I Toronto Raptors da anni sono impantanati in una situazione senza molte vie di fuga e non è neanche detto che ne vogliano fuggire. Il lavoro svolto ha portato in Canada un’ottima squadra in grado di competere ogni anno per le prime 4 posizioni ad Est, ma che vede nelle finali di Conference uno scoglio insormontabile. In preseason e in questo breve inizio di regular season i Toronto Raptors stanno cercando di evolvere il proprio gioco per poter essere più competitivi in ottica playoff, se le 45-50 vittorie d’ordinanza in stagione sembrano ampiamente alla portata, il salto di qualità in postseason risulta più difficile. L’infortunio di Hayward (cinico, ma vero) ha reso Boston un’avversaria meno temibile e ad oggi soltanto i Cavs sono nettamente superiori nella Eastern Conference.
Inversione di tendenza
VanVleet conduce il possesso in area, passa la palla a Anunoby che attacca, ma viene marcato e quindi scarica su Wright che batte Ginobili in un tardivo recupero del movimento di Green sotto il ferro. A questo punto il giocatore di Toronto ha ben 4 opzioni: 1) tirare con la difesa di Manu e presumibilmente un late contest di Green; 2) battere il recupero, fare arresto e tiro dal mid-range; 3) passarla a Miles che però può essere coperto da Mills e Green in rincorsa; 4) far collassare la difesa Spurs a protezione del pitturato e scaricare su VanVleet solissimmo per un tiro da 3 punti. Sceglie la 4, il che non è di per se una grande notizia, tranne se la si vede come un rifiuto di un familiare tiro da 2 per uno più remunerativo da 3 e negli anni passati non sarebbe successo per i Raptors. Good to great!
In prestagione contro i Clippers hanno tentato 43 triple (record di franchigia), mentre contro i Trail Blazers si sono superati e ne hanno sparate 44 (new record) numeri da Houston Rockets. Il cambio di mentalità offensiva richiesto da coach Casey lo stanno mettendo in atto anche nelle prime uscite ufficiali: i Raptors ad oggi sono quart’ultimi per long 2, secondi per triple 43.7%, decimi per assist (il 57.4% dei canestri è assistito) e noni per pace. Vedendoli giocare è netta l’inversione di tendenza, prendono meno tiri dal mid-range, hanno diminuito i floaters e muovono maggiormente la palla per attaccare anche dal lato debole. Non è un modo di giocare innovativo o rivoluzionario per la NBA, ma lo è per i Raptors visti negli scorsi anni. L’attacco di Toronto ha sempre funzionato alla grande in regular season, dove le difese sono mediocri e l”attenzione tattica è ridotta, ai playoff invece sono sempre risultati stantii e poco efficaci. Per questo Casey ha deciso di “modernizzare” il gioco e seguire il trend della lega che vuole più small ball e tiri da 3 punti, ma ha anche detto “ci vorrà tempo: non è che si compie una magia e avviene il cambiamento, non funziona così”. Non saranno tiri da 3 ricavati da un gioco in velocità, frenetico, perché non siamo noi. Voglio che arrivino da un maggior movimento di palla, da una migliore esecuzione anche sul lato debole, più ragionata.”
DeRozan può sembrare penalizzato da questo nuovo look della squadra, perché lui eccelle nel mid-range e negli isolamenti, ma più triple significano anche campo più aperto e meno giocatori in area e quindi attaccare il ferro è più facile per giocatori come lui. Rinunciare a qualche iso per dei tiri dalla lunga distanza non sarà facile per lui dal punto di vista mentale, però ci ha tenuto ad informare tutti che quest’estate ha lavorato molto (nuovamente) sul suo tiro da 3.
Toronto Raptors: Supporting cast da non sottovalutare
La panchina canadese nel 2016-17 è stata la terza migliore per net rating, dietro solo a Spurs e Warriors, la second unit è cambiata quest’anno, ma resta tra le migiori della lega. Siakam e Poeltl avranno un ruolo determinante con un minutaggio incrementato, Wright e Powell (che spesso partirà titolare) al 3° anno sono più responsabilizzati, il rookie OG Anunoby è di quelli da tenere d’occhio e CJ Miles è un innesto di livello. Degli assets sono partiti per prendere Ibaka e trattenere Lowry, dunque la panchina non ha molta esperienza NBA, però ha tanto potenziale su cui il coaching staff può lavorare per riconfermare Toronto come una squadra ostica da affrontare pure per l’apporto dei panchinari.

Dati relativi all’efficienza di Lowry con e senza Patterson in campo e viceversa.
Patterson, ora ad Okc, era nettamente il giocatore con maggiore impatto dalla panchina lo scorso anno e non sarà per niente facile sostituirlo, perché lui poteva aprire il campo tirando da 3 e ne beneficiavano tutti specialmente Lowry. Miles è un buon tiratore e dovrà svolgere alcuni dei suoi compiti , ma ovviamente con caratteristiche diverse. L’assenza più difficile da rimpiazzare è quella di Cory Joseph, presumibilmente il suo ruolo sarà occupato da Delon Wright che è ottimo in difesa, da costruire in attacco.
Stuck in reverse

Nella colonna immediatamente a sinistra dell’annata troviamo le vittorie stagionali, in quella ancora più a destra le sconfitte e il numero successivo è la % di vittorie. A seguire il risultato stagionale e il record dei playoff.
Dal canestro sbagliato di Vince Carter contro Philadelphia nel 2001 la franchigia è rimasta bloccata in un vortice di negatività che Aldo del famoso trio comico definirebbe brillantemente con “non posso né scendere né salire!”
Salire=puntare realmente all’anello o almeno alle Finals
Scendere=fallire l’accesso ai playoff e dare il via alla rebuilding
Quattro anni consecutivi ai playoff e il quinto è solo questione di tempo, ma non c’è mai stata la sensazione che questa squadra potesse lottare per arrivare alle NBA Finals. Nel 2013-14 l’eliminazione in gara 7 contro i Nets è accettabile, già meno il cappotto l’anno dopo contro degli Wizards sì più forti, ma non di un altro livello. Il 2015-16 è nettamente il migliore della storia dei Toronto Raptors, due gare 7 consecutive vinte e la rimonta tentata contro dei Cavs oggettivamente superiori. Lo scorso anno invece la postseason è stata parecchio deludente, già contro i Bucks hanno avuto diverse difficoltà a passare il turno e poi c’è stato il massacro perpetrato da LeBron e compagni.
Il neo presidente dei Toronto Raptors Masai Ujiri ha definito inaccettabile lo sweep e ha invocato un “reset culturale” per la franchigia.
L’ex dirigente di Denver è stato scelto perché ritenuto in grado di cambiare tutto e ricostruire in caso questa squadra dimostri di non poter fare molto di più del passato. Anni fa Ujiri non si fece molti problemi a scambiare Carmelo Anthony ai Knicks per fondare un nuovo corso ai Nuggets. Per adesso il panic buttom non va premuto e la rifondazione può e deve attendere. Quest’anno ci si aspetta un miglioramento di tante componenti, compresi Lowry-DeRozan e coach Casey.
Il testo della canzone “Fix You” dei Coldplay sembra essere scritto per i Toronto Raptors:
When you try your best but you don’t succeed / Quando provi a fare del tuo meglio ma non ci riesci (chiaro riferimento ai playoff recenti)
When you get what you want but not what you need / Quando prendi quel che vuoi ma non quello di cui hai bisogno (Ibaka e non un’ala piccola)
When you feel so tired but you can’t sleep / Quando ti senti così stanco ma non puoi dormire (stanchi di fallire, ma non si può mollare)
Stuck in reverse / Torna indietro (ritorna al 2015-16 dove almeno sembravi essere competiva)
And the tears come streaming down your face / E le lacrime iniziano a scorrere sul tuo viso (le lacrime di Lowry)
When you lose something you can’t replace / Quando perdi qualcosa che non puoi riavere (gara 7 vs 76ers nel 2001)
When you love someone but it goes to waste / Quando ami qualcuno ma va tutto in fumo (Carter che va ai Nets)
Could it be worse? / Potrebbe andare peggio? (tipo perdere una delle star e/o l’appoggio del frontman Drake)
High up above and down below / Lassù e quaggiù (ai playoff o meno)
When you’re too in love to let it go / Quando sei troppo innamorata per lasciar perdere (quando sei troppo innamorato di questo team per ricostruire)
But if you never try you’ll never know / Ma se non provi non lo saprai mai (ma se non provi a rifondare non saprai mai dove ti porterà)
Just what you’re worth / Che importanza hai (tanto tutto questo non ha importanza perché ad Est c’è ancora LeBron James)




