“Rajon Rondo non giocherà mai più un singolo minuto per i Dallas Mavericks”. Con queste parole pronunciate da coach Rick Carlisle, si era conclusa la stagione di uno dei più grandi interpreti del ruolo che fu di John Stockton e Magic Johnson. Su di lui piovevano le critiche di quasi tutti gli addetti ai lavori: c’era chi sosteneva che dopo l’infortunio al ginocchio sembrava un giocatore finito, chi pensava che fosse utile solo nel sistema dei Boston Celtics dei Big Three. In tutto ciò però c’è chi invece ha creduto in lui, chi ha voluto, dopo la pessima stagione a Dallas, provare a dare una nuova possibilità al 29enne da Kentucky. Così in estate il play si è accasato alla corte di coach George Karl e soprattutto a quella di DeMarcus Cousins vestendo la casacca dei Sacramento Kings, che subito dopo la sua firma hanno cercato di creare una squadra che potesse esaltare le sue caratteristiche, aggiungendo tiratori e giocatori di pick and roll.
La prima settimana di regular season è stata più che altro di adattamento ai nuovi compagni e al nuovo sistema di gioco, ma dalla partita contro gli inarrestabili Golden State Warriors è tornato ad essere quel giocatore meraviglioso che era fino a qualche stagione fa. Per lui sono arrivate 11 partite su 12 in doppia cifra negli assist, di cui quattro concluse in tripla doppia. In 23 partite giocate ha riscritto il record dei Kings per assist in una singola partita per ben tre volte, risultando adesso, rispettivamente con 20 19 e 18, il primo, secondo e terzo giocatore in questa particolare classifica. Con la doppia-doppia messa a referto nella vittoria per 106-114 a spesa degli Utah Jazz, è diventato insieme a Phil Ford l’unico giocatore a riuscire a registrare 10 doppie-doppie in 23 gare.
L’ex Wildcats è tornato a giocare con la spensieratezza e la serenità che avevano caratterizzato gli anni bostoniani, ed è tornato a smazzare assist ai compagni di squadra come pochi nella lega sanno fare. Il sistema di Sacramento sembra essere fatto su misura per Rondo, anche se la squadra pecca in difesa e per questo non sta vivendo un buon inizio di stagione Con le sue doti atletiche e le sue preziose mani, Rondo è in grado si mettere in ritmo in qualunque momento e in qualunque situazione ogni tipo di giocatore, riesce a vedere dei passaggi che in pochi altri riescono a vedere e soprattutto riesce a spaccare le difese creando grossi spazi per i suoi compagni. Doti che emergono se il giocatore viene inserito in un contesto adatto a lui, con compagni che,come detto prima, esaltano le sue qualità. Cosa che è mancata la passata stagione a Dallas, dove si è trovato in una squadra già costruita e con un impianto di gioco ormai consolidato e troppo statico per le sue caratteristiche. A Sacramento invece la filosofia di coach Karl, fatto di transizioni e penetra e scarica continui è perfetto per lui, che in questo modo ha la possibilità di creare gioco a suo piacimento. Oltre ai dubbi tecnici molti avevano anche dubbi sulla convivenza con DMC,ma anche questi sono stati spenti. I due hanno trovato un’ottima intesa sia in campo che fuori, tanto che che il numero 15, anche lui ex Kentucky, ha dichiarato che sarebbe disposto a rapirlo piuttosto che vederlo lasciare Sacramento.
Con un Rondo così le basi per costruire un futuro nella capitale della California sono solide, quello che manca a Sacramento per il definitivo salto di qualità in grado di riportarli ai playoff è quell’intensità difensiva che per ora manca alla squadra. Potranno i Kings tornare ai fasti di un tempo? Nessuno può dirlo ma se RR continuerà così la speranza può tornare viva nei tifosi neroviola.

