra i migliori nel proprio ruolo. Trae Young sfiora addirittura i 29 punti di media, conditi da 9.1 assist. Dietro di lui una coppia di lunghi da fare invidia a tutta la NBA: John Collins con 16+10, mentre James Wiseman, con 15.1 punti e 9.3 rimbalzi di media, lotta fino alla fine con LaMelo Ball per la corsa al ROTY. Per la lotta ai playoffs questi Hawks potrebbero sorprendere già da subito anche se non c’è alcuna fretta, il tempo è dalla loro parte.
Una stagione troppo altalenante per i Miami Heat, che riescono comunque ad ottenere il settimo posto ad Est. D’angelo e Bam Bam Adebayo sugli scudi, ma l’attacco di Miami risulta spesso sterile nei momenti caldi della partita: ben 16 partite perse con un +5 a favore e meno di 3 minuti sul cronometro. Ai playoffs spesso sono proprio i minuti finali a decidere partite e serie, ma venderanno sicuramente cara la pelle.
Nonostante il record negativo, i Cavs conquistano un posto ai playoffs. Una grandissima stagione di Collin Sexton, con 23.2 punti e 4.5 assist, coadiuvato dalla solita solidità difensiva di Andre Drummond e dall’ottimo talento del rookie Deni Avdija. Contro i Nets sarà durissima, Durant e Irving pregustano già lo sweep.
Tante squadre con poche partite di differenza
Molto sfortunati gli Orlando Magic che raggiungono lo stesso record dei Cleveland Cavaliers ma perdono tutti e quattro gli scontri diretti. Una stagione di transizione, che vede il nuovo arrivato LaMarcus Aldridge top scorer della squadra con 19 punti di media, seguito da Evan Fournier fermo a 18.
L’addio di Bradley Beal e l’arrivo di Devin Booker e di DeAndre Ayton sembravano aver scosso l’intera franchigia della capitale, portando un po’ di aria fresca in città. L’inizio ha fatto ben sperare (18-10) ma l’infortunio di Booker ha compromesso l’intero anno: problema al ginocchio, fuori 30 partite. Inoltre, purtroppo, John Wall non è quello di prima: la media punti, seppur discreta, si ferma a quota 18.2. Ma la velocità non è quella di prima, il primo passo fulmineo è ormai un vecchio ricordo. Unica nota positiva il premio di sesto uomo dell’anno vinto da Shabazz Napier.
Una stagione da dimenticare per gli Indiana Pacers che trovano un faro offensivo, l’unico, in Victor Oladipo. Il resto è poca roba, con Sabonis e Brogdon molto sotto le aspettative: 14.1 punti per il primo e solo 12.3 per il secondo. C’è da lavorare molto per provare a raggiungere le parti alte della classifica.
Tante note positive in casa Hornets: prima su tutte la grande stagione di LaMelo Ball che conquista il premio di rookie of the year. Intorno a lui arriva la conferma gradita di Devonte Graham, che dimostra di essere un buonissimo giocatore. Ma, purtroppo, c’è anche una nota molto negativa. Dopo 56 partite giocate il ginocchio di P.J. Washington fa crac: rotula destra slogata, stagione finita. Rimane comunque una stagione tutto sommato positiva, con buoni propositi per il futuro.
Delusione Bulls, Detroit Pistons in piena ricostruzione mentre l’incubo Knicks continua
Delusione totale in casa Bulls: una squadra discontinua e senza un vero leader. L’unico che si salva è Lauri Markkanen che colleziona 19.9 punti di media, mentre per quanto riguarda Clint Capela e Wendell Carter Jr i numeri parlano chiaro: 13.6 punti di media per l’ex Rockets e 14 per il nativo di Atlanta. Anche qui c’è molto lavoro da fare…
Detroit Pistons che non avevano particolari ambizioni per questa stagione. Dopo l’addio di Blake Griffin, delusione dello scorso anno, sono arrivati giocatori giovani e già pronti come Terry Rozier e Kyle Kuzma. Primo anno difficile, invece, per Obi Toppin, giocatore ancora grezzo, ma che ha fatto vedere buone cose e su cui bisogna lavorare. La rifondazione in casa Pistons sembra essere iniziata col piede giusto.
Le mosse in casa Knicks non hanno dato il frutto sperato: ultimo posto ad Est e un incubo che sembra non finire più.
La causa potrebbero essere i troppi cambiamenti, che hanno portato un gruppo molto giovane e ancora inesperto a giocare nella stessa squadra. Certamente, non doveva essere un anno di vittorie o addirittura playoffs. Ma il potenziale c’è, ed è tantissimo: Jaxson Hayes, Cole Anthony, Lonzo Ball, Myles Turner, R.J. Barrett, tutti giocatori molto giovani e con un potenziale elevatissimo.
NbaPassion Fantasy League, il racconto della regular season (Western Conference)
L’arrivo di Chris Paul non poteva che fare bene a questi Mavericks, che trovano una fonte di gioco inestimabile nell’ex Thunder. Insieme a lui un clamoroso Luka Doncic che sfiora la tripla doppia di media in stagione: 28.4 punti, 10.5 rimbalzi e 9.8 assist, in corsa fino alla fine per il premio di MVP.
Numeri importanti anche per la terza stella della squadra, Kristaps Porzingis, che tocca quota 25.4 punti, con 10.1 rimblazi e 2 stoppate di media. Sono loro i favoriti a Ovest.
Clamoroso buongiorno dalla nostra #fantasynba!
Rocambolesco e cervellotico scambio a tre squadre tra OKC Thunder, Dallas Mavericks e New York Knicks. I protagonisti di maggior rilievo: Chris Paul approda a Dallas, Dwight Powell e Maxi Kleber a NY e Julius Randle ad OKC. pic.twitter.com/mbNtvcCDSx
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Per quanto riguarda i Los Angeles Clippers niente di sorprendente, con Kawhi che vince il terzo premio di difensore dell’anno e mette insieme numeri importanti: 25.6 punti, 8 rimbalzi e 4.8 assist. Ci si aspettava qualcosa di più invece da Paul George fermo a 19+6+4 di media. Parte finale di stagione in salita per gli uomini di Doc Rivers, che vedono fermarsi prima Landry Shamet per un problema al ginocchio che lo ha tenuto fuori per metà stagione, e dopo Steven Adams per dei problemi alla schiena. Entrambi però dovrebbero recuperare per gara 3 del primo turno di playoffs.
Storia simile per l’altra squadra di Los Angeles, con i soliti LeBron James e Anthony Davis in primo piano. Unica nota negativa il brutto infortunio di Rajon Rondo che ha giocato solo 17 partite in stagione. Per lui un infortunio all’anca sinistra e per i playoffs è ancora tutto da valutare. Anno molto positivo anche per il nuovo arrivato Derrick Rose, che ha trovato ancora più spazio visto l’infortunio di Rondo. A differenza della passata stagione, non sono più i favoriti per la vittoria finale. Ma in squadra c’è un certo LeBron James, io non ne sarei così sicuro…
Pelicans, Blazers, Warriors, Nuggets e Spurs: tutte molto vicine
La sorpresa ad ovest sono loro, con un progetto lungimirante arrivare già al quarto posto in così poco tempo è un grandissimo risultato. Zion Williamson ha risolto i problemi fisici della prima stagione arrivando a quota 23 punti di media. Ma non è lui il top scorer della squadra: Brandon Ingram con una super stagione ha toccato i 25 di media. MIP più che meritato per il giocatore ex Lakers.
Dopo l’addio di C.J. McCollum e l’arrivo di Jimmy Butler c’è chi storceva il naso, soprattutto a causa del pessimo temperamento del nativo di Houston. La stagione non è stata delle migliori per lui e per i Blazers in generale, salvo Damian Lillard: 28.1 punti e 6.9 assist, tirando col 56% dal campo e 46.7% da 3 punti. I rivali al primo turno saranno i Pelicans, e l’esperienza degli uomini di coach Terry Stotts potrebbe avere la meglio su Zion e compagni.
Nonostante uno Steph Curry miglior realizzatore dell’intera NBA con 33.1 punti di media, i Golden State Warriors arrancano conquistando il sesto posto ad Ovest grazie al già citato Steph e al solito Klay Thompson. Ma i problemi arrivano dall’infermeria. Dopo appena 31 partite giocate arriva la prima tegola: Brandon Clarke rimedia uno strappo al tendine d’Achille della gamba destra, “out for the season”.
E non finisce qui, perché dopo una una ventina di gare arriva un altro brutto infortunio. Strappo al crociato del ginocchio sinistro, anche Draymond Green è fuori per tutta la stagione. Davvero un’annata nera per gli Warriors.
Per i Nuggets la situazione è più o meno la stessa: sia Jamal Murray che Michael Porter Jr fuori per tutta la stagione. Frattura su più vertebre per il primo, frattura alla gamba sinistra per il secondo. Infortuni arrivati nel finale di stagione. Contro Leonard e George servirà un’impresa.
Un buon risultato invece per gli uomini di Popovich, che conquistano l’ottavo posto ad ovest e affronteranno i Mavericks in un scontro in cui tutti li danno già per spacciati. Buonissima stagione sia per DeMar DeRozan, che supera i 20 punti di media, sia per un ritrovato Markelle Fultz che tocca quota 17.6 punti conditi da 5.3 assist. Tutti sperano in una rinascita della prima scelta assoluta al draft 2017.
Kings ad un passo dai playoffs, delusione per Rockets e Jazz
Buona stagione anche per i Sacramento Kings che chiudono al nono posto, con appena una partita di distanza dagli Spurs. De’Aaron Fox top scorer con 20.1 punti e 8.5 assist di media, seguito da Nikola Vucevic con 14.6 punti e 10.2 rimbalzi. Un’annata di transizione, che potrebbe riservare qualcosa di positivo per il futuro.
Tanta delusione invece per Rockets e Jazz, che non raggiungono i playoffs a causa di due infortuni importanti: per Houston strappo alla spalla destra per Russell Westbrook, mentre a Utah fascite plantare per Donovan Mitchell. Harden da solo non basta, nonostante i 29.5 di media. Per i Jazz si salvano solo Marvin Bagley, Buddy Hield e Jordan Clarkson.
Grizzlies e Thunder pensano già al futuro, Timberwolves e Suns devono prendere delle decisioni importanti
Lo scambio più discusso di inizio stagione non ha fruttato come previsto. Anthony Edwards ha faticato moltissimo ad ambientarsi, il clima NBA è completamente diverso. Per lui 11.1 di media, in un’annata molto altalenante. Ja Morant è il migliore dei suoi, con 22.6 punti e 6 assist di media. Non brilla invece Andrew Wiggins, soggetto a molti infortuni durante la stagione.
Clamoroso nella nostra #fantasynba!
I Golden State Warriors cedono la prima scelta assoluta al Draft 2020 e Andrew Wiggins ai Memphis Grizzlies, ricevendo in cambio Jaren Jackson Jr, Brandon Clarke e Justise Winslow. pic.twitter.com/wZlxbBrRDn
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Anche per i Thunder è stata una stagione di transizione. La perdita di Chris Paul, Steven Adams e Shai Gilgeous-Alexander è stata difficile da assorbire. Nonostante ciò Jaylen Brown ha mostrato le sue ottime doti: 23.9 punti e 5.9 rimbalzi. Buona stagione anche per Danilo Gallinari e Dennis Schroder, meno per i nuovi arrivati Ivica Zubac e Patrick Beverley.
Per i Suns e i Timberwolves invece, è stata una stagione sotto le aspettative, soprattutto dopo l’arrivo di Bradley Beal e Tobias Harris a Phoenix e di C.J. McCollum a Minnesota. Un’annata piena di alti e bassi per ambedue le squadre, che adesso si ritrovano a prendere delle decisioni importanti per il futuro della franchigia.
Ribaltone durante l'ultimo giorno di trattative della nostra #fantasynba!
I Phoenix Suns mettono le mani su Bradley Beal, spedendo agli Washington Wizards Devin Booker e DeAndre Ayton. Ai Suns anche Rui Hachimura e Thomas Bryant. pic.twitter.com/NqizEF7rpY
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La classifica finale
Eastern Conference W L Western Conference W L
| *Brooklyn Nets | 57 | 25 | *Dallas Mavericks | 52 | 30 |
| *Boston Celtics | 56 | 26 | *Los Angeles Clippers | 48 | 34 |
| *Philadelphia 76ers | 50 | 32 | *Los Angeles Lakers | 47 | 35 |
| *Toronto Raptors | 50 | 32 | *New Orleans Pelicans | 45 | 37 |
| *Milwaukee Bucks | 47 | 35 | *Portland Trail Blazers | 45 | 37 |
| *Atlanta Hawks | 45 | 37 | *Golden State Warriors | 45 | 37 |
| *Miami Heat | 43 | 39 | *Denver Nuggets | 44 | 38 |
| *Cleveland Cavaliers | 36 | 46 | *San Antonio Spurs | 44 | 38 |
| Orlando Magic | 36 | 46 | Sacramento Kings | 43 | 39 |
| Washington Wizards | 35 | 47 | Houston Rockets | 40 | 42 |
| Indiana Pacers | 34 | 48 | Utah Jazz | 39 | 43 |
| Charlotte Hornets | 34 | 48 | Memphis Grizzlies | 36 | 46 |
| Chicago Bulls | 31 | 51 | Oklahoma City Thunder | 36 | 46 |
| Detroit Pistons | 27 | 55 | Minnesota Timberwolves | 36 | 46 |
| New York Knicks | 14 | 68 | Phoenix Suns | 35 | 47 |
I premi stagionali della NbaPassion Fantasy League
- MVP: Giannis Antetokounmpo (27.9 punti, 14 rimbalzi, 5.5 assist, 1.2 recuperi, 1.4 stoppate, 59% dal campo, 35% da 3 punti, 64% ai liberi);
- ROTY: LaMelo Ball (22.1 punti, 0.9 rimbalzi, 7.3 assist, 1.6 recuperi, 46% dal campo, 43% da 3 punti, 88% ai liberi);
- 6MOTY: Shabazz Napier (12.1 punti, 2.8 rimbalzi, 5.6 assist, 1.1 recuperi, 45% dal campo, 37% da 3 punti, 87% ai liberi);
- DPOTY: Kawhi Leonard (25.6 punti, 8 rimbalzi, 4.8 assist, 2.6 recuperi, 1.2 stoppate, 52% dal campo, 40% da 3 punti, 91% ai liberi);
- MIP: Brandon Ingram (25.1 punti, 6.3 rimbalzi, 4.2 assist, 0.8 recuperi, 0.4 stoppate, 48% dal campo, 42% da 3 punti, 91% ai liberi);
- COTY: Kenny Atkinson (record 57 vittorie-25 sconfitte);
- 1° QUINTETTO ALL-NBA: Stephen Curry, Luka Doncic, Giannis Antetokounmpo, Anthony Davis, Bam Adebayo;
- 2° QUINTETTO ALL-NBA: Trae Young, Kyrie Irving, LeBron James, Kawhi Leonard, Nikola Jokic;
- 3° QUINTETTO ALL-NBA: James Harden, Ben Simmons, Kevin Durant, Brandon Ingram, Kristaps Porzingis;
- 1° QUINTETTO DIFENSIVO: Ben Simmons, Paul George, Kawhi Leonard, Anthony Davis, Rudy Gobert;
- 2° QUINTETTO DIFENSIVO: Victor Oladipo, Dejounte Murray, Giannis Antetokounmpo, Jimmy Butler, Andre Drummond;
- 1° QUINTETTO MATRICOLE: LaMelo Ball, James Wiseman, Deni Avdija, Nico Mannion, Cole Anthony;
- 2° QUINTETTO MATRICOLE: Tyrese Haliburton, Onyeka Okongwu, Anthony Edwards, Josh Green, Tyrese Maxey.








Novembre a corrente alternata con qualche sconfitta di troppo contro avversari abbordabili e un calendario difficile a Dicembre, Atlanta si è rialzata alla grande e attualmente occupa il 4° posto, a sole 2 lunghezze dai Raptors secondi. Il team ormai è collaudato e il gioco rimane sicuramente piacevole da vedere grazie allo share-ball imposto da Budenholzer. Indubbiamente saranno protagonisti ai prossimi Playoffs e chissà che, con un po’ di fortuna, non riescano a raggiungere nuovamente le Finali di Conference.
estate di un lungo di peso continua a creare diversi grattacapi a coach Stevens che comunque può vantare il secondo miglior DefRating della lega (solo gli Spurs meglio). Dopo un avvio di stagione piuttosto ‘diesel’, ora Boston sembra aver ritrovato la quadratura del cerchio. L’ottavo posto al momento è loro ma non può ancora essere al sicuro: troppo lontano il traguardo per poter stare sereni. Certo, se Ainge riuscisse a fare un altro regalino entro la trade-deadline, magari…
presumere già a Ottobre, ma a Brooklin stanno facendo del loro meglio per peggiorare le cose, nonostante Brook Lopez abbia messo su dei bei numeri in stagione. I progetti di dominio della lega sembrano essere stati ormai accantonati. Primo obiettivo, ora, è ritrovare la stabilità societaria perduta dopo gli esoneri di Billy King e Lionel Hollins. Secondariamente, è necessario ridurre drasticamente il salary cap, il 6° della lega (fonte: Hoopshype), che non rispecchia il valore del team attuale, nonostante elementi di spessore come Joe Johnson o Brook Lopez.
O quantomeno uno dei problemi perché, dopo un avvio scoppiettante, le prestazioni degli Hornets sono vistosamente calate. Il gioco rimane molto efficace, proprio come piace a Clifford: gli Hornets infatti hanno il minor numero di palle perse a partita della lega. Attenzione perché Charlotte, guidata dal talento di Kemba Walker e l’esperienza di Batum, è ancora pronta a dare battaglia per tentare di acciuffare la qualificazione ai prossimi Playoffs.
maglia pone grandi attese attorno alla franchigia. Attese che in parte vengono mantenute, in parte molto meno: si pensava che con un coach come Hoiberg, i Bulls avrebbero risolto la loro staticità offensiva ma così non è stato perché i punti prodotti sono persino diminuiti. Ma la lacuna maggiore rimane l’altalena di risultati, che non permette ai Bulls di spiccare il volo. Nonostante tutto, però, Chicago può sorridere; il record di 24-16 li pone giusto ad una vittoria dai Raptors ma occhio dietro: le concorrenti sono molte e sono affamate di vittorie.
profondità di panchina evidenziato contro i Warriors ma lo strappo rimane ancora evidente (ripensando soprattutto all’ultimo incontro tra le due franchigie), considerando anche che Blatt continua a mantenere rotazioni risicate. In linea generale il voto positivo deriva dall’andamento generale. Male, anzi malissimo, contro le altre contender della lega. Contro le prime 5 franchigie della lega, Cleveland ha messo in piedi un record di 2-5, compresa la mazzata rimediata dai Warriors che non fa certo ben sperare in vista dei Playoffs. Il tempo per migliorare c’è: adesso bisogna solo lavorare a testa bassa.
Pistons settimi nella Eastern Conference a questo punto della stagione. E quante recriminazioni pensando alle vittorie sfuggite per un soffio sul buzzer! Il lavoro svolto da coach Van Gundy e i suoi uomini sta portando i frutti sperati, costruendo un team che ricorda molto i Magic delle Finals 2009, con Drummond (ormai esploso senza Smith e Monroe), nelle vesti di Howard a dominare il pitturato e i compagni che aprono gli spazi. Una delle piacevoli sorprese della stagione.
infortunio e le annesse vittorie, avevano fatto sperare ai tifosi di fede Pacers che Indiana potesse seriamente essere la prima antagonista alla corsa dei Cavs ad Est. In realtà, le ultime 20 partite hanno denotato un calo fisiologico nei numeri di George e Indiana ha risentito il contraccolpo. Tra i tifosi americani, poi, iniziano a circolare i primi dubbi sull’operato di coach Vogel ma, nonostante ciò, la situazione di equilibrio ad Est permette ai Pacers di essere poco lontano dal 3° posto ma poco lontano anche dal 9°. Tutto dipenderà dall’andamento che avranno nella seconda parte di stagione.
meno rispetto alla passata stagione, facevano presumere che Miami potesse ostacolare lo strapotere dei Cavs ad Est. In realtà gli Heat hanno denotato parecchi limiti (specie mentali) sui quali devono ancora lavorare molto per essere considerata una vera e propria contender. Il talento c’è ma ciò non basta per affrontare i migliori team della lega come ci si aspetterebbe da Miami, come denotano gli ultimi risultati. Un problema che ha inoltre comportato una diatriba interna allo spogliatoio con i senatori da un lato e Whiteside, in particolare, dall’altro. La base c’è, il talento non manca, l’esperienza nemmeno: se si riesce a trovare il giusto equilibrio, Miami può arrivare lontano.
passata stagione, la crescita dei giovani talenti e l’arrivo di un centro come Greg Monroe, avevano fatto pensare ai Bucks come una franchigia in ascesa. E’ accaduto tutto il contrario invece, con Milwaukee che arranca al tredicesimo posto, davanti solo a Sixers e Nets. L’amore con Monroe poi non è per niente scoppiato: il centro potrebbe partire addirittura entro la trade dead-line qualora arrivasse la giusta offerta e qualcuno, vedendo quello che accade dalle parti di Dallas, rimpiange già il buon Zaza…
Sarà un’altra stagione di passione. Ecco, questi erano i commenti più in voga da parte di molti tifosi e non. Nulla di tutto questo è stato confermato, anzi, è accaduto il contrario. Porzingis è l’idolo assoluto dei tifosi (anche di quelli che piangevano al momento della scelta), gli arrivi estivi si stanno dimostrando integrati nel progetto e i Knicks con l’attuale record (migliorato grazie alle vittorie di Gennaio) distano solo 1.5 vittorie dall’ottavo posto presidiato dai Celtics. In pochi mesi, la frustrazione e la delusione hanno fatto spazio ad una ritrovata allegria e speranza. Non si può ancora dire che sia stata una stagione positiva perché siamo solo a metà ma com’è che si dice? Chi ben incomincia è a metà dell’opera.
quest’anno da Scott Skiles, il giovane roster di Orlando sta ben figurando ad Est, dimostrando di aver fatto netti passi in avanti sul piano del gioco, un po’ meno per quanto riguarda la costanza di risultati. Le ultime partite 10 partite hanno comportato un bottino di sole 3 vittorie che hanno spinto i Magic appena fuori dalle prime otto ad Est. Probabilmente, ci sono concorrenti più accreditate per i Playoffs, ma ciò non toglie che i Magic abbiano vissuto una positiva prima parte di stagione.
della lega è solo lo specchio di come il lavoro portato avanti dal GM Sam Hinkie non abbia portato ai risultati sperati nel presente, nel futuro chissà. Sì perché se sono stati sollevati dei dubbi sulla carriera di Embiid, ad oggi ci si chiede anche se Okafor riuscirà a migliorare le evidenti lacune difensive e se riuscirà ad arricchire il suo parco di scelte offensive, già importante ma che alla lunga può risultare prevedibile. Tutti dubbi che deve affrontare ogni giorno coach Brown, nominato simbolicamente da Derek Fisher come ‘Coach Of The Year’ mentre la stagione dei Sixers è finita ancor prima di iniziare. Unica consolazione? (Probabilmente) Simmons al prossimo Draft.
Eastern Conference. Il lavoro della dirigenza in estate ha portato elementi come Scola e Carroll che stanno contribuendo in maniera importante sulle sorti stagionali dei Raptors finora. In più, piacevole sorpresa si è confermata essere Biyombo, dimostratosi valida alternativa a Valanciunas. I dubbi su Toronto però non riguardano tanto la stagione regolare quanto i Playoffs: riusciranno ad essere incisivi quando conterà questa volta? Dovesse andar male anche quest’anno, a pagarne le conseguenze sarebbe quasi sicuramente coach Casey.
rimediati da Nene e Beal hanno sicuramente comportato una perdita importante per il quintetto dei capitolini ma, senza dubbio, l’assenza di un giocatore talentuoso e uomo spogliatoio dovuta alla partenza di Paul Pierce si fa sentire, nonostante l’età avanzata. Difficile ad oggi dire quale sarà il futuro dei Wizards. Potrebbero tranquillamente rientrare nella corsa per un posto ai Playoffs (risultando poi una mina vagante), come rimanerne fuori per un pelo. Sta a loro risollevarsi nella seconda parte stagionale e dare sfogo all’effettivo talento a loro disposizione.



