In quanti di noi avrebbero scommesso su Houston Rockets e Los Angeles Clippers come vincitori delle loro rispettive serie del 1 Turno dei PlayOffs NBA? Io sono sicuro che pochi, pochissimi, si aspettavano questa Semifinale di Conference che tuttavia da una ventata di novità e imprevedibilità ad una Western Conference nella quale ogni singola serie ha il sapore di Western Conference Final.
Partiamo dal presupposto che pronosticare la franchigia favorita in questa serie guardando i loro precedenti in regular season è quanto di più sbagliato si possa fare, siccome i quintetti erano spesso rimaneggiati e colpiti da infortuni vari. Per esempio Dwight Howard ha saltato tutti e 4 gli scontri in stagione regolare e, sponda Clippers, Blake Griffin ne ha saltati 2. E con Chris Paul che si avvicina zoppicante a Gara 1 i Clippers entreranno in questa serie sicuramente non al 100%. Ci sono due fattori fondamentali attorno ai quali potrebbe ruotare l’ago della bilancia di questa serie: il rendimento di Josh Smith per i Houston Rockets e lo stato di salute di Chris Paul per i Los Angeles Clippers.
Le prestazioni di Josh Smith al primo turno sono state un’assoluta rivelazione. Nel corso delle 5 partite contro i Dallas Mavericks l’ex giocatore dei Detroit Pistons si è classificato secondo tra i marcatori dei Rockets con 17.4 punti di media e secondo anche nella classifica assist con 3.8, invece solamente terzo nella percentuale dei tiri da tre realizzati con il 39.1%, Se riuscirà a replicare questo genere di prestazioni partendo dalla panchina anche nelle Semifinali, il favore del pronostico potrebbe girare dalla parte di Houston.
Le condizioni di Chris Paul invece preoccupano e non poco la tifoseria Clippers. A causa della prolungata serie con i San Antonio Spurs, ora il tempo per riposare in vista di Gara 1 contro i Rockets è veramente poco, e questo non giova allo stato di salute del playmaker. “E’ un ragazzo tosto, un combattente di strada. Lo stimerò fino alla morte per la sua forza di volontà.” Queste sono state le parole del suo allenatore: Doc Rivers. La buona notizia per i Clippers è che anche il playmaker dei Rockets Patrick Beverley è fuori gioco e la franchigia di Houston non ha una PG che possa replicare l’intensità difensiva di Beverley stesso.
Per quanto riguarda i Rockets, tralasciando le grandissime prestazioni di Harden e Howard, altri atleti come Smith, Brewer, Terry, Ariza, Jones e Prigioni si sono fatti valere aggiungendo punti, passaggi, rimbalzi e difesa sul perimetro. Questa forza del gruppo potrebbe essere la chiave di volta della serie visto che, sponda Clippers, la panchina è veramente corta. La rotazione generalmente è profonda solo 8 uomini, con Davis, Rivers e Crawford oltre il quintetto base. Queste scelte e questa poca profondità hanno portato ad una differenza abissale tra l’apporto della panchina e quello del quintetto titolare in termini di punteggio. 80.7 di media per i titolari contro 22.3 di media di coloro che escono dalla panchina. Con questa distribuzione totalmente discontinua, infortuni o problemi di falli per un membro qualsiasi dello startig-five dei Clippers potrebbero essere un gravissimo problema. Nonostante ciò Chris Paul e Blake Griffin sono in uno stato di forma assurdo, quasi di trance agonistica, e le motivazioni che li guidano potrebbero portarli ad imporsi anche su tutti i limiti che la franchigia di L.A. può avere.
Per NBA Passion,
Eugenio Calafato



























