Grizzlies
BuzzerBeater time: Lee beffa i Kings sulla sirena con un fantastico alley-oop! (video)
Scritto da Virginia Sanfilippo
110-109: Vincredible lancia oltre Hollins l’assist per Courtney Lee che beffa i Kings sulla sirena con un fantastico reverse alley-oop!
Chicago BullsDallas MavericksGolden State WarriorsMemphis GrizzliesNBA NewsNBA, National Basketball Association
NBA results: i Bulls vincono ma perdono Rose, successi anche per Mavs, Grizzlies e Warriors
Scritto da Virginia Sanfilippo
Solo quattro partite in questa nottata d’oltreoceano: a Memphis i Kings hanno condotto i giochi per 3/4 di gara, salvo poi subire una grandiosa rimonta dei Grizzlies, culminata col meraviglioso buzzer-beater di Courtney Lee che ha consegnato la vittoria a Z-Bo & Co. Altro infortunio per D-Rose, che ormai non riesce a scendere in campo senza poi rimediare qualche guaio. Nonostante tutto, i Bulls riescono ad espugnare l’Air Canada Centre, battendo i Raptors con un’ottima prova di Gasol. A Dallas tutto facile per i Mavs che asfaltano i Sixers, mentre, dopo due sconfitte consecutive, i Warriors tornano alla vittoria ai danni dei Nets.
Sacramento Kings @ Memphis Grizzlies 110-111
(R. Gay 25 pts e 7 reb, M. Conley 22 pts e 11 ast)
Chicago Bulls @ Toronto Raptors 100-93
(P. Gasol 27 pts e 11 reb, K. Lowry 20 pts e 8 reb)
Philadelphia 76ers @ Dalla Mavericks 70-123
(M. Carter-Williams 19 pts e 8 reb, D. Nowitski 21 pts e 4 ast)
Brooklin Nets @ Golden State Warriors 99-107
(J. Jack 23 pts e 3 ast, K. Thompson 25 pts e 4 reb)
Boston CelticsBrooklyn NetsDallas MavericksHouston RocketsLA ClippersMemphis GrizzliesNBA NewsNBA, National Basketball AssociationOklahoma City ThunderSacramento KingsUtah Jazz
NBA Results: vincono Rockets, Kings, Mavs e Clippers, crolla OKC contro i Nets
Scritto da Virginia Sanfilippo
Ecco i risultati di questa notte in NBA:
Houston Rockets @ Philadelphia 76ers 104-93 (J. Harden 35 pts e 9 reb, T. Wroten 20 pts e 4 reb)
Oklahoma City Thunder @ Brooklin Nets 85-116 (R. Jackson 23 pts e 5 ast, B. Lopez 18 pts e 6 reb)
New Orleans Pelicans @ Memphis Grizzlies 81-93 (T. Evans 21 pts e 7 reb, M. Gasol 16 pts e 11 reb)
Boston Celtics @ Dallas Mavericks 113-118 (J. Green 35 pts e 7 reb, C. Parsons 29 pts e 3 reb)
Sacramento Kings @ Denver Nuggets 110-105 (D. Cousins 19 pts e 5 reb, A. Afflalo 16 pts e 2 ast)
Utah Jazz @ Los Angeles Clippers 107-110 (G. Hayward 27 pts e 7 reb, C. Paul 13 pts, 10 reb e 12 ast)
Che succede quando due come Wunder Dirk Nowitzki e Vincredible si incontrano a canestro? Scintille assicurate, tra due ex compagni di squadra che si sono ritrovati da avversari stanotte nella gara di pre season tra Dallas Mavericks e Memphis Grizzlies.
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Afflalo vuole i Playoffs, i Magic sono pronti a cederlo
Scritto da Leonardo Zeppieri

msn.foxsports.com
Arron Afflalo vuole i Playoffs. L’ex Nuggets l’ha fatto capire a chiare lettere, definendo “tough” (difficile, duro) guardare la postseason da casa. La guardia ha infatti partecipato al “gran ballo” in ognuna delle sue prime 5 stagioni nella NBA, ma negli ultimi due anni a Orlando i Magic hanno sempre optato per il “tanking”, andando ben lontani dal guadagnarsi un posto nelle prime 8 a Est. Inoltre, la possibilità di scegliere Exum nel prossimo draft, spingerebbe Orlando verso una trade.
Sembrano dunque destinate a separarsi le strade della franchigia della Florida e della guardia ex Detroit. Al momento, sembrano 5 le squadre interessate all’esterno di Orlando: Warriors, Bulls, Kings, Grizzlies e Pistons.
Golden State Warriors
Partiamo da quella probabilmente più realistica, che porterebbe Afflalo a giocare per Steve Kerr ai Warriors. In questo caso Golden State potrebbe ricevere anche Jason Maxiell, in cambio di David Lee. La trade avrebbe motivazioni valide per entrambe le franchigie. I Magic, infatti, otterrebbero un’ala grande da doppia-doppia (in carriera 15,2 punti, 9,8 rimbalzi e 2,4 assists di media, in appena 32 minuti) con un contratto oneroso ma biennale. Se quindi Lee dovesse giocare una buona stagione, potrebbe diventare uno dei giocatori in scadenza più appetibili del 2015, cosa che darebbe non poche possibilità di trade ai Magic. D’altra parte, i Warriors libererebbero lo spot per il loro vero obiettivo, Kevin Love, per il quale potrebbero dover cedere Thompson, con Afflalo che occuperebbe proprio lo spot di guardia titolare. Se comunque non si riuscisse ad arrivare a Love, Golden State potrebbe utilizzare Afflalo come sesto uomo. A questo punto, nei finali Kerr avrebbe la possibilità di mettere in campo contemporaneamente Curry, Thompson, Afflalo, Iguodala (o Barnes) e Bogut. Un quintetto che aprirebbe il campo come nessuno può fare attualmente in NBA.
Detroit Pistons
Sebbene più difficilmente praticabile, anche l’opzione Pistons non va sottovalutata. In questo scenario, i Magic potrebbero cedere Afflalo e Jameer Nelson, ricevendo Greg Monroe, Will Bynum e, forse, anche una scelta al prossimo draft. Anche qui, la trade sembra avere risvolti positivi da entrambe le parti. Detroit riceverebbe due eccellenti tiratori da 3 punti (uno dei punti deboli della squadra), nonchè due veterani in grado di portare esperienza. Oltre a questo, Afflalo aggiungerebbe la sua difesa sugli esterni, mentre Nelson la sua abilità di playmaking, sempre utile in una squadra che schiera Brandon Jennings (sigh) nella posizione di PG (per non contare il fatto di essere uno dei fedelissimi di Van Gundy, che non guasta di certo). Orlando avrebbe invece un 4 di talento e prospettiva da affiancare a Vucevic come Greg Monroe. Con Oladipo, Vucevic, Monroe e, probabilmente, Exum, i Magic potrebbero cominciare a diventare una squadra piuttosto interessante.
Sacramento Kings
Ok, Sacramento e Playoffs non sono proprio un associazione di idee così immediata, si può capire. Eppure, nonostante i Kings non approdino alla postseason dal lontano 2006, le prospettive future non sembrano così grigie. Lo scambio coinvolgerebbe Terry e Mac Callum, che andrebbero a Orlando in cambio di Afflalo. Potrebbero essere inserite anche due scelte, la 12 dei Knicks (attualmente in possesso dei Magic) e la 8 di Sacramento. La trade porterebbe possibilità interessanti in chiave Draft a Orlando (che si ritroverebbe con la 4a e l’8a pick) e vantaggi in vista dei Playoffs a Sacramento. I Kings, infatti, possono vantare una squadra giovane, nella quale Afflalo potrebbe sia partite come guardia titolare che come sesto uomo, portando la sua esperienza, la sua difesa e il suo micidiale tiro dall’arco (43% su 4,1 tentativi a partita durante la scorsa stagione). Aprire il campo per Thomas e Cousins sembra tutto fuorché una cattiva idea e, considerando la possibile crescita di McLemore e una buona scelta al draft, i Kings potrebbero davvero pensare ai Playoffs. Sperando che Rudy Gay non rovini tutto.
Memphis Grizzlies
Veniamo ora alle piste più fredde e meno percorribili. Quella che porterebbere Afflalo in Tennessee è certamente tra queste. La possibile trade, infatti coinvolgerebbe Lee e Ed Davis di Memphis, che in cambio riceverebbe anche Maxiell. Qui lo scambio sembra molto a favore dei Grizzlies, che si porterebbero a casa un giocare da 18 punti a serata, in grado di difendere su 2\3 ruoli diversi e con un range di tiro che a Memphis può vantare solo Mike Miller (che ancora non è stato riconfermato). I Magic, invece, otterrebbero due buoni giocatori di rotazione, ma niente che possa veramente portarli “at the next level”.
Chicago Bulls
La quinta ed ultima pista (quella più remota) vedrebbe Afflalo approdare a Chicago, in cambio di Boozer, Snell e la 16esima scelta al prossimo Draft. I Bulls riceverebbero inoltre Maxiell e Ronnie Price. In alternativa, se Boozer venisse amnistiato, sarebbe Mike Dunleavy a finire in Florida. Anche qui, la trade non sembra assere molto appetibile per i Magic. Cedere Affalo per Boozer (contratto dal quale cercano di restare lontani più o meno tutti nella NBA) non sembrerebbe una mossa molto astuta. Orlando potrebbe però essere attirata dalla 16esima pick che i Bulls potrebbero inserire nella trade, considerando che il Draft si preannuncia molto profondo. Lo scambio, in ogni caso, sembra difficile, in quanto piuttosto sbilanciato a favore di Chicago.
Sembrava cosa fatta, nei giorni scorsi: l’incontro di oggi con il presidente dei Minnesota Timberwolves doveva solo servire a concordare gli ultimi dettagli, ma, invece, David Joerger ha deciso di fare dietrofront! Il coach dei Grizzlies, che nell’ultima stagione ha concluso con un record di 50 vittorie e 32 sconfitte, classificandosi settimo in Western Conference e uscendo al primo round dei Playoffs solo in gara-7 contro i Thunder, ha deciso di rifiutare l’offerta del patron dei T’Wolves, Glen Taylor, e di restare al suo posto sulla panchina dei Grizzlies.
Le due franchigie non sono riuscite inoltre a trovare l’accordo per la compensazione che i Minnesota Timberwolves avrebbero dovuto corrispondere ai Memphis Grizzlies e per questo motivo la trattativa si è arenata. Si chiude la porta Wolves quindi per Joerger o sono pronti nuovi ennesimi ripensamenti?
NBA Playoffs – Vietato arrendersi in NBA: OKC, GS e Indiana portano la serie a gara-7!
Scritto da Marco Tarantino
Quale spettacolo migliore di questo? I playoffs di quest’anno hanno preso dei contorni epici, da sfida infinita, tensione snervante ed esaltazione pura. Da quando il primo round dei playoffs si decide al meglio delle sette, mai era capitato che più di due serie si fossero decise all’ultimo incontro disponibile. Quest’anno, invece, come minimo avremo tre esemplari di gara-7, e tutti e tre in una notte, sabato notte. Thunder, Warriors e Pacers, infatti, sono riuscite, quasi in una corsa contro il destino, a pareggiare le rispettive serie, guadagnandosi così un’ultima chance di approdare in semifinale.
Los Angeles Clippers @ Golden State Warriors 100-99
Gara equilibratissima, lottata punto su punto, con i valori in campo quasi totalmente speculari (36.8% dal campo per LA, 39.3% per GS; 31.8% da tre per LA, 29.2% per GS; 54 reb per LA, 50 per GS; 22 ast per LA, 20 per GS; e così via), tranne che per qualche errore di troppo dei Warriors ai liberi, che però i Clippers hanno generosamente concesso in misura maggiore: gli ultimi 4 liberi, piazzati da Green e Barnes, hanno concesso il +4 a Golden State a 55″ dalla sirena. A quel punto, a soli due possessi di svantaggio, con la possibilità concreta di chiudere il discorso qualificazione una volta per tutte, Los Angeles sbaglia tutto: CP3 subisce una bella stoppata da Thompson, poi recupera palla e parte l’assalto disperato, con Collison che sbaglia un layup e una tripla, il neo migliore sesto uomo Crawford lo copia la fuori e i secondi passano inesorabili. A 2″ dal termine Matt Barnes piazza finalmente la bomba del -1, ma è troppo tardi. Finisce così, 100-99, e appuntamento a sabato notte, 10.30 PM ora locale, 4.30 ora italiana, in un rovente Staples Center.
Golden State: Curry (24 pts, 9 ast), Iguodala (15 pts), Green (14 pts, 14 reb), Speights (12 pts, 6 reb).
L.A. Clippers: Crawford (19 pts, 4/8 da tre), Barnes (18 pts, 3/7 da tre, 11 reb), Griffin (17 pts, 9 reb), Redick (15 pts), Collison (12 pts).
Indiana Pacers @ Atalanta Hawks 95-88
La regina dell’Est sconfitta dalla cenerentola col centro macedone: Davide contro Golia, quasi tutti si aspettano ormai questo finale, se lo aspettavano anche ieri sera, ma non è arrivato. Indiana ha deciso di vender cara la pelle, finalmente, ma rischiando seriamente, anche stavolta, di cadere sotto i colpi di Atlanta. Partita molto, molto, troppo, equilibrata, anche questa: in realtà, i detrattori di Indiana, oltre al motivo “romanzesco”, hanno altre, solide, basi, per sostenere la tesi secondo cui il team di Vogel non merita di passare, contro questi Hawks. La gara resta in equilibrio quasi perfetto, anche qui, fino a 46″ dal termine: sull’85-85 parte il break finale di Indiana, un 8-0 inaugurato da West e consacrato dai liberi di George e Hill, con Atlanta in bambola per qualche secondo di troppo e il primo match point che se ne va. Si può dire che Atlanta abbia perso sul tiro da fuori, piazzando solo 9 delle 35 bombe tentate (0/4 Antic, 0/6 Scott), perché per il resto a tenuto testa più che bene ai Pacers, per l’ennesima volta, grazie ai punti di Teague e ai colpi di Millsap. George e West (24 punti a testa e 19 rimbalzi in due), insieme ad uno Stephenson in crescendo (21 punti, 9 rimbalzi), possono mettersi al collo la medaglia di questa battaglia, ma ci vorrà ben altro per portare a casa la guerra, sabato notte, 5:30 PM locali, 23:30 italiane, in una Bankers Life Fieldhouse che è già caduta due volte sotto i colpi degli Hawks.
Indiana: West (24 pts, 11 reb, 6 ast), George (24 pts, 8 reb), Stephenson (21 pts, 9 reb), Hill (14 pts).
Atlanta: Teague (29 pts, 9/9 ai liberi), Millsap (16 pts, 18 reb, 5 ast, 3 stl, 2 blk), Williams (16 pts).
Atlanta: Teague (29 pts, 9/9 ai liberi), Millsap (16 pts, 18 reb, 5 ast, 3 stl, 2 blk), Williams (16 pts).
Oklahoma City Thunder @ Memphis Grizzlies 104-84
Infine, ultima, ma di sicuro non meno importante, gara-6 tra Thunder e Grizzlies: Mr. Unreliable diventa Mr. Undeniable e si riprende tutto il merito del “benedetto” MVP. Finalmente torna il Durant della regular season e i Grizzlies possono solo restare a guardare: partita quasi a senso unico, con KD che mette i suoi primi 14 punti dei 36 totali nel primo quarto, Westbrook che risponde alla grande, sull’onda dell’entusiasmo, e porta insieme a Jackson e Ibaka i Thunder sul +20 poco dopo metà gara (61-41 con 9:02 da giocare nel terzo quarto). Grindhouse ghiacchiata, anzi fulminata, da Oklahoma City, che mette in campo una difesa di incredibile energia (da sottolineare le 5 stoppate di Adams), concedendo appena il 21% da fuori e mandando completamente fuori giri le guardie (Conley 2/10, Udrih 1/8, Lee 2/7). Conley si infortuna pure, nel quarto quarto, m la sua presenza in gara-7 non è ancora stata esclusa del tutto. I Thunder tengono gli orsi a freno, e amministrano nell’ultimo parziale, chiudendo sul 104-84. Adesso gara-7 alla Chesapeake Energy Arena è un appuntamento imperdibile, per KD35 & Co., vietato fallire. Gasol e Z-Bo ce la metteranno tutta per fare il colpaccio, ma se Durantula si dovesse ripete, non ci sarà Tony Allen che tenga. Sabato notte, ore 8:00 PM locali, le 2:00 italiane, sapremo come andrà a finire.
Memphis: Gasol (17 pts, 5 reb), Randolph (16 pts, 8 reb), Johnson (15 pts, 5 reb), Allen (13 pts, 5 reb).
Oklahoma City: Durant (36 pts, 10 reb), Westbrook (25 pts, 9 reb, 5 ast), Jackson (16 pts, 4/5 da tre, 5 reb).
@sanfi_fm
NBA Playoffs: Indiana e OKC pareggiano, Miami viaggia, Vincredible beffa gli Spurs!
Scritto da Marco Tarantino
Indiana Pacers @ Atlanta Hawks 91-88 (2-2)
I Pacers rischiano grosso alla Philips Arena di Atlanta: dopo una prima parte di gara condotta in maniera piuttosto convincente, seppur senza brillare, il team di Frank Vogel si fa recuperare attorno a metà gara dai padroni casa, guidati da un grandioso Millsap da 29 punti e 10/18 dal campo (3/6 da tre). Atlanta arriva sul +10, ma Indiana riesce a recuperare grazie alle triple di George e Hill, e nel quarto quarto mostra i denti e annulla tutti i tentativi di allungo di Atlanta. Nel minuto finale, gli Hawks stanno ad un solo possesso di svantaggio, 91-88, ma la tripla di Antic a 1″ dalla sirena si infrange sul ferro e Indiana porta a casa gara 4, pareggiando la serie sul 2-2. Tra le file Pacers, 24 punti e 10 rimbalzi per Paul George, 18 per West, 15 per Hill e 11 per Turner. Sul versante Hawks, oltre alla gran prova di Millsap, si registrano 15 punti e 9 rimbalzi per Korver, 14 punti per Teague e 12 per Scott. Prossimo appuntamento: domani sera al Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis.
San Antonio Spurs @ Dallas Mavs 108-109 (1-2)
La seconda gara della serata è di sicuro la più densa d’emozioni: San Antonio e Dallas si affrontano in uno scontro senza esclusione di colpi, con ribaltamenti di fronte continui, in una gara decisa solamente nelle frazioni di secondo che precedono, anzi, in questo caso. accompagnano, il suono della sirena. Nel primo tempo, gli Spurs, dopo un breve dominio Mavs, vengono trascinati da Duncan, Leonard, Splitter e Parker verso il +9 (Pop inserisce anche il Beli, che non sfigura, con 7 punti, un rimbalzo, una tripla e 3/3 al tiro), ma poi subiscono il ritorno di Dallas con Ellis e Calderon e si va all’intervallo lungo sul 54-59 per i Mavs. Poi la gara procede in pressoché perfetto equilibrio fino a 24″ secondi dal termine: 106-106, timeout Spurs. Rientro in campo, Gino lascia scorrere quasi 20 dei 24″ rimanenti, poi attacca, si infila sulla destra e va a canestro: la palla danza attorno al ferro, rischia di uscire, la mano di Duncan è pronta per ributtarla dentro ma Lei, dopo l’ultimo giro, scivola dentro, e per San Antonio è gioia pura, sembra fatta, mancano solo 1.7″. Carlisle chiama il timeout e al rientro in campo le frazioni di secondo scorrono lente, Calderon la passa a Carter, che circumnaviga l’arco fino all’estremità sinistra e tenta il colpaccio: la tripla parte a 0.6 dalla sirena, e arriva in tempo. L’American Airlines Center esplode: è la tripla del sorpasso, è la tripla della vittoria Mavs, è la tripla del 2-1 contro San Antonio. Dallas si conferma bestia nera per chiunque, ai PO, anche per la truppa stellare di Popovich. Sarà vita dura per gli Spurs, dura sul serio. Prossima tappa: domani, sempre all’American Airlines Center di Dallas.
Miami Heat @ Charlotte Bobcats 98-85 (3-0)
La pratica primo round, in casa Heat, può dirsi chiusa già da adesso. Nessuna squadra è mai riuscita a risalire dal baratro del 3-0 ai PO, e quasi sicuramente non ci riusciranno i Bobcats contro questi Heat, che vincono senza neppure sforzarsi (gran bel vantaggio, ai playoffs). Re, Dio, idolo e burattinaio della serata è, come al solito, sua maestà LeBron James, che fa 30 punti, 10 rimbalzi e 6 assist. Charlotte comincia bene, Walker e Jefferson (che andrà scemando nell’arco della partita) riescono pure a chiudere in vantaggio il primo quarto: Miami lascia fare, ma poi piazza un break da 20-4 a cavallo tra primo e secondo tempo, lascia andare la Bestia e si porta sul +20 a fine terzo quarto. La panchina di Charlotte, con Douglas-Roberts e Neal, ce la metterà tutta per risalire nell’ultimo parziale, ma il finale è già scritto. La gara termina sul 98-85 per Miami, che conquista così gara 3 e mette l’ipoteca sulla conquista della serie. Domani sera la franchigia di coach Spoelstra avrà il primo dei quattro match point per chiudere la faccenda ed essere la prima squadra a guadagnarsi un posto in semifinale di conference.
OKC Thunder @ Memphis Grizzlies 92-89 (OT) (2-2)
Ultima gara della serata, delicatissima per l’ormai conclamato MVP stagionale: Kevin Durant sa che se OKC non ritrovasse la parità, il discorso playoffs si complicherebbe quasi irrimediabilmente. Ma il numero #35 dei Thunder, incappa dolorosamente in una serata storta (storta per uno come lui, s’intende): riesce a fare solo 15 punti, tirando con 5/21 dal campo e 1/7 da tre. La gara comincia in equilibrio, ma dal secondo quarto i Thunder prendono in mano il gioco e conducono le danze fino al terzo quarto portandosi anche sul +14 (64-50). Sembra finalmente che OKC riesca a dominare, ma nell’ultimo quarto KD viene meno, e solo grazie alle due PG, Westbrook e Jackson, i Thunder riescono a a non soccombere al ritorno di Memphis, che si porta addirittura sul +5 (75-80), grazie ad un’altra gran prova di Allen e Conley. West recupera, piazza i 5 punti che servono, e la gara, per la terza volta su 3 sfide, si decide in over time. Nel supplementare il team di Scott Brooks trova un grandioso Reggie Jackson, che non sbaglia un libero e porta il punteggio sul 92-89. Memphis ha sulla sirena la palla del tie e del secondo over time, ma Mike Conley sbaglia e OKC può tirare un sospiro di sollievo. Ribaltato il fattore campo, si ricomincia, martedì sera, alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City.
Virginia Sanfilippo, @sanfi_fm
Playoffs Grades e Analysis, Thunder: la magia di KD parla per lui, bene anche Westbrook ma delude la panchina
Scritto da Marco Tarantino
Alla Chesapeake Energy Arena i Thunder si fanno riprendere dai Memphis Grizzlies, che rimettono i conti in parità: nonostante Durant e Westbrook in versione anello, i Grizzlies sono riusciti a vincere all’overtime, dopo essere stata raggiunta, a meno di un secondo dalla fine, dai due punti di Kendrick Perkins: vediamo come si sono comportati i protagonisti della gara!
Serge Ibaka
La sua prestazione è la stessa di sempre, cioè ottima, su entrambi i lati del campo. La sua doppia doppia, fatta da 15 punti e 11 rimbalzi, di cui 4 in fase offensiva, basterebbe a rendere la sua prestazione buona, ma decide di aggiungere al tutto 1 assist, 1 palla rubata e ben 5 stoppate. Va a segno con il 50% dal campo, 50% anche al tiro da tre (1/2), e mette a segno entrambi i liberi a sua disposizione. Voto: 7.
Kevin Durant
Avere in squadra uno così è illegale in 49 dei 50 stati americani, ma non in Oklahoma. Va in doppia doppia, facendo registrare 36 punti, 11 rimbalzi e 4 assist. Tira con 42,86% dal campo (42% da tre punti), ma soltanto perché i compagni gli affidano dei tiri a limite del possibile. Non fosse per la sconfitta sarebbe il migliore in campo. Voto: 7,5.
Kendrick Perkins
Gioca 27 minuti, pochissimo. Non tira praticamente mai e, anche in difesa, non sembra essere così efficace, nonostante la sua stoppata su Randolph. Le sue statistiche sono molto curiose: il centro dei Thunder, infatti, realizza 4 punti, praticamente con un solo tiro, avendo realizzato entrambi i liberi ottenuti nel terzo quarto e avendo segnato, a tempo praticamente scaduto, il tiro che manda la partita all’overtime. In una squadra dove la maggior parte dei tiri passano da Durant e Westbrook è difficile riuscire a dare il proprio contributo, ma non si può neanche rifiutare ogni genere di tiro. Voto: 5,5.
Russell Westbrook
La prestazione di stasera è di quelle difficili da scordare, soprattutto perché, unita a quella di Durant, non porta alla vittoria. Il play di OKC va a sfiorare la doppia doppia, segnando 29 punti, prendendo 7 rimbalzi e servendo 8 assist. Probabilmente, però, forza troppi tiri dalla distanza, segnandone soltanto 1 su 7. Dal campo segna 11 tiri su 28, mentre dalla lunetta va con un ottimo 6 su 8. Perde 3 palloni, ma è il rischio minimo che un playmaker corre nel corso di una partita. Voto: 7.
Thabo Sefolosha
Per lui non è una gran serata. Per una guardia 3 su 8 dal campo non è un buon risultato, ma si fa vedere con 7 rimbalzi, 3 assist e 2 palle rubate, oltre che con 7 punti. Prestazione non brillante, che aiuta poco la sua squadra. Voto: 5,5.
Panchina
La second unit, invece, oggi non è stata all’altezza della situazione. Soltanto 14 punti arrivano dalle seconde linee, contro i 33 delle riserve degli ospiti. Brooks decide di tenere, ancora, fuori Lamb, che ha una discreta mano e forse meriterebbe una chance. Anche Derek Fisher, che segna 7 punti, prende 1 rimbalzo e ruba 2 palloni, risultando il migliore dalla panchina, non sembra essere a pieno regime e la squadra ne paga le conseguenze. Voto alla panchina: 5.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi (@shedly7)
NBA results: i Clippers conquistano di prepotenza gara 2 contro GS, Memphis espugna in OT casa Thunder (video)
Scritto da Marco Tarantino
Golden State Warriors @ Los Angeles Clippers 98-138
1 a 1 e palla al centro, si direbbe su un campetto di periferia. Qui però siamo di fronte ai supereroi del basket americano, e allora quello 1-1 indica molto di più, indica che Los Angeles ha spiegato chiaramente a Golden State che per vincere questa serie serviranno gli attributi. Gara a senso unico, quella dello Staples Center: i Clippers lasciano guidare Blake Griffin che schiaccia subito il piede sull’acceleratore piazzando 14 punti nei primi 12 minuti di gara e chiudendo il primo quanto già in vantaggio di 11 punti (20-31). Copia conforme nel secondo quarto, inaugurato da una second unit di Rivers in completa fiducia, con Granger (15 punti, con 3/4 da tre, alla fine, per lui) e Turkoglu (14 punti, con 3/5 da fuori) che portano Los Angeles sul + 20 (48-28). Intervallo lungo, rientro in campo, e show finale dei Clippers: Griffin, supportato da altri sei compagni in doppia cifra, porta L.A. a vincere di 40 punti, annientando Golden State, che sembra solo il fantasma di gara 1: Lee e Thompson eclissati, Curry isolato e coach Jackson devastato dalla trasformazione dei suoi, palesemente troppo acerbi per reggere in tali contesti. La serie è ancora molto lunga, per la goduria dei vostri e dei nostri occhi, ma i Clippers hanno dimostrato di avere quel quid in più che potrebbe essere il fattore determinante per il passaggio ai quarti.
Clippers: Griffin (35 pts, 13/17, 6 reb), Granger (15 pts, 3/4 da tre), Turkoglu (13 pts, 3/5 da tre), Barnes (13 pts), Paul (12 pts, 10 ast, 6 reb, 5 stl), Collison (12 pts, 10 ast), Jordan (11 pts, 9 reb, 5 blk).
Warriors: Curry (24 ptsw, 8 ast), Lee (11 pts), Green (11 pts), Crawford (11 pts).
https://www.youtube.com/watch?v=U-EaFKN2Iic
Memphis Grizzlies @Oklahoma City Thunder 111-105
Nella serata in cui Kevin Durant realizza forse il miglior gioco da 4 punti di sempre, Oklahoma City si fa soffiare in over time gara 2 contro Memphis. Coach Dave Joerger può esser fiero di Z-Bo e compagni: i Grizzlies girano alla perfezione, con Tony Allen attentissimo a marcare KD e OKC costretta ad orribili percentuali al tiro nella prima parte di gara. Poi i Thunder cominciano a carburare, Fisher fornisce un buon apporto dalla panchina a inizio secondo quarto e, lentamente, OKC ritrova il pareggio, sul 57-57 a metà del terzo quarto. Ma nell’ultimo parziale arriva il momento di Beno Udrih: il play di riserva di Memphis mette a referto 8 dei suoi 14 punti nella prima metà dell’ultimo quarto, riportando i Grizzlies sul +8 (83-75) e gelando il pubblico della Chesapeake Energy Arena.Timeout Thunder, rientro in campo, spettacolo combinato West-KD e OKC torna in vantaggio, 92-93. Mancano 1:14 alla sirena, timeout Grizzlies, si rientra, controsorpasso grazie a una tripla di Miller, nuovo timeout Thunder: la gara si fa tesissima, OKC sa che ha la forza di vincere ma che basta un passo falso per buttarla via. Negli ultimi 53 secondi Memphis si porta addirittura sul 98-93, sembra finita, ne mancano 18 al termine e KD piazza quello straordinario gioco da 4 punti di cui sopra, mettendo una tripla dall’angolo sinistro mentre cade per terra dopo un fallo di Gasol: stratosferico, la Chesapeake esplode letteralmente e OKC ci crede di nuovo. Westbrook si trova tra le mani la tripla della vittoria ad un secondo dal termine, sbaglia, e allora Perkins, per una volta, acchiappa il rimbalzo e piazza il canestro del pareggio sulla sirena, 99-99. Si va in over time, sembra interminabile, i Thunder sono ormai scarichi e l’enorme forza mentale di Z-Bo, quasi da monaco tibetano, gli permette di prendere i Grizzlies per mano e portarli al di là dell’ostacolo, conquistando una gara 2 che statisticamente “ci sta”, ma che potrebbe raffigurare una seria, grossa, “botta”, per il team di Scott Brooks. Dipenderà molto dalla prossima, in programma fra giovedì in Tennessee.
Thunder: Durant (36 pts, 12/28, 11 reb, 4 ast), Westbrook (29 pts, 11/28, 8 ast, 7 reb), Ibaka(15 pts, 11 reb, 5 blk).
Grizzlies: Randolph (25 pts, 6 reb), Conley (19 pts, 12 ast, 7 reb), Gasol (16 pts, 7 ast, 7 reb), Lee (16 pts), Udrih (14 pts).
http://www.youtube.com/watch?v=CkwA0tSJmbw
@sanfi_fm
I Grizzlies non dovranno aspettare l’ultima gara per sapere se riusciranno a centrare i playoffs: la squadra di Marc Gasol è riuscita a vincere a Phoenix contro i Suns, chiudendo definitivamente la corsa all’ottavo posto.
Ecco come è andata la sfida:





