L’ultima novità in casa Indiana Pacers è la firma di Rick Carlisle, che ricoprirà il ruolo di capo allenatore proprio come ha fatto a Dallas negli ultimi dieci anni. Carlisle, campione NBA nel 2011, ha già precedentemente allenato i Pacers in due diverse occasioni: la prima in quanto vice al fianco di Larry Bird dal 1997 al 2000, e la seconda in veste di capo allenatore dal 2003 al 2007.
In questi due frangenti temporali Indiana ha raggiunto le finali di conference quattro volte su sette, un dato molto positivo che lascia sperare per gli esiti futuri della squadra. I precedenti tra i Pacers e Carlisle sono stati alla base dell’accordo tra le due parti, dato che Carlisle ha riportato di essere sempre stato in buoni rapporti sia con Herb Simon, proprietario della franchigia, che con Kevin Pritchard, suo presidente.
Dall’altra parte, invece, Indiana è andata alla ricerca di una figura con esperienza pluriennale ed un titolo NBA nelle proprie mani: Rick Carlisle è stata quindi la scelta più logica ed immediata, tanto che l’accordo sarebbe stato siglato in meno di una settimana. “Abbiamo inizialmente identificato le caratteristiche che avremmo cercato nel prossimo allenatore. In primis esperienza su più anni, e preferibilmente un titolo vinto. E’ difficile trovarle tutte in una sola persona, però poi Rick è diventato disponibile sul mercato…”, ha dichiarato Pritchard.
Alle parole del presidente dei Pacers Carlisle ha risposto così: “Questa è la squadra che fa’ per me. Dando uno sguardo al roster, sono convinto che sarà divertente lavorare con loro. Mi piace il loro atteggiamento. Troveremo un modo per giocare meglio in difesa e per vincere nei playoffs”.
Le parole di coach Carlisle riempiono di speranze il cuore dei tifosi locali, rimasti con l’amaro in bocca dopo che i Pacers hanno mancato d’un soffio i playoffs. E’ curioso inoltre come, la firma di Carlisle, proietti la franchigia in una direzione totalmente opposta rispetto all’annata appena conclusasi, guidata da coach Nate Bjorkgren.
Dopo il fallimento Bjorkgren, Indiana vuole vincere subito puntando su Carlisle
La stagione 2020/21 degli Indiana Pacers è sembrata una fase di transizione verso la ricostruzione più totale, visto lo scambio di Victor Oladipo, l’infortunio di T.J. Warren, il record non positivo e diverse divergenze tra giocatori e staff allenatori. L’epicentro delle discussioni, intese con accezione negativa, è stato Nate Bjorkgren: al primo anno come capo allenatore, l’ex vice di Nick Nurse a Toronto sembrava essere la figura adatta a guidare questi attimi di rebuilding.
Eppure la situazione è presto degenerata, con conseguente esonero di Bjorkgren e cambio di marcia improvviso: la mentalità è ora quella di vincere nel minor tempo possibile, senza affrettare di certo il processo ma comunque evitando di attendere lunghi e noiosi anni di tanking.
A confermare tale ipotesi è una dichiarazione del presidente Pritchard: “Vogliamo vincere ora e per tal motivo abbiamo assunto una figura come Carlisle”. Nonostante l’ex Mavericks non abbia ancora incontrato di persona i giocatori dei Pacers, nella conferenza stampa d’introduzione è stato detto come Carlisle abbia già stilato un’analisi approfondita di ogni singolo atleta presente a roster.
Carlisle ha inoltre spiegato il motivo per il quale, secondo lui, i Pacers hanno mancato i playoffs e come, al contrario, potranno ritornare a contendere per il titolo. Il materiale, in termini di giocatori e talento, è senza ombra di dubbio presente in casa Pacers: ciò nonostante, l’entusiasmo, la determinazione e la confidenza di Carlisle potrebbero far intuire importanti mosse di mercato in arrivo.
Rick Carlisle crede nella convivenza tra Sabonis e Turner: “Possono giocare insieme”
Uno dei temi caldi della recente stagione è stata la convivenza tra Domantas Sabonis e Myles Turner, entrambi due lunghi piuttosto promettenti. Mentre Sabonis ha collezionato la sua seconda convocazione alla gara delle stelle, Turner si è sempre di più immerso nel ruolo che maggiormente lo invoglia a far bene: il protettore del ferro.
Tuttavia, spesso è risultato impossibile per coach Bjorkgren schierare entrambi i due centri contemporaneamente, a tal punto che voci di uno scambio per Turner sono iniziate a circolare. Ad oggi, però, Carlisle è pronto a dimostrare come una convivenza tra questi due giocatori sia fattibile: “Credo sia possibile valorizzare la loro individualità e poi farli convivere non solo tra loro ma anche con il resto dei giocatori. Ho già parlato con entrambi, e si sono dichiarati entusiasti di questa idea. Myles è un eccellente protettore del ferro e sarà la nostra chiave di volta per migliorare in difesa. Domantas, invece, può fare innumerevoli cose sul campo da basket”.
Da un punto di vista strettamente salariale, quest’estate scadranno i contratti di Doug McDermott e T.J. McConnell, rispettivamente poco più di 7 milioni e 3.5 milioni. Ciò andrà a liberare un minimo di spazio salariale, inoltre, se la mentalità è quella di vincere nell’immediato futuro, pedine come Jeremy Lamb, T.J. Warren ed eventualmente Malcolm Brogdon sono tutte impiegabili per liberare ulteriore spazio o imbastire uno scambio di portata maggiore.

