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Josh McRoberts

McRoberts
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Josh McRoberts esercita la player options con i Miami Heat

di Gabriele Villa 24 Maggio 2017
Scritto da Gabriele Villa

Josh McRoberts esercità la player option, sarà un giocatore dei Miami Heat anche per la stagione 2017-2018.

L’ala dei Miami Heat, Josh McRoberts, ha deciso di esercitare la player option a sua disposizione. Stando a quanto riportato dal suo agente quindi, il giocatore sarà in Florida anche per la prossima stagione, dove riceverà gli ultimi 6 milioni di dollari previsti dal suo contratto.

McRoberts aveva firmato con gli Heat nel 2014, dopo l’addio di LeBron James, l’accordo preveda un quadriennale da 22 milioni di dollari, di cui l’ultimo anno con player option, dando la possibilità al giocatore di scegliere se diventare free agent o proesguire la sua carriera a Miami.

Josh, da 10 anni nella NBA, ha giocato solo 22 gare nell’ultima stagione a causa di un infortunio al piede. Ha viaggiato con una media di 4.9 punti e 3.4 rimbalzi per gara, con un utilizzo medio di 17.3 minuti per partita. La stagione per gli Heat non è finita nel migliore dei modi, hanno infatti concluso al nono posto, mancando di poco l’obbiettivo playoff.

24 Maggio 2017 0 commenti
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I love Florida, Miami: le solite montagne russe

di Leonardo Zeppieri 16 Dicembre 2015
Scritto da Leonardo Zeppieri

Dopo ben 23 partite, resta ancora di difficile analisi la stagione dei Miami Heat. La franchigia della Florida continua ad alternare ottime prestazioni ad uscite imbarazzanti, sia a livello di gioco che di risultati. Entriamo di più nello specifico, andando ad analizzare le gare della scorsa settimana.

RISULTATI

Gli Heat sono scesi in campo lunedì per affrontare i Washington Wizards alla Triple A. Dopo le due belle vittorie contro Thunder e Cavs, sarebbe stato lecito aspettarsi un’altra W, per confermare il primo posto nella Conference. La vittoria non è però arrivata, anche a causa della pessima partenza (sotto di 10 giù dopo il primo quarto). La difesa di Spoelstra ha fatto una fatica enorme a contenere Wall (26+7 alla fine per lui) ed è stata affossata anche da un Gary Neal chirurgico, autore di 21 punti (9\12 dal campo). Nella parte centrale della partita, Miami ha provato a sfruttare gli evidenti vantaggi tattici (Washington era praticamente senza lunghi e non riusciva a proteggere l’area) con Wade e Dragic che sono riusciti ad arrivare al ferro spesso e volentieri.  In particolare, lo sloveno ha messo a segno 20 punti e distribuito 9 assists, mentre l’ex Marquette ha realizzato 26 punti (12\15 al tiro), che ha impreziosito con 7 rimbalzi e 9 assists. Sono stati invece appena 16 i punti portati in dote dalla panchina che, con Deng fuori e Green in quintetto, ha offerto ben poco alla causa.

Alla sconfitta contro i capitolini sono seguite due trasferte a Charlotte e Indianapolis, nelle quali gli Heat sono usciti sconfitti e con due pessime prestazioni. Soprattutto in North Carolina è andata in scena una delle esibizioni offensive più deludenti della stagione. A tal proposito, basti vedere le prestazioni delle tre “stelle”: Wade 11 punti con 5-11, Bosh 7 con 3-8 e Dragic 5 con 2-7. Miami ha tirato ancora una volta male dal perimetro (6\21) ma, soprattutto, non ha trovato risposte all’attacco degli Hornets, che ha tirato sopra il 49% dal campo e quasi al 41% da tre punti (il tutto nonostante l’assenza pesante di Al Jefferson).

Il match con Indiana invece è stato diverso: Wade&Co. hanno tenuto bene il campo per i primi due quarti (Heat avanti 51-50 all’intervallo), prima di sciogliersi nei secondi 24 minuti. Bosh (23 punti e 10 rimbalzi) e in parte Wade (20 punti, 5 rimbalzi e 5 assist, ma con 10\23 al tiro) sono stati gli unici ad avere prestazioni individuali accettabili a livello offensivo. Dall’altra parte del campo la difesa di Deng e Winslow su George è stata più che competente, ed infatti è stato Ellis ad essere il giocatore decisivo per i Pacers con 23 punti segnati (oltre a 6 assists e 6 recuperi). Whiteside, al di là delle cifre (8+10 in 14 minuti), è stato praticamente dominato da Mahinmi, tanto che Spoelstra si è dovuto prima affidare a Stoudemire e poi al quintetto piccolo utilizzando Bosh da 5.

Chris Bosh in azione contro Indiana

Il team di Riley, che non aveva mai perso due partite di fila in stagione, si è trovato quindi ad affrontare una serie di 3 risultati negativi di fila. Questa serie sembrava destinata ad allungarsi, visti i successivi impegni contro Grizzlies e Hawks e per giunta in back-to-back. La possibilità della quarta sconfitta si era fatta davvero concreta nel match che ha visto Miami affrontare Memphis all’AAA, con gli Heat sotto per tutta la partita e con uno svantaggio che ad un certo punto ha raggiunto anche le 16 lunghezze. Nell’ultimo periodo però la squadra di Spoelstra è riuscita a stringere le maglie in difesa e vinto una partita incredibile. Wade, appena 6 punti nei primi 3 quarti, ne ha messi 8 nell’ultima frazione, di cui ben 4 nell’ultimo minuto, consegnando ai suoi una fondamentale vittoria per 100-97. Non inganni però il risultato: la prestazione è stata pessima e l’unica indicazione positiva da trarre è stata la capacità della squadra di aggrapparsi alla partita nonostante dei pessimi Wade e Dragic. Bosh (22 punti con 7\10) e Deng (15 punti e 7 rimbalzi) sono stati invece sicuramente i migliori, sia per continuità che per consistenza.

L’ultima partita, in ordine di tempo, è stata giocata la scorsa notte ad Atlanta. Il match, che risultava sulla carta proibitivo, date le fatiche e il pessimo stato di forma degli Heat, è stato un capolavoro tattico di Spoelstra. Vincere 100-88 conducendo sempre la partita e non lasciando mai intravedere segni di cedimento (per giunta in trasferta) contro una squadra come gli Hawks, in back-to-back e persino con il proprio leader che tira appena 3\16, è la più grande dimostrazione di forza che si potesse dare. Super la prestazione di Bosh (24 punti e 10 rimbalzi con 4\6 da 3) e ottima anche quella di Dragic, che ha guidato l’attacco e gestito bene i momenti della partita. Eccellente anche Green (20 punti) e grandissimo Deng, con 18 punti, 9 rimbalzi e una prestazione difensiva che ha ricordato i bei tempi di Chicago.

Goran Dragic in azione difensiva nel match di Atlanta

ROTAZIONE

Con il rientro di Deng, sono stati apportati alcuni cambiamenti all’interno della rotazione. Green è tornato nella second unit dando ottimi risultati; mentre l’inglese, complice anche l’assenza di McRoberts, ha spesso giocato da numero 4 nei quintetti piccoli, sacrificandosi su avversari più grossi di lui come Randolph e Millsap.

Wade è stato preservato per quanto possibile con un il minutaggio, nonostante l’infortunio di Tyler Johnson. Al posto dell’ex Fresno è entrato nei 9 della rotazione l’altro sloveno, Beno Udrih, il quale ha dato minuti importati (9 punti contro gli Hawks). Le prestazioni non esaltati di Whiteside hanno invece costretto Spoelstra a scongelare Haslem; l’ex Kings deve però decidere cosa vuol fare da grande e cominciare a comportarsi da professionista e non da primadonna, soprattutto perché al momento non ha una copertura contrattuale che glielo permetta.

Prossimi impegni

Miami giocherà tre partite durante questa settimana: a Brooklyn contro i Nets e poi in casa contro Toronto e Portland. Tre vittorie sono possibili così come tre sconfitte, vista l’identità ancora misteriosa di questi Heat.

16 Dicembre 2015 0 commenti
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Miami HeatNBA, National Basketball Association

Heat, grande entusiasmo per Winslow e Richardson

di Mattia Picchi 15 Ottobre 2015
Scritto da Mattia Picchi

Sono arrivati entrambi nel draft ed entrambi stanno facendo molto bene in questa pre-season nei molti minuti avuti a disposizione. Justise Winslow, considerato da tutti il grande “Steal of the draft” (nelle previsioni iniziali era un top 5 ma è arrivato a South Beach come scelta numero 10), sta sorprendendo per la grande versatilità che possiede, per l’apporto che sta dando specialmente in fase difensiva. Dovrà sicuramente migliorare il suo gioco offensivo riuscendo a dare continuità e credibilità al suo tiro da fuori l’arco.

Sia Bosh che Wade hanno espresso parole di grande ammirazione per l’ex Duke: ottima la sua prova contro i Magic, dove ha siglato la prima doppia doppia fatta da 12 punti e 10 rimbalzi.

Winslow in maglia Heat

Justise Winslow in maglia Heat

Stesso dicasi per Josh Richardson che, arrivato con la pick numero 40 (anch’egli considerato un top 24), potrebbe nel tempo essere considerato come l’ennesima magia di Pat Riley: può giocare sia playmaker che guardia, dotato di una mano  molto educata e soprattutto non esime mai dal prendersi le responsabilità. Anch’egli è andato benissimo contro Orlando, dove ha segnato 18 punti in 35 minuti dimostrando ottimo carisma. Visti i continui rumors di mercato che coinvolgono gli Heat, attenzione alla posizione di Mario Chalmers in uscita, scoprire un giocatore con le sue qualità è sicuramente una piacevole sorpresa per tutto il coaching-staff.

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Josh Richardson in maglia Heat

Per quanto riguarda la questione infortuni, nelle ultime partite sono rimasti a riposo sia Stoudemire che McRoberts: entrambi soffrono di un fastidio al ginocchio che però non dovrebbe fargli saltare la opening night contro i Charlotte Hornets.

Per Nba Passion,

Mattia Picchi (Mattiapicchi on Twitter)

15 Ottobre 2015 0 commenti
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Free AgencyMiami HeatNBA TeamsNBA, National Basketball Association

Miami Heat, Beasley potrebbe prendere il posto di Bosh nel roster?

di Marco Tarantino 22 Febbraio 2015
Scritto da Marco Tarantino

L’ex ala dei Miami Heat, Micheal Beasley potrebbe essere l’opzione numero 1 per sostituire Chris Bosh nel roster della franchigia della Florida: a riportarlo è Ira Winderman del Sun Sentinel.

Con Bosh fuori tutta la stagione: Beasley potrebbe essere ri-firmato dalla franchigia di Miami, visto che ha finito la sua stagione in Cina per tornare a giocare all’AmericanAirlines Arena.

Una altra chance per riempire il buco lasciato da Bosh è quello di mettere sotto contratto invece il centro ex Nets Andray Blatche, con Miami che ha 2.65 milioni di dollari di disabled-player exception dall’infortunio al ginocchio che subì Josh McRoberts.

22 Febbraio 2015 0 commenti
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Mercato NBA, ultime notizie su scambi e trattativeMiami HeatNBA NewsNBA, National Basketball Association

Heat: I ragazzi di Spolestra lottano per mantenere una piazza valida per i playoff

di Gabriel Greotti 11 Febbraio 2015
Scritto da Gabriel Greotti

I Miami Heat, attualmente settimi nella Eastern Conference con un record di 22 vittorie e 29 sconfitte, stanno lottando per mantenere questa posizione nella graduatoria NBA al fine di coronare anche stavolta il sogno dei playoff, ma sono solamente ad una gara e mezza dal scivolare fuori dalle migliori 8 franchigie dell’ Est, che non consentirebbe alla franchigia di South Beach di partecipare alla fase finale della stagione NBA.

I problemi degli Heat sono scaturiti principalmente dai numerosi infortuni che hanno colpito il team durante la regular season, ma un ruolo fondamentale è giocato anche dalla mancanza di validi assets che non hanno permesso agli Heat di essere particolarmente attivi sul mercato della NBA, e anche dalla mancanza di una certa flessibilità salariale che, visto il contratto di 20 milioni di dollari a stagione firmato a Chris Bosh durante l’ultima offseason e il contratto ancora sostanzioso si Wade che ammonta a 15 milioni di dollari netti, è venuta a mancare durante questa stagione.

Secondo Barry Jackson del Miami Herald, il problema della mancanza di assets validi per eventuali scambi soffocherà il General Manager degli Heat Pat Riley ancora sino alla chiusura ufficiale del periodo valido per le trade. Jackson ha inoltre riportato di aver parlato con un GM di una franchigia rivale, il quale ha preso in esame la situazione degli Heat focalizzando particolarmente l’attenzione su Norris Cole, attuale point guard degli Heat. Il GM avrebbe detto che il ritorno che gli Heat potrebbero avere scambiando Cole sarebbe minimo, dato che è una point guard adatta a partire dalla panchina e nulla più. Lo stesso General Manager avrebbe speso anche parole riguardo a Josh McRoberts e Chris Andersen, dicendo che il primo sarebbe utile ad una franchigia di media-bassa classifica, comunque fuori dalla zona playoff, mentre il secondo sarebbe utile anche ad una contender, però è difficile che una franchigia che lotta per il titolo dia agli Heat un lungo di livello come contropartita tecnica per Birdman.

Gli Heat hanno enormi carenze nel ruolo di point guard, nel quale hanno ora a roster i soli Norris Cole e Mario Chalmers oltre al rookie Napier, il primo non sta certo impressionando ed il secondo sembra non rientrare nei piani futuri della dirigenza degli Heat. Come sottolinea Jackson, sarebbe opportuno per gli Heat cercare un’alternativa più affidabile per lo spot di point guard, ma gli Heat stavano seguendo Mo Williams il quale è recentemente finito agli Hornets. Sempre stando alle informazioni fornite da Jackson, i Detroit Pistons avrebbero offerto Jonas Jerebko in cambio di Norris Cole, ma gli Heat vorrebbero affibbiare ai Pistons anche Danny Granger, che però sembra lontano dal poter rientrare nel’affare.

Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)

11 Febbraio 2015 0 commenti
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