La situazione finanziaria dei Miami Heat è ben lungi dall’essere positiva: nonostante le recenti firme al minimo salariale da parte dei nuovi arrivati Gerald Green ed Amar’e Stoudemire, i mega contratti stabiliti con Chris Bosh, Goran Dragic e Dwyane Wade gravano pericolosamente sul salary cap della franchigia appartenente al magnate Micky Arison.
La possibilità di incappare nella Luxury Tax, ad oggi, è ancora elevata per la squadra di South Beach, le opzioni maggiormente valutate per alleggerire l’ammontare dei contratti prevedono l’ipotetica cessione del centro 37 enne Christopher Andersen e dell’ex playmaker titolare Mario Chalmers.
Un biennale da 10 milioni lega, ad oggi, il centro ex-Nuggets agli Heat, detto ciò risparmiare i ben 5 milioni di dollari previsti per la prossima stagione come remunerazione allo stesso permetterebbe al salary cap di alleggerirsi notevolmente.
Nonostante ciò, Andersen non sembra essere minimamente preoccupato dalle sempre più continue voci di mercato, come riferito a Ira Winderman del The Sun Sentinel:
“Si tratta solo di business, la cosa non mi preoccupa nemmeno un pò”
Con il rafforzamento del reparto lunghi da parte della franchigia della Florida durante il mercato estivo, nonchè l’esplosione del centro Hassan Whiteside, la posizione di Andersen potrebbe essere seriamente a rischio in un periodo non esattamente florido dal punto di vista economico/salariale della squadra.













