Home Eastern Conference TeamsReady to Go: Philadelphia Sixers

La rebuilding, il progetto, o meglio il processo dei Philadelphia Sixers potrebbe finalmente imboccare la sacra rotta dopo anni ed anni di mediocrità, cadute e sconfitte. Nella città dell’amore fraterno vogliono fare le cose sul serio, per scacciare le nubi nefaste e le tante critiche subite per l’andamento della squadra e delle operazioni compiute dalla vecchia dirigenza (ogni riferimento a Sam Hinkie è puramente casuale). Bryan Colangelo ha preso le redini della situazione con l’intenzione di darle una nuova linfa, di rinnovarla. Perchè una franchigia con una storia prestigiosa alle spalle non può restare impantanata perennemente nei bassi fondi della NBA.

Come al solito il draft ha portato in dote giovani di belle speranze, a cominciare dalla prima scelta assoluta Ben Simmons. Sono seguiti poi le guardie Timothe Luwawu e Furkan Korkmaz (che giocherà per un’altra stagione con l’Anadolu Efes).  Dario Saric, promettente lungo croato scelto due anni fa, ha finalmente rotto gli indugi e ha deciso di approdare negli USA, mentre via free agency sono arrivati Jerryd Bayless, Gerald Henderson e Brandon Paul. Sergio Rodriguez è stato chiamato alle armi dopo che aveva manifestato la sua voglia di ritornare nella lega.

Il quintetto base dovrebbe essere questo: Bayless-Henderson-Covington-Noel-Okafor

I CAMBIAMENTI DI GIOCO

Con la sua regia illuminante, le sue capacità di palleggio e una visione di gioco che raramente si vedono in giocatore della sua stazza, non può che essere Simmons il vero playmaker della squadra. Peccato però che il promettentissimo rookie si sia procurato una frattura al piede che lo terrà lontano dai campi per un bel po’. Spetterà a Bayless dunque tenere in mano il pallino del gioco, con Henderson a fargli compagnia nel backcourt: l’ex Portland Trail Blazers può garantire un discreto livello di difesa e pericolosità dal perimetro. Insomma, il classico 3&D che al giorno d’oggi serve come il pane.

Robert Covington rimpiazzerà Simmons, mentre il reparto lunghi offre tante varianti da leccarsi i baffi. Jahlil Okafor e Nerlens Noel saranno ancora il centro e l’ala grande titolari: il primo sarà più utile nella metà campo offensiva grazie al suo vasto arsenale che comprende enciclopedici movimenti in post, il secondo si dovrà preoccupare di più della difesa e in particolar modo della protezione del ferro.

C’è grande attesa nel vedere le potenzialità di Joel Embiid, finalmente divenuto abile e arruolabile: l’inserimento del centro all’interno dello scacchiere sarà graduale e di sicuro non ci si potrà aspettare fin da subito il massimo rendimento. Il camerunense, se avrà pienamente recuperato dal suo infortunio, può essere un’arma in più sia in attacco (dispone di una mano decisamente educata e di ottimi fondamentali), sia nella retroguardia (con la sua apertura alare e con il suo senso della posizione può vestire i panni dell’intimidatore). Senza dimenticare Saric. Pugno di ferro in un guanto di velluto, giocatore tosto con una fine tecnica capace di aprire il campo e di fornire ulteriori opzioni di costruzione della manovra con le sue non trascurabili doti di passatore.

PREVISIONI PHILADELPHIA SIXERS

Ad una franchigia come quella dei Sixers non si può chiedere altro che migliorare il proprio record rispetto alla passata annata (10-72 per la cronaca) e far crescere i talenti in erba presenti nel roster. Fare qualche vittoria in più, lasciando perdere la triste filosofia del tanking e instaurando un sistema di gioco solido, dovrebbe comunque permettere di pescare una scelta piuttosto alta per il draft 2017, aggiungendo al manipolo un altro ragazzotto di belle speranze. Ma non solo, perchè prima della trade deadline il roster potrebbe essere rinforzato: si sa, vociferano che uno tra Noel, Okafor ed Embiid sia di troppo

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