La storia di Alice D’Amato e Manila Esposito: due medaglie alla trave
Bercy Arena, Parigi, 5 agosto 2024. La ginnastica artistica riporta in gara Alice D’Amato e Manila Esposito alla trave, non proprio la specialità preferita in particolare dalla prima citata. Mettersi alle spalle Simone Biles e Rebeca Andrade non è facile, anzi, rappresenta una sorta di miracolo sportivo che – però – una volta accade. Le due azzurre erano reduci dall’argento a squadre all around e l’obiettivo poteva essere rappresentato da un tentativo non semplice di assalto al podio alla trave: nessuno si sarebbe davvero immaginato di veder crollare il castello delle fuoriclasse. Eppure tutto ciò è veramente accaduto.
Mai un’italiana aveva vinto l’oro alle Olimpiadi, mai un’italiana aveva vinto alla trave. Alice D’Amato – 23 anni genovese – ha riscritto la storia con un esercizio splendido, impeccabile, premiato dai giudici con un 14.366 che tanto basta per mettersi alle spalle la cinese Zhou Yaqin (14.100). La terza è Manila Esposito, 17enne di Boscotrecase, capace di andare al terzo posto con 14.000. Gli esercizi delle due regine Biles ed Andrade sono tutt’altro che impeccabili, con l’americana che cade e deve dire addio al suo sogno d’oro: la storia a Bercy è scritta da due stelle azzurre, le più brillanti.

Errani-Paolini, la storia nel tennis e nel doppio è azzurra
Una grande pagina di storia, un grande successo che parte da lontano, da oltre un anno di tornei di doppio vissuti insieme. Eppure – va detto – le Olimpiadi di Jasmine Paolini non sono state proprio semplici, anzi, sono state opache nel singolo anche per un calendario delle Olimpiadi tutt’altro che agevole o semplice: giocare nella stessa giornata in singolare e nel doppio è tutt’altro che semplice. Il 4 agosto – però – le due azzurre hanno scritto una pagina di storia meravigliosa, conquistando il primo oro nel doppio femminile. Per “Jas” un grande trionfo, per “Sarita” quell’oro che mancava per completare il cosiddetto Golden Slam nel doppio.
Un percorso non facile che inizia con le due neozelandesi Routliffe-Sun battute 6-2 6-3 senza grossi grattacapi. Al secondo turno la coppia francese Garcia-Parry fa penare il duo azzurro, che perde il primo set letteralmente suicidandosi (da 5-2 a 5-7) prima di rovesciare il match conquistando il secondo per 6-3 ed imponendosi al super tie-break per 10-8. Passata la paura i quarti scorrono senza difficoltà, con le azzurre che demoliscono le brit Boulter-Watson con un 6-3 6-1 ingiocabile. La semifinale è altrettanto dominata, le ceche Muchova-Noskova sono travolte 6-3 6-2. L’attesa finale parte con uno scioccante 6-2 per le russe (atlete neutrali) Andreeva-Shnaider, ma la reazione è forte e veemente: 6-1 per le azzurre il secondo set prima del decisivo 10-7 al super tie-break. Per il tennis è storia!

Nadia Battocletti e lo storico argento nei 10000
I 5000 con quel mancato podio, sfiorato, accarezzato e poi definitivamente svanito per la controversa squalifica e riammissione di Kipyegon hanno lasciato un po’ di normale, normalissimo amaro in bocca oltre ad un problema tra polpaccio e tendine. La missione 10000 per Nadia Battocletti è stata tutt’altro che facile, anzi, molto complicata nella gestione. Per la trentina era il quarto impegno sulla distanza più lunga in tutta la sua carriera contro un nugolo di atlete africane e contro Hassan, una delle favorite. Certo l’obiettivo era divertirsi, ma perché non provarci?
Ed infatti la gara scivola via su ritmi certo non esagerati, con la classe 2000 che resta nelle posizioni di testa in mezzo al gruppo di atlete africane: tra etiopi e keniane davvero ha avuto le mani piene. Negli ultimi 2km cambiano i ritmi, si prepara il terreno ad un ultimo 1000 di fuoco, con l’azzurra che sugli strappi è da temere: si arriva all’ultimo 400 dove restano in 7 con Hassan nel gruppo e con Battocletti ad attaccare in interna cercando di rispondere a Kipkemboi e Chebet. Negli ultimi 120 la gamba della 24enne è ottima e mette giù tutti i cavalli: Hassan resta staccata, Kipkemboi non ne ha ed ecco che l’argento è cosa fatta. 30’43″35 per la fuoriclasse del fondo e mezzofondo: è la prima medaglia azzurra nei 10000 alle Olimpiadi. A Parigi due record italiani, un argento ed un quarto posto, l’icona dell’atletica è lei.


