Da quando c’è Zion Williamson quasi ogni media day dei New Orleans Pelicans è un lungo giorno della marmotta, in cui si rinnovano le speranze – finora sempre disattese – di assistere a una stagione intera senza problemi fisici e piccole querelle extra campo del talento da Duke.
I Pelicans sono reduci da una stagione tutta da buttare, in cui si sono fatti male tutti. Williamson compreso ovviamente che è sparito dai radar per tre mesi mentre anche Dejounte Murray, Herb Jones, Jose Alvarado e Trey Murphy III cadevano. I Pels hanno quindi deciso di cambiare al vertice, spesando David Griffin sostituito da Joe Dumars a capo del front office, ma non in panchina confermando coach Willie Green e puntando ancora una volta su Zion Williamson e il suo talento troppo grande per non sperarci oltre.
“Dumars? Mi piace, è un tipo così come lo vedi. E so che pretenderà molto da me e che mi darà molte responsabilità, qualcosa per cui non vedo l’ora” ha detto Zion al media day della sua squadra “Joe pretenderà standard molto alti da me e se qualche volta sarò da meno so che lui sarà pronto a intervenire per rimettermi in pista. Con Dumars e con Troy Weaver (il Gm, ndr) abbiamo avuto dei confronti molto onesti, e io ho promesso loro che non li avrei delusi. Il fatto che loro credano molto in me è di grande aiuto, poi“.
Per il resto, la questione Zion Williamson sarà sempre la medesima: forma fisica e peso sotto stretto controllo, attenzione a evitare gli infortuni anche a costo di saltare delle partite extra. In 6 anni Williamson non ha mai giocato una partita di playoffs, neppure quando NOLA ci è arrivata e sempre per acciacchi fisici. Per lui lo scorso anno sole 30 partite giocate ma i numeri sono stati ancora talmente buoni da sfidare chiunque a rinunciarci, roba da oltre 24 punti, 7 rimbalzi e 5 assist di media col 56% dal campo.
Cifre che sono o dovrebbero essere appunto, lo standard per un tipo come Zion Williamson. Durante la off-season l’ex Duke si è allenato a New Orleans sfruttando anche le metodologie di allenamento dei Saints della NFL.
Per Joe Dumars, Williamson dovrà essere leader anche fuori dal campo: “Sarà il primo che parlerà coi media e prenderà le domande, vogliamo che sia rispettoso e che le affronti. Zion è stato perfetto finora, nessun problema tra di noi e ci sta dando veramente dentro. Per noi sarà importante che ciascuno si prenda le proprie responsabilità, perché il talento da solo non basta. Ai coach ho detto che non ho un numero di vittorie in testa come obiettivo, né i play-in o i playoffs. ma che voglio vedere la squadra giocare duro sera dopo sera, solo così le vittorie arriveranno”.
I Pelicans non arrivano però al training camp al completo, Herb Jones e Trey Murphy III sono reduci da infortuni ma dovrebbero essere a disposizione, Dejounte Murray resterà fuori a lungo e anche il rookie Derik Queen è infortunato. Tra i volti nuovi c’è attesa per Jordan Poole, arrivato via trade dagli Washington Wizards e che dovrà dimostrarsi giocatore da squadra da playoffs dopo gli anni di Golden State.
