Draft 2011
Come riporta Lou Williams di TheScore.com, Klay Thompson è molto contento di essere stato scelto dai Golden State Warriors, durante il draft del 2011, e di essere stato scartato dai Milwaukee Bucks, i quali hanno voluto cedere la loro scelta ai Sacramento King (che gli hanno preferito comunque Jimmer Fredette) in cambio del rookie Tobias Harris e di Beno Udrich.
La guardia ha detto di “ringraziare Dio ogni giorno” per non essere stato preso dai Bucks e, quindi, avere la possibiità di essere inserito nel sistema della squadra di San Francisco.
In questo modo la sua carriera ha potuto intraprendere una svolta decisiva, arrivando fino alla vittoria del titolo nella passata stagione da protagonista assoluto insieme all’altra stella della franchigia, Stephen Curry.
È potuto crescere a fianco di uno dei più forti giocatori della lega ed essere allenato da due grandi conoscitori del gioco, come Mark Jackson e Steve Kerr, i quali prediligevano un gioco basato sulla corsa e sul tiro da tre, ideale per un giocatore dalle caratteristiche come quelle di Thompson.
Klay si dice anche soddisfatto del suo trattamento nell’anno passato, quando il front office dei Warriors gli ha offerto il rinnovo di contratto per 5 anni al massimo salariale e ha fatto di tutto per impedire un suo scambio con Kevin Love, permettendogli di dare continuità al progetto ed arrivare alla vittoria finale, insieme ai suoi compagni e amici.
Per NBA Passion,
Giuseppe Fagnani (@dartfagnans)
Ci siamo: poco più di 48 ore e l’NBA Draft 2015 avrà inizio. Come ogni anno, c’è tanta curiosità attorno all’evento; tutti sono molto curiosi di capire in che franchigie finiranno i nuovi talenti che (si spera) diventeranno le future star della lega. Noi della redazione di NbaPassion abbiamo deciso di fare un salto indietro nel tempo e stilare una classifica dei migliori Draft di questo secolo: ecco a voi i 5 migliori NBA Draft degli ultimi 15 anni:
5) Draft 2011 – L’anno del lockout

Nonostante il lockout avuto quell’anno, il Draft 2011 è stato ricco di talenti che possono spostare gli equilibri
Nonostante il Draft 2011 sia passato in secondo piano a causa dei problemi legati al lockout avuto in quella stagione, la classe rookie 2011 ha sicuramente gettato basi importanti per il futuro di diverse franchigie: è il caso dei Cavs che, grazie anche ad Irving, Thompson e adesso Shumpert, ha sfiorato il sogno di riuscire a raggiungere il tanto agognato anello; è il caso dei Nuggets che, con una bassissima 22esima chiamata, hanno scelto Kenneth Faried che ad oggi è uno dei migliori lunghi difensivi della lega; è il caso degli Spurs che, grazie alla loro 15esima scelta via Pacers, sono riusciti a selezionare Kawhi Leonard, bistrattato da molti ma diventato un giocatore totale, tanto da venire eletto MVP della Finals 2014; è il caso di Jimmy Butler alla 30esima, la cui crescita è stata a dir poco esponenziale, tanto da diventare uno dei migliori giocatori NBA. Anche i Warriors freschi campioni NBA hanno pescato bene tramite la 13esima chiamata, selezionando Klay Thompson, divenuto poi uno degli “Splash Brothers” che hanno portato il titolo nella baia dopo 40 anni d’attesa. Da non dimenticare assolutamente i nomi di Kanter, Valanciunas, Knight, Vucevic, Mirotic e Harris, talenti importanti dal sicuro avvenire che devono trovare ancora la necessaria continuità che gli permetta di esplodere definitivamente ad alti livelli. Nota a margine per Chandler Parson, ignorato da tutti ma non dai Rockets che lo hanno scelto con la 38esima chiamata, oggi pedina fondamentale negli schemi dei Dallas Mavs.
4) Draft 2008 – L’ascesa di Rose

Il Draft 2008 è ricordato per l’arrivo di Rose ma non solo, tanti altri talenti sono venuti fuori da quella classe di rookie
Se si parla di Draft 2008, la prima cosa che viene in mente è la 1a scelta assoluta, quella capitata ai Chicago Bulls che hanno selezionato Derrick Rose, futuro MVP della lega. D-Rose ha mostrato sin dalle prime uscite stagionali di essere il gran campione che tutti si aspettavano, un talento unico e cristallino che probabilmente a Chicago non si vedeva dai tempi del Dio in maglia #23. Ma di cristallino non c’era soltanto il talento ma anche il fisico, purtroppo. I tanti, gravi infortuni patiti da Rose nel corso degli ultimi 3 anni hanno rallentato la crescita di uno dei più grandi talenti del panorama NBA. Il Draft 2008, però, non è stato solo Rose: le prime 10 chiamate, hanno visto selezionare talenti del calibro del nuovo “Mr Triple-Double” Russell Westbrook, Kevin Love, Brook Lopez e il nostro italianissimo Danilo Gallinari, sfortunato anch’egli nel aver subito alcuni infortuni gravi che ne hanno limitato la crescita. Scendendo un po’ nelle chiamate, risaltano nomi che al tempo furono considerati di secondo livello ma che oggi sono importantissimi nei rispettivi team: parliamo di Roy Hibbert, Ryan Anderson, Serge Ibaka, Nicolas Batum e George Hill chiamati tra la 17esima e la 30esima posizione, senza dimenticare Nikola Pekovic, Mario Chalmers, De Andre Jordan e Goran Dragic tutti ritenuti evidentemente poco all’altezza e scelti al secondo giro, tutti membri fissi del quintetto titolare di T’Wolves, Heat e Clippers ad oggi.
3) Draft 2009 – MVPs are coming
E se il Draft 2008 è stato importante in quanto a talento, anche quello 2009 non ha mica scherzato. Nonostante ancora oggi riceva diverse critiche, Blake Griffin, 1a scelta assoluta da parte dei Clippers e 4 volte All-Star, è un giocatore oramai completo, un punto di riferimento per il proprio team, una PF dalla potenza devastante e dal talento non indifferente. Ignorando per un attimo la presenza alla 2a posizione di Thabeet che fino ad oggi non ha mantenuto assolutamente le aspettative, dalla 3a pick in poi i nomi sono tutti di alto livello: DeMar De Rozan, Jrue Holiday, Ricky Rubio, Jeff Teague e Brandon Jennings sono giocatori oramai affermatisi a ottimi livelli ma, i nomi che risaltano maggiormente sono quelli di James Harden e Stephen Curry. I due, che nel corso delle loro carriere hanno vissuto storie completamente diverse, sono stati protagonisti di una annata eccezionale, culminata con una sconfitta alle Finali di Conference per il “barba” (proprio ai danni di Curry) e la vittoria del titolo NBA da parte del #30 dei Warriors con annesso MVP della Regular Season, scelto soltanto alla 7a chiamata perché “troppo gracile per gli standard NBA”. Incredibile talento, mano sempre calda e un pizzico di follia sono forse gli unici fattori accomunanti tra i due: la rivalità partita quest’anno è solo l’inizio: i due protagonisti del Draft 2009 puntano a diventare parte integrante della storia NBA.
2) Draft 2001 – L’Europa alla ribalta
Torniamo indietro di ben 14 anni e tuffiamoci nel Draft 2001. Un Draft che ha visto tanti talenti che hanno influenzato l’NBA negli anni a venire. Il 2001 è stato l’anno della chiamata per gente come Tyson Chandler, Jason Richardson (non esploso come effettivamente ci si aspettava alla vigilia del Draft), del bi-campione NBA Shane Battier, di Joe Johnson, Zach Randolph, Memhet Okur (campione NBA con i Pistons nel 2004), Gerald Wallace ma soprattutto di Pau Gasol, scelto alla 2a chiamata assoluta dai Memphis Grizzlies, e di Tony Parker, scelto invece alla 28esima ed ennesimo steal of the draft della storia degli Spurs. Due grandi campioni, due leggende NBA ancora in attività che hanno collezionato la bellezza di 6 titoli NBA, 1 MVP delle Finals, 1 oro Mondiale, 2 argenti Olimpici e ben 11 apparizioni all’All-Star Game. Due grandi carriere che hanno lasciato il segno nella NBA in ruoli totalmente differenti ma con caratteristiche analoghe: eleganza, incisività e leadership in campo hanno da sempre contraddistinto questi due campioni che, grazie al loro talento, hanno notevolmente contribuito ai trionfi targati Lakers e Spurs. Da non dimenticare anche la scelta al secondo turno dei Golden State Warriors, che ci ha regalato un campione dal talento unico come quello di Gilbert Arenas, il cui unico rammarico è stato il mancato titolo NBA.
1) Draft 2003 – Il Draft dei Draft

Il Draft più importante degli ultimi 15 anni: ci ha consegnato gente come James, Anthony, Wade e Bosh
Il miglior Draft degli ultimi 15 anni ad occhi chiusi, da molti considerato il migliore di sempre al pari di quello del 1984 e del 1996. Se le prime 5 scelte contano nomi del calibro di Lebron James, Carmelo Anthony, Chris Bosh e Dwyane Wade (senza citare Milicic finito in chissà quale dimenticatoio), allora tutto il resto non conta, potremmo anche fermarci qui e chiudere i battenti. Se per Anthony il destino e qualche scelta piuttosto discutibile non hanno portato a nessuna vittoria che possa davvero contare, per James, Wade e Bosh non si può dire lo stesso: il #3 dei Miami Heat è stato il primo a trovare la gloria nel 2006, grazie all’incredibile duo formato da lui e Shaq e grazie alla sua incredibile rapidità e al suo assoluto talento ha rivoluzionato il ruolo di SG, un po’ come successo con Chris Bosh che grazie al suo tiro dal mid-range e dal perimetro è stato uno dei primi pionieri nel ruolo di “stretch-four”; su Lebron James c’è poco da dire: i fatti lo incoronano nell’olimpo di questo sport accanto ai migliori del passato. Tutto è cambiato poi nel 2010 quando i tre amici decisero di formare un trio formidabile che ha portato a 4 finali consecutive chiuse con un importante “Double”. Il palmares parla per loro: in 3 hanno collezionato la bellezza di 7 titoli NBA, 3 MVP delle Finals, 3 ori Olimpici, un bronzo, 31 presenze all’All-Star Game e tanti, tantissimi altri riconoscimenti individuali e record attualmente imbattuti che rendono loro omaggio dei tanti sacrifici effettuati e il Draft 2003 uno dei più importanti di sempre.
Per NbaPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)



