Continuiamo oggi con la rubrica che vi aiuterà a comprendere al meglio il complesso e articolato mondo finanziario della NBA. Oggi affronteremo le modalità con le quali, nella maggiore lega statunitense di basket, vengono stipulati i contratti con i giocatori al primo anno analizzando modalità di funzionamento della Rookie Salary Scale.
Per i primi trenta giocatori chiamati al Draft è previsto un contratto che copra due stagioni. In ogni caso, a fine contratto, per la terza e la quarta stagione saranno applicate sul contratto due Team Option, esercitabili singolarmente. Il contratto è dello stesso tipo per tutti i giocatori del primo round.
L’ammontare del contratto segue una scala di riferimento stabilita dalla NBA, e in teoria garantirebbe alle squadre la possibilità di offrire un quantitativo che va dall’80% al 120% di quello assegnato, ma ormai si opta quasi sempre per il 120%, al fine di evitare conflitti diplomatici con agenti, o, ancora peggio, giocatori.
Se si sviluppasse la fattispecie nella quale un giocatore decidesse di trasferirsi in NBA posticipatamente, sarebbe assoggettato alla Rookie Scale per i tre anni successivi. A partite dalla quarta stagione il vincolo con la Rookie Scale si estinguerà.


