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NBA Draft 18, tempo di bilanci e di pagelle

A poco più di 5 giorni dal NBA Draft 2018, diamo i voti ai GM e alle dirigenze delle 10 franchigie più impegnate nella nottata di venerdì scorso

Ci si aspettava una serata scoppiettante, ma questo NBA Draft 18 ha regalato enormi sorprese fin dall’inizio. La trade Doncic-Young e la ripida caduta di Michael Porter Jr. sono state, su tutte, le due immagini che ci rimarrano più impresse della serata del Barclays Center di Brooklyn.

Nonostante questo, molte franchigie sono state impegnate in una scelta che può far svoltare il proprio futuro. A meno di una settimana dal termine del NBA Draft 2018, quindi, analizziamo tutte le mosse e le opzioni vagliate dalle franchigie più impegnate nella notte delle “giovani promesse”.

NBA Draft 18: Phoenix Suns (voto: 10)

La franchigia dell’Arizona è stata sicuramente la protagonista indiscussa del NBA Draft 2018. Oltre alla prima scelta assoluta di DeAndre Ayton, i Suns si sono aggiudicati Mikal Bridges (in seguito alla trade che ha coinvolto Zhaire Smith e la scelta #16) e Elie Okobo, proveniente dal Pau-Orthez (squadra di LNB francese). Con la prima scelta assoluta, ovvero Ayton, Phoenix ha praticamente arginato la voragine presente nel pitturato, prendendo il lungo più dominante di questo NBA Draft 2018, al pari di Mo Bamba. Tanti muscoli, ma anche un ottimo range di soluzioni offensive: gioco in post, pick-n-roll e mid-range di buona caratura per il freshman di Arizona State.

Mikal Bridges, proveniente dai campioni NCAA di Villanova, è una guardia tiratrice di buona prospettiva. Oltre ad un buon tiro da fuori e qualità offensive, il più grande dei fratelli Bridges ha dimostrato di far valere la sua presenza anche in difesa. Un giocatore completo, che può diventare il sostituto perfetto di Booker nelle rotazioni di Kokoskov. Okobo, come tutti i prospetti europei, è un “vaso di Pandora”: un tesoro tutto da scoprire. PG pura, in Francia ha fatto vedere ottime cose dal punto di vista atletico più che realizzato. Dovrebbe essere relegato in G League per i primi mesi, ma non sarebbe strano vederlo già in roster dopo Natale.

NBA Draft 18: Dallas Mavericks (voto: 9)

Luka Doncic alla conferenza stampa di fine Draft

I Mavs hanno fatto il colpaccio, secondo molti giornalisti e addetti ai lavori! Solo il tempo dirà se l’investimento più importante del NBA Draft 2018, ovvero la trade che ha coinvolto Luka Doncic e Trae Young, porterà i suoi frutti. Di certo, Dallas acquista un vero e proprio predestinato: vincitore dell’Eurolega e di Eurobasket 2017, già trascinatore indiscusso nelle sue due squadre. Il “WonderBoy” sloveno è un giocatore plasmato, a livello di QI e di qualità. Unico dilemma resta la questione atletico-fisica, nonostante Doncic abbia aumentato a dismisura la sua massa muscolare negli ultimi due anni. Con Dennis Smith Jr. più libero da responsabilità di inizio azione, la franchigia del Texas può dormire sogni tranquilli. Doncic-Smith Jr. può essere la nuova coppia di piccoli del futuro.

Oltre allo sloveno, Dallas si porta a casa tre scelte al secondo giro: Jalen Brunson alla #33, Raymond Spalding alla #56 (scambiato con la #54 con i 76ers) e Kostas Antetokounmpo con la #60. In particolare il primo, ex PG di Villanova, è una buona scelta per la panchina, anche in caso di addio di Wesley Matthews.

NBA Draft 18: Atlanta Hawks (voto: 8,5)

Usciti sconfitti, secondo la critica, dalla trade che ha animato la prima parte del Draft, gli Hawks hanno sicuramente costruito il backcourt per il dopo Schroeder. Trae Young è una scommessa ad alto rischio, ma le sue statistiche (28 ppg e 8.7 apg nell’anno da Freshman ad Oklahoma) e le sue evidenti somiglianze con Steph Curry lo rendono uno dei possibili crack della futura NBA. La base ideale su cui costruire una nuova rinascita, magari aggiungendo altri giovani con la possibile cessione di Dennis Schroeder.

Con Kevin Huerter, SG proveniente da Maryland, Young potrebbe comporre la nuova coppia di Splash Brothers della Eastern Conference. Due grandi tiratori da 3, che dovranno lavorare sulla forza e sull’esplosività. Caratteristiche che, di certo, non mancano ad Omari Spellman, scelta numero 30 ed ultima del primo giro. L’ala grande di Villanova è un lungo che sa aprire il campo (45,3% dall’arco lo scorso anno) e può essere il sostituto ideale di Dedmon, nel caso in cui il centro di Atlanta non accettasse la player option da 6 milioni di dollari.

NBA Draft 18: Sacramento Kings (voto: 8)

I Kings sfruttano al massimo la pick n.2 scegliendo il freshman di Duke Marvin Bagley III. L’ala grande, scelto da Puma come riferimento per l’uscita della nuova collezione dedicata al basket, è un misto di potenza e agiltà. Grandi capacità nell’ 1 vs 1 e grande rapidità nel primo passo gli permettono di essere un “4” molto efficace, nonostante il fisico da centro. Può formare una bella coppia front-back con De Aaron Fox, che deve essere la base da cui Sacramento cercherà di ritornare in auge, dopo anni di oblio totale.

NBA Draft 18: Philadelphia 76ers (voto: 8)

Altro Draft positivo per la franchigia delle ultime due first pick assolute, ovvero Ben Simmons e Markelle Fultz. La trade che ha portato all’arrivo di Zhaire Smith è una buona operazione a livello di opzioni future sul mercato, vista la scelta protetta del 2021 via Miami acquisita. Scelta che, in caso di assalto ai big, sarebbe un ottimo tassello da inserire nelle trade. Inoltre, Zhaire Smith può essere annoverato tra i possibili candidati ad essere la Steal del NBA Draft 2018. SG completa, ben strutturata fisicamente e avente già un QI cestistico per sopra la media dei suoi coetanei.

Oltre a Smith, i 76ers acquisiscono Troy Brown, proveniente dai Washington Wizards, e Landry Shamet di Wichiha State alla #26, con Khyri Thomas alla #38. Primi due piccoli molto interessanti, soprattutto il secondo: una PG dal consistente long range, ideale per sostituire i possibili veterani Marco Belinelli e JJ Redick, ai saluti per liberare salary cap utile per la FA.

NBA Draft 18: Los Angeles Clippers (voto: 7,5)

Anche i Clippers hanno sfruttato al meglio le loro carte. Dopo aver scambiato la #12 con la #11 dei Charlotte Hornets, LAC si è assicurata le prestazioni di uno dei prospetti più interessati dopo le prime 10: la PG di Kentucky Shai Gilgeous-Alexander. Con la successiva scelta, poi, è stato il turno di Jerome Robinson, SG da circa 21 ppg a Boston nella sua stagione da Junior. Due ottime scelte vicino alla lottery, che permettono alla seconda franchigia di Los Angeles di iniziare un parziale ringiovanimento del parco guardie.

Shai Gilgeous-Alexander dopo la chiamata dei Charlotte Hornets, poi tradato direzione LAC

Con la trade appena effettuata che ha coinvolto Austin Rivers e la concreta possibilità di tagliare Milos Teodosic, i due nuovi prospetti del NBA Draft 2018 costituiranno il perno fondante del back-court con Lou Williams, eletto 6MOY della stagione, e Avery Bradley. Possibilità di un alto minutaggio e impiego nella stagione da Rookie in una squadra con poche ambizioni ad Ovest: i due potrebbero sorprendere.

NBA Draft 18: Chicago Bulls (voto: 7)

Con Wendell Carter Jr. e Chandler Hutchinson, rispettivamente alla #7 e alla #22, i Bulls hanno implementato ancora di più i centimetri nel frontcourt. Carter Jr. è la spalla ideale per Lauri Markkanen: giocatore completo in tutte e fasi del gioco. che può giocare sia da “4” che da “5”. Potente e molto efficace sotto canestro, deve incrementare le sue soluzioni al tiro per migliorare ancora. Anche Hutchinson dovrà lavorare sul jump-shot e sul tiro in generale. Una buona AP in prospettiva, che va a nozze in situazioni di turnover e campo aperto. Il futuro è a Chicago e Gar Forman sta sicuramente esprimendo ottime capacità come rebuilder, dopo l’addio di Rose e Butler.

Los Angeles Lakers (voto: 6)

Magic Johnson ci ha provato in tutti i modi ad intavolare con gli Spurs una possibile trade per Leonard. Missione fallita per il GM Lakers, che si è dovuto accontentare di Moritz Wagner alla #25 e di Sviatoslav Mykhailiuk alla #47, oltre che di Isaac Bonga alla #39. In particolare, il centro di Michigan State può diventare un buon fattore nel pitturato grazie alla sua forza e alla tenacia di cui dispone a rimbalzo. Ottime skills offensive e buone doti realizzative nel pitturato. Il secondo, molto probabilmente, sarà utilizzato come pedina di scambio nelle possibili trade estive. Aspettative non rispettate per i Lakers, che strappano la sufficienza sul filo di lana.

NBA Draft 18: New York Knicks (voto: 5)

Passare dalla possibilità di prendere una delle possibili rivelazioni di questo NBA Draft 2018, Michael Porter Jr., ad essere la principale delusa della rassegna, insieme ai Charlotte Hornets. Il riassunto perfetto della serata dei Knicks, che selezionano Kevin Knox alla #9, ala di Kentucky che sicuramente ha un buon avvenire davanti a sè, ma che non sarà mai una superstar che ti può permettere di fare il vero salto di qualità. Giocatore completo e duttile, dalle ottime capacità fisiche, deve migliorare nella fase offensiva ed in fase di rifinitura. A contrassegnare la delusione derivante da questa scelta, gli ennesimi fischi dei tifosi NY dalle tribune del Barclays Center.

NBA Draft 18 Charlotte Hornets (voto: 4)

Mitch Kupchak did it again! Incredibile ma vero, gli Hornets riescono ancora una volta nell’impresa di steccare completamente un altro Draft. Nonostante le buone premesse, gli Hornets decidono di scambiare la #11 con la prima scelta di LAC e rinunciando a Gilgeous-Alexander per far spazio a Miles Bridges. Giocatore molto duttile al college, ma inadatto a ricoprire una posizione nel frontcourt NBA. Fisicamente acerbo, andrà a ricoprire il ruolo di AP al fianco di Williams o Kaminsky, per incamerare tanta esperienza in una stagione da debuttante che si preannuncia molto impegnativa in quel di Charlotte.

 

 

 

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