I Nuggets sono alla ricerca di un nuovo head-coach da poche ore, ma ecco che subito Mike D’Antoni, ex coach di Suns e Lakers, esprime un forte interessamento per l’incarico. A riportare la notizia è Sam Amick di USA Today: con George Karl recentemente finito sulla panchina dei Sacramento Kings, il nome più indicato per il ruolo di capo-allenatore dei Denver Nuggets è, senz’altro, quello di Mike D’Antoni, scrive il giornalista di USA Today.
Mike D’Antoni è salito alla ribalta come head-coach dei Phoenix Suns, franchigia con cui è rimasto dal 2002 al 2008, nel ruolo di vice-allenatore nella prima stagione e in quello di capo-allenatore nelle successive. Il sessantatreenne è diventato famoso per il suo sistema offensivo “seven seconds or less”, reso possibile dalla presenza nel roster dei Suns di un campione del calibro di Steve Nash. Come i Jazz targati anni ’90, franchigia nella quale militavano Stockton e Malone, i Suns dei primi anni 2000 non erano però abbastanza forti da conquistare un titolo NBA, anche se ci sono più volte andati molto vicini.
Dopo l’avventura ai Suns, però, D’Antoni non è mai riuscito a ripetere le fantastiche imprese di cui si è reso protagonista con la franchigia dell’Arizona: nel 2008 il coach passò sulla panchina dei Knicks, con i quali ottenne una sola stagione vincente in tre anni e mezzo passati nella Grande Mela, nonostante la presenza a roster di Carmelo Anthony e Amar’e Stoudemire, così si dimise nel 2012. L’anno successivo approdò così a Los Angeles, sponda Lakers, che uscivano dal veloce licenziamento di Mike Brown: il matrimonio tra i Lakers e D’Antoni, però, durò solo due anni, alla luce del fatto che il sistema di gioco del coach ex Suns non prese mai piede tra i gialloviola, anzi si scontrò spesso con la stella della squadra, Kobe Bryant.
Molti possono non ricordarlo, ma il primo incarico di head-coach accettato da D’Antoni fu proprio con i Denver Nuggets, nel lontano 1999, anno in cui l’italo-americano ottenne un record di 14 vittorie e 36 sconfitte, in una stagione che durò meno delle consuete 82 partite previste in regular season. L’head-coach fu licenziato dopo una sola stagione, tuttavia ora c’è l’opportunità che le due parti si ricongiungano, chiudendo il cerchio con la franchigia che ha offerto a D’Antoni il suo primo incarico.
Resta da stabilire, però, se l’interesse tra i Nuggets e il coach italo-americano è reciproco, precisa Sam Amick. D’Antoni può non essere la soluzione migliore per una franchigia che sta attraversando una stagione di rebuilding, e lui stesso potrebbe preferire un approdo in una franchigia che sia già una contender. Inoltre, D’Antoni ha fallito i suoi mandati sia a New York che a Los Angeles, che all’epoca erano due contender al titolo. Motivo per cui, nonostante rimanga un ottimo head-coach, qualsiasi franchigia della NBA potrebbe mostrarsi diffidente nell’offrirgli un incarico importante come quello di capo-allenatore.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)




