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E’ senza dubbio uno dei protagonisti dei playoff dei Cleveland Cavaliers: Kyrie Irving sta giocando una pallacanestro di altissimo livello, mettendo in mostra un comparto offensivo davvero eccelso dove il playmaker ex-Duke riesce ad esaltare al meglio le sue doti atletiche e tecniche, nel tentativo di portare i Cavs alle Finals per il secondo anno consecutivo.
Lo scorso anno, i Big Three dei Cavs hanno giocato insieme solo contro i Boston Celtics, poi Kevin Love si è procurato un infortunio e ha lasciato prematuramente i playoff, dove però anche Kyrie Irving non era al massimo della condizione fisica. Adesso sembra finalmente arrivato il picco delle prestazioni di squadra e in due anni hanno dimostrato di essere la superpotenza quasi imbattibile per quanto concerne l’Eastern Conference, ma i Toronto Raptors hanno reagito divinamente al 2-0 e provano il colpo grosso.
I Cavs con la media di 116.9 punti su 100 possessi di questa stagione, che è meglio di qualsiasi squadra nelle ultime 30 postseasons, (dati aggiornati a gara 3 contro i Raptors) hanno dimostrato il loro strapotere nella conference. Questi dati sono sicuramente il frutto dell’ottimo lavoro fatto da Uncle Drew.
In finale di conference Kyrie, in gara 1 contro i Toronto Raptors, ha messo a referto questi numeri: 30.07 minuti in campo, +/- di +15, 27 punti (11-17 dal campo), 5 assist, 2 rimbalzi, 2 rubate, 2 stoppate e 2 palle perse. Nella seconda gara contro i canadesi, ha segnato 26 punti (11-22 dal campo), catturato 4 rimbalzi, i 3 assist pareggiano le 3 palle perse, una rubata, nei 37.57 minuti giocati con un plus/minus di +13. In gara 3 invece ha tirato male e complessivamente ha giocato la sua peggiore partita nei playoff, scegliendo insensatamente dei tiri, specialmente in momenti di partita delicati. In gara 4 a Toronto, la musica non torna ad essere quella vista nei primi 2 episodi della serie, ma non è neanche quella di gara 3. Kyrie mette a referto 26 punti (11 su 21), 6 assist, 3 rimbalzi, 1 rubata e 4 palle perse in 39.41 minuti di gioco complessivi. Ritornando a Cleveland, rispolvera il tutto e in 27.09 minuti (quarto quarto interamente in panchina), segna 23 punti (9 su 17 e 1 su 2 da tre), 3 assist e 3 rubate fanno da cornice al +29 di plus minus.
In Ohio sono entuasiasti della scelta fatta al draft, il 23 Giugno 2011, perchè un roster che vanterà a lungo LeBron e Kevin Love, è la situazione ideale per ottenere la definitiva evoluzione di Kyrie. Le ambizioni del 24enne da Duke sono alte ed insieme ai Cavs potrà togliersi anche molte soddisfazioni a livello individuale.
Il nickname di Uncle Drew, ottenuto grazie alle celeberrime pubblicità con la Pepsi, dove vestiva i panni di un anziano signore, per poi stupire i ragazzi al playground, potrebbe piano piano trovare un’affinità con il suo gioco. C’è da dire che non ha ancora raggiunto la piena maturità cestistica, da ‘zio anziano’, nel gestire le palle palle perse e nella metà campo difensiva, fa ancora molti errori. Complessivamente però, si sono visti dei miglioramenti evidenti e i Cavaliers avranno bisogno del miglior Uncle Drew, per sconfiggere i Raptors e approdare alle Finals.
Lo zio Drew deve percorrere ancora molte miglia per diventare il “capofamiglia”, ma la strada è quella giusta e non si può far altro che aspettare la versione conclusiva di un giocatore che già così è uno spettacolo per gli occhi.

