Home NBA, National Basketball AssociationNBA News“Roba da MVP” Brunson si accomoda e ne fa 40 ai Magic, Knicks in finale di NBA Cup

“Roba da MVP” Brunson si accomoda e ne fa 40 ai Magic, Knicks in finale di NBA Cup

di Michele Gibin

Gli Orlando Magic hanno fatto tutto bene in semifinale della NBA Cup 2025 contro i New York Knicks, tranne stendere tappeti rossi in difesa a un tipo come Jalen Brunson, che sa per certo come approfittarne.

Prendendo vantaggio da un piano partita (oddio) demenziale di coach Jamahl Mosley contro di lui, Brunson ha steso i Magic con 40 punti frutto di 16 su 27 dal campo e 6 su 9 in lunetta, con 8 assist in 39 minuti della vittoria Knicks per 132-120 a Las Vegas. Marcato – si fa per dire – da Jalen Suggs che una volta era indicato come un grande difensore e che invece oggi è più impegnato a correre e tirare, Jalen Brunson si è preso ogni libertà e tempi per lavorare sul pick and roll e attaccare l’area, per far saltare i difensori sulle sue finte e collezionare falli subiti e canestri.

Orlando sceglie di marcare la star dei Knicks cercando di “contenere” i suoi giochi a due e invitarlo verso degli aiuti difensivi che però non arrivano mai, neppure i Magic pensassero d’avere il miglior Dikembe Mutombo a centro area. Nel solo primo tempo Brunson ha segnato 25 punti penetrazione dopo penetrazione, quasi stupito e anche un poco offeso dal modo in cui i suoi avversari lo stessero marcando.

Una falla nel piano (quale piano?) di Orlando che non ha fatto però male nel primo tempo, perché alzando i ritmi i Magic hanno saputo rispondere. Non poteva però durare e infatti così è stato, nel quarto quarto i Knicks hanno creato un cuscinetto di 8-10 punti fino alla fine e Jalen Brunson ha fatto cifra tonda, 40 punti e massimo in stagione in una partita in tutti hanno “mangiato”.

Per Karl-Anthony Towns 29 punti con 9 su 11 al tiro e 9 su 10 in lunetta, OG Anunoby ha segnato 24 punti e Mikal Bridges ha chiuso con 16 punti finali. Dall’altra parte un Paolo Banchero non abituato ai nuovi ritmi offensivi dei suoi ha sparacchiato fino ai suoi 25 punti totali (0 su 7 da tre, sfidato al tiro da NY) e accumulato 5 palle perse. Jalen Suggs ha deciso di sfidare Brunson sul suo terreno segnando 29 punti e rimediando anche un infortunio che lo ha tolto di mezzo nel quarto periodo. La sua assenza unita a quella di Franz Wagner, steso una settimana fa dal “muscolare” dei Knicks Ariel Hukporti, s’è sentita per Orlando.

Quando si parla di MVP e hai un candidato MVP come lui, tutto diventa più agevole. Questa partita è come gioca un MVP. La cosa positiva è che lo abbia fatto su un palcoscenico nazionale come questo, per cui speriamo che da oggi i media e le TV possano iniziare a prendere in considerazione anche lui, perché questo secondo me è un MVP” così Mike Brown parlando di Jalen Brunson, e pensando peraltro d’essere ancora a Sacramento e non sulla panchina dei New York Knicks. “Non sto facendo campagna per lui, dico solo le cose come stanno e lui non riceve mai abbastanza credito. Si parla sempre di MVP e lui non c’è assieme agli altri, che sono tutti forti e meritano, chiaramente. Ma se sei primo o secondo nella tua conference e metti assieme i numeri che mette lui, il tuo nome dovrebbe essere lì con gli altri, forse anche prima“.

I Knicks (18-7) giocheranno la loro prima finale di NBA Cup, contro i San Antonio Spurs che hanno fatto fuori a sorpresa gli Oklahoma City Thunder. New York ha vinto 9 delle ultime 10 partite giocate e vede i Detroit Pistons al primo posto a Est, Jalen Brunson sta viaggiando a 28.3 punti di media con 6.3 assist e il 48% dal campo.

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