Aron Baynes sta troppo bene ai Celtics. Il lungo australiano classe 1986 ha raccontato a Brian Robb del Boston Sports Journal di non aver nemmeno voluto sentire cosa altri team avessero da offrirgli durante la sua free agency.
Una free agency piuttosto breve, quella di Baynes. Scattata – come per tutti – alla mezzanotte del primo luglio, la permanenza di Aron tra gli svincolati è durata poche ore. Giusto il tempo di limare i dettagli del nuovo accordo biennale con la sua squadra di provenienza, i Boston Celtics.
Due anni, 11 milioni complessivi e player option per il secondo anno per Baynes, giunto ormai alla settima stagione NBA. Più del lato economico, nella scelta dell’ex giocatore di San Antonio Spurs, Detroit Pistons ed Olimpjia Lubiana ha pesato la possibilità di continuare a giocare in una squadra da titolo, ed in una situazione tecnica a lui congeniale.
“Unfinished business“, così Aron Baynes definisce l’ultima stagione dei Boston Celtics: “Non ho voluto parlare con nessun altro” spiega il lungo australiano nato però a Gisborne, Nuova Zelanda “Perché sapevo che questo era il posto in cui volevo stare. Il lavoro qui non è finito. Sono rimasto perché ora sappiamo cosa vogliamo e cosa ci vuole per ottenerlo. Sia io che loro (i Celtics, ndr) vogliamo arrivare in fondo. Se saremo bravi, faremo ciascuno la propria parte e ci arriveremo”
Baynes si è detto felice della riconferma di Marcus Smart in casa Celtics: “Una gran cosa. Siamo un bel gruppo, andiamo molto d’accordo nella vita di tutti i giorni. Sul campo, lavoriamo assieme e Brad (Stevens, head coach dei Celtics, ndr) riesce a mettere ognuno di noi nelle condizioni di far bene. È un fatto molto positivo quello di sapere già cosa dobbiamo fare (…) se riusciremo ad essere continui, alla fine avremo quel qualcosa in più che l’anno scorso non avevamo, e che ci permetterà di fare ancora meglio”
Aron Baynes, difesa, grinta e… mano morbida da oltre l’arco
La scorsa stagione, Baynes ha assicurato a coach Brad Stevens presenza sotto canestro, difesa, grinta e – durante la semifinale della Eastern Conference contro i Philadelphia 76ers – anche un più che discreto tocco da oltre la riga dei tre punti (sette tiri pesanti mandati a bersaglio in cinque partite). L’inaspettata pericolosità dalla distanza di Baynes ha in più di un’occasione costretto Joel Embiid ad allontanarsi dal ferro, sbilanciando così la difesa dei Sixers.
Durante l’intera stagione, Aron Baynes si è dimostrato per i Celtics un giocatore duttile ed altruista, partendo spesso in quintetto base ma retrocedendo di buon grado in panchina a seconda delle scelte di Stevens. In stagione regolare, Baynes ha tenuto una media di 6 punti e 5.3 rimbalzi a partita in 81 partite giocate. Cifre confermate, ed impreziosite da un ottimo 47.8% da tre punti, durante i playoffs.

