L’oro di Nicolò Martinenghi nei 100 rana
Che fosse uno dei papabili medagliati azzurri a Parigi per il nuoto azzurro lo sapevamo, che potesse – però – andare a conquistare il metallo più prezioso, l’oro, non lo si immaginava. Nicolò Martinenghi rappresenta una delle punte azzurre del nuoto in vasca, una delle grandi carte da schierare negli appuntamenti importanti. Il nuotatore azzurro ha avuto la forza, la capacità di imporsi nei suoi 100 rana partendo da una delle corsie più esterne, la settima, risultando in un certo senso penalizzato perché senza riferimenti delle corsie centrali.
A La Defense Arena la finale dei 100 rana con il britannico Peaty e l’americano Fink a fungere da favoriti d’obbligo insieme al cinese Qin, con Martinenghi quarto incomodo dalla corsia sette. L’avvio dirompente è proprio del cinese, che passa a metà gara in 27″03, seguito “a ruota” dal brit e dall’azzurro, terzo a 31 centesimi. La vasca di ritorno è un rientro a tutto fuoco di Fink che prende il comando mentre l’asiatico precipita. Negli ultimi 10 metri l’azzurro trova l’abbrivio per prendere il comando e toccare per primo: il sacro fuoco di Olimpia lo accende “Tete”.


