Avevano proprio bisogno di una prova di forza gli Houston Rockets, per dare una scossa alla loro serie ed è arrivata quando la squadra s’è trovata con le spalle al muro, in gara 5 coi Golden State Warriors e a un passo dall’eliminazione precoce dai playoffs.
E Houston ha eseguito, con una vittoria per 131-116 ancora più larga di quanto dica il punteggio finale. I Rockets sono partiti centrati come mai prima in attacco nella serie, hanno segnato 40 punti nel primo quarto creando buoni tiri con Fred VanVleet e Jalen Green e sfruttando i mismatch e la maggiore freschezza atletica. Per la prima volta nella serie la difesa dei Rockets si è imposta, forzando palle perse e punti facili in transizione.
Gara 5 è di conseguenza durata poco. Già a neanche metà terzo periodo coach Steve Kerr mangia la foglia, ammette la sconfitta e richiama in panchina i suoi titolari per pensare a gara 6 al Chase Center in arrivo. Steph Curry e Jimmy Butler giocano appena 23 e 25 minuti, il top scorer degli Warriors è Moses Moody con 25 punti dalla panchina.
Houston invece celebra la miglior partita della serie come squadra, e individuale per Dillon Brooks (24 punti), Amen Thompson da 25 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e 5 recuperi con 3 stoppate e una difesa perfetta su Curry, e per un Fred VanVleet che si era già sbloccato in gaar 4. Per l’ex Raptors 26 punti con 4 su 6 da tre. Gli Warriors restano in vantaggio per 3-2 nella serie e avranno in gara 6 un’altra opportunità di chiudere ma dopo 5 partite, che una delle due squadre stia meglio fisicamente sembra ormai evidente.
“Oggi mi sentivo magificamente, alla grande” così Amen Thompson che ha limitato Stephen Curry a 4 su 12 dal campo per 13 punti. “Avevo appena visto Ausar (il fratello gemello dei Pistons, ndr) vincere e quando vincono i Pistons, la partita dopo l’abbiamo sempre vinta anche noi“. Coach Ime Uduka ha celebrato il suo giovane esterno per la sua difesa, “Marcare a tutto campo uno come Curry è arduo, con tutti i blocchi che riceve anche così in alto. Per cui riuscire a difendere senza sprecare falli è la prima cosa, poi Amen ha recuperato qualche pallone e sporcato dei loro possessi, tutte cose che ci hanno dato la scintilla . In attacco è stato aggressivo, ha giocato una gran partita tout court“.
Dopo gara 5 gli Warriors si sono lamentati di come a loro giudizio i difensori dei Rockets si siano concentrati sulla mano destra di Stephen Curry, che gioca da tempo con un tutore al pollice per un infortunio che si trascina, “qualcosa che devo solo gestire“, ha detto. “Certo, c’è un motivo se devo indossare un tutore e metterci il ghiaccio“.
“Penso che sia abbastanza ovvio che cosa stiano facendo ma è questa la situazione. non me ne starò certo qui a piangere e dire alla NBA che cosa dovrebbe fare“, così Draymond Green che ha difeso Curry. Per Steve Kerr “i giocatori NBA sono scaltri e sanno cosa fare, e sanno che colpire le mani di un tiratore dopo che il pallone è partito non è un fallo. Sono sicuro che la lega interverrà l’anno prossimo perché è solo questione di tempo prima che qualcuno si faccia male (…) ma non penso che Steph si stia facendo condizionare, anche se lo colpiscono apposta a ogni tiro perché sanno che non sarà un fallo“.
Nelle ultime due partite della serie Stephen Curry ha messo assieme un 10 su 25 complessivo dal campo, percentuale in ribasso ma è soprattutto la quantità dei tiri a essere minore rispetto alle abitudini. Il primo obiettivo della difesa Rockets è stato la pressione su Steph senza palla e i raddoppi sui pick and roll per costringerlo a uno scarico, e invitare altri a chiudere i possessi. In gara 4 Brandin Podziemski e Jimmy Butler avevano saputo sopperire, in gara 5 non è mai successo.
In casa Rockets, Alperen Sengun ha sfiorato la tripla doppia con 15 punti, 9 rimbalzi e 9 assist e anche 6 falli in 31 minuti, Houston ha tirato col 55% dal campo e si è guadagnata ben 38 tiri liberi (32 su 38 finale), Tutti dati in controtendenza rispetto alla serie, e che se confermati fanno dei Rockets la squadra comunque favorita nonostante lo svantaggio. Per gli Warriors, Pat Spencer è stato espulso dopo un contatto e un accenno di rissa con Sengun nel quarto periodo, a conti fatti.
“Oggi non eravamo pronti per giocare, abbiamo commesso tre falli in due minuti e loro hanno iniziato a segnare i liberi, 13 nel primo quarto da solo” ancora Kerr “Noi non possiamo giocare con tanta sufficienza in difesa e pretendere di vincere contro una squadra forte. Già all’intervallo si era capito che non avremmo potuto mai vincerla“.
