“In quanto gruppo, non pensiamo mai che la partita sia finita. Mai”.
Questa frase di Tyrese Haliburton spiega benissimo qual è la filosofia dietro tutte le rimonte che gli Indiana Pacers hanno messo su in questa postseason. Hanno seguito tutte la stessa formula: cancellare uno svantaggio dalla doppia cifra e puntare tutto su un suo tiro, che puntualmente lascia l’avversario stordito.
I Pacers erano in svantaggio di 15 punti nel quarto quarto di Gara 1 delle NBA Finals 2025, contro gli Oklahoma City Thunder. Ma il piano di gioco era più che ovvio. Bastava fare un po’ di fatica, perché a quel punto non c’erano altre opzioni che avessero senso.
E poi, la magia. Hanno eguagliato la più grande rimonta della storia dei quarti quarti delle Finals, da quando i Dallas Mavericks ci riuscirono in Gara 2 contro i Miami Heat, nel 2011. In entrambe le occasioni, in panchina c’era Rick Carlisle.
“Ci siamo detti di continuare ad insistere” ha detto il coach. “Abbiamo molta esperienza per quanto riguarda questo tipo di partite, e i ragazzi hanno un’ottima percezione di cosa significhi darsi una possibilità. Siamo stati fortunati, ma abbiamo anche fatto delle grandi giocate”.
I Pacers hanno iniziato a ridurre il vantaggio con alcuni tiri da tre, arrivando a un solo punto di distanza dai Thunder. La difesa ha precedentemente contribuito a far perdere un jumper a Shai Gilgeous-Alexander e, dopo un rimbalzo di Aaron Nesmith, i Pacers sapevano di dover dare la palla a Haliburton.
A 0.3 secondi dalla fine, non c’era più da insistere. Era fatta. I giochi erano chiusi.
Haliburton ha segnato, e i Pacers hanno stordito gli Oklahoma City Thunder, vincendo per 111-110.
“Giuro che appena è saltato per tirare, ho pensato che il tiro fosse buono” ha detto Nesmith. “Ogni volta che la palla è nelle sue mani, penso che sia buona”.
L’ultima aggiunta al curriculum di Haliburton, in quanto uomo delle rimonte di questi playoff, si è verificata. Secondo i dati di ESPN Research, il suo tiro all’ultimo secondo è l’ultimo a essere stato realizzato in una partita delle Finals dai tempi del buzzer-beater di Michael Jordan per i Chicago Bulls, nella Gara 1 delle finali del 1997 contro gli Utah Jazz.
Indiana ha vinto nonostante i 24 errori commessi e i 38 punti concessi ai Thunder. Nel primo tempo, Indiana ha registrato ben 19 turnover.
“Se si considerano tutte le statistiche, non è la ricetta giusta per vincere” ha detto Haliburton. “Non possiamo sprecare così tanto la palla. Dobbiamo fare un lavoro migliore per quanto riguarda le palle perse e i rimbalzi. Ma a questo punto della stagione non importa come prendiamo i tiri, basta che li prendiamo”.
E ora, testa a Gara 2, in programma domenica sera a Oklahoma City.
“È una partita di 48 minuti, ma gli ultimi decimi possono stravolgere tutto” ha detto Gilgeous-Alexander. “I Pacers ti insegnano questa lezione più di chiunque altro nella lega, nel modo più duro possibile”.






