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Shaquille O’Neal si schiera: “Cancelliamo la stagione NBA”

di Michele Gibin

Shaquille O’Neal non vede alcuna soluzione a breve termine per la NBA e si augura che la stagione venga cancellata, a ormai due mesi dalla sospensione dopo la positività al test per il coronavirus Sars-CoV2 di Rudy Gobert e l’esplosione della pandemia anche negli Stati Uniti.

In un’intervista al New York Post, Shaq ha spiegato il suo punto di vista: “Non mi piace sentir dire in continuazione ‘riprendiamo, riprendiamo’. Penso invece che dovrebbe prevalere il garantire la sicurezza degli atleti e delle persone, dovrebbero cancellare la stagione, dichiararla chiusa. Lasciamo che le autorità gestiscano la cosa e che il virus scompaia definitivamente“.

O’Neal non vede nell’assenza del pubblico e nelle partite a porte chiuse una misura sufficiente: “Dovresti comunque trasmettere le partite in TV, e quindi ci vorranno le troupe televisive. Cosa succede se qualcuno di qualche troupe si ammala? Ne basta anche solo uno e si fermerebbe tutto“.

In una call conference con una rappresentanza dei giocatori, il Commissioner NBA Adam Silver ha confermato che esiste il rischio che la stagione possa non ripartire, accolto le istanze degli atleti su sicurezza e training camp, e messo l’accento sul grave danno economico che la lega subirà sia che la stagione riparta – a porte chiuse e in una location unica e sicura – sia che non possa ripartire.

Danno economico che si ripercuoterà sul salary cap delle prossime stagioni, e quindi anche sugli stipendi dei giocatori.

Shaquille O’Neal: “Chi vincerà avrà titolo con l’asterisco”

Al netto delle grandi sfide logistiche, dopo tre mesi di sospensione sarà difficile che i valori in campo apparsi fino allo scorso 11 marzo possano riproporsi identici. Una ripresa estiva potrebbe trasformarsi in una sorta di campionato a parte: “Di solito si può capire prima chi probabilmente vincerà. Ora, se la stagione riparte e vince una squadra che (in condizioni normali) non avrebbe vinto, sarebbe una vittoria con l’asterisco. Per quanto mi riguarda dovremmo preoccuparci solo della salute di giocatori. staff e pubblico, e darci appuntamento per i training camp“.

E giocare senza tifosi in tribuna? “Sarebbe terribile, sarei stato il peggior centro della storia NBA personalmente. Ogni volta che sbagliavo un tiro libero la gente rideva, ed io: ‘Ah si? Vi faccio vedere io…’, avevo bisogno di tutto questo“.

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