I Celtics continuano la loro striscia positiva anche contro i Nuggets. 111 a 103, quarta vittoria consecutiva, settima nelle ultime nove, battuti solo da Mavericks e Raptors (ed in entrambe le sfide la squadra di Boston ha giocato ampiamente alla pari). L’eroe di giornata fondamentale per fermare la squadra di Danilo Gallinari (23 punti col 50%) e Will Barton (23 punti, 8 su 12, 3 su 4 da tre) è Avery Bradley: 27 punti (settimo game in casa in cui Avery ha chiuso con 27 punti), 3 rimbalzi, 1 stoppata e ben 4 steals. E’ proprio sulle steals che i Celtics stanno costruendo le proprie fortune: contro i Nuggets sono state 15 (oltre le 4 sopracitate anche 3 di Amir Johnson, 3 di Marcus Smart, 2 di Evan Turner, 2 di Jae Crowder e 1 di Jared Sullinger), e questo match è stato il quarto consecutivo con almeno 12 steal da parte della squadra di Boston. Questa è la striscia più lunga (con almeno una dozzina di steal) dei Celtics dalla stagione 2003-2004, anche il furono 4 le partite.
marcus smart
Secondo quanto riportato dal sito thescore.com, il playmaker dei Boston Celtics, Marcus Smart, sarà indisponibile per le partite in trasferta contro gli Atlanta Hawks ed i Brooklyn Nets.
Gli stessi Celtics hanno annunciato che il nativo di Dallas ha riportato un infortunio alla gamba sinistra durante la partita di ieri contro i Nets vinta per 120 a 95. Il suo posto in quintetto verrà presumibilmente preso da Avery Bradley, scalato nella rotazione a sesto uomo a causa dei suoi ultimi infortuni e dalle prestazioni sempre più convincenti di Isaiah Thomas.
Smart, in nove partite di regular season giocate, ha messo a referto una media di 9.8 punti, 3.2 assist, 3.8 rimbalzi e 1.8 palle rubate.
ApprofondimentiBoston CelticsEastern Conference TeamsNBA TeamsNBA, National Basketball AssociationOklahoma City ThunderWestern Conference Teams
Smart respinge l’assalto di Westbrook, altra sconfitta per i Thunder
Scritto da Matteo Meschi
Altra grande vittoria per i Boston Celtics che, dopo la vittoria contro gli Atlanta Hawks, compiono una nuova impresa battendo gli Oklahoma City Thunder, che incappano nella quarta sconfitta stagionale.
La squadra di Donovan, senza la propria stella Kevin Durant, non ha saputo trovare le soluzioni offensive ideali contro quella che ad oggi è la quinta difesa del campionato.
Per i Thunder quindi non basta la partenza a razzo di Russell Westbrook, autore di 12 punti nei primissimi minuti: i ragazzi di Brad Stevens sono bravi a non scomporsi e riescono a chiudere il quarto col punteggio di parità.
Nel secondo quarto qualcosa nell’attacco di Boston si inceppa e OKC riesce ad accumulare il proprio vantaggio di 10 lunghezze. Tuttavia i Celtics riescono a rientrare grazie ad uno Smart in formato super, ricucendo il margine di sole 2 lunghezze al termine del terzo quarto. Negli ultimi 12 minuti Boston riesce a completare la rimonta grazie ad un parziale incredibile di 17-2, con Thomas e Bradley protagonisti nella fase offensiva.
Westbrook prova a far rientrare la sua squadra nel punteggio, ma finisce con lo sparacchiare piuttosto malamente anche a causa di una difesa super di Smart che annulla il play di UCLA.
Il migliore in campo della partita alla fine sarà proprio il play dei Celtics, che chiude la sua prova con 26 punti, 8 rimbalzi e 3 assist. In grande evidenza per i biancoverdi anche Sullinger, autore di una prova maiuscola in difesa e autore di 15 punti e 4 palle rubate.
Per i Thunder non bastano i 27 punti di Westbrook, che a fine partita ha avuto parole al veleno sul suo marcatore “Fisicamente non è stata una sfida con Smart. Lui aveva un buon gioco, ma non regge 82 partite. Io lo faccio, lui no. Non fate confusione”
Smart tuttavia non sembra aver dato troppo peso alle parole del numero 0 dei Thunder “Russ è fatto così. Lui ama le sfide e fa del suo meglio ogni volta, esattamente come me. Oggi eravamo uno contro l’altro e, ovviamente, ci siamo scontrati”.
https://www.youtube.com/watch?v=rb-9XwxV1U0
Brad Stevens, allenatore dei Boston Celtics, ha rivelato che due dei suoi titolari, Smart e Crowder, saranno pronti al rientro in quintetto nella prossima partita contro i Milwaukee Bucks, dopo non aver partecipato all’allenamento di ieri.
Crowder aveva rimediato una contusione al ginocchio durante la vittoria contro i Washington Wizards, e dopo le prime cure di cui ha avuto bisogno nello spogliatoio, era chiaro che sarebbe rientrato presto. Mentre Smart si è slogato l’alluce del piede sinistro la scorsa settimana e ha saltato già due partite, nelle quali è stato sostituito, egregiamente, da Isaiah Thomas, che tornerà a giocare partendo dalla panchina.
La 34esima scelta al Draft 2012 ha rassicurato tutti riguardo la sua condizione tramite Espn :”Sono un po’ dolorante, il che è normale. Ho ricevuto due trattamenti e sto migliorando. E’ solo rigidità. C’era abbastanza rigidità e dolore, che ci aspettavamo, quindi basta continuare con i massaggi. Basta continuare a tenere il ghiaccio. Starò bene presto.” E riguardo alla possibilità di tornare Martedì: “Si sono sicuro di giocare, di sicuro.”
Sicuramente sono due giocatori fondamentali per i Celtics, grazie alla loro attitudine difensiva e alla loro energia in attacco. Boston, comunque, dovrà cambiare passo dopo la partenza non proprio perfetta, visto che l’ Eastern Conference ha ritrovato alcune squadre molto competitive come Pistons, Heat e Pacers e quest’anno sarà ancora più difficile riuscire a qualificarsi ai Playoffs dopo la sorprendente stagione dell’anno scorso, sperando che veterani come Lee e Johnson, insieme alla crescita di Bradley, Zeller e Smart, possano riportare in alto la franchigia più titolata nella storia della NBA.
Per NBA Passion, Giuliano Granata.
I Boston Celtics aprono la stagione in casa, in un TD Garden non proprio stracolmo. L’avversario si chiama Philadelphia 76ers, che presenta nello starting five una coppia di lunghi molto interessante, formata da Jahlil Okafor e Nerlens Noel, due top pick degli ultimi draft NBA. In cabina di regia, per gli avversari, c’è Isaiah Canaan, aiutato nel reparto esterni da Jakarr Sampson e Hollis Thompson. La gara, anche alla luce del foltissimo programma serale, sembra passare in secondo piano, ma riserva comunque spunti di riflessione molto interessanti.
Coach Brad Stevens, per i padroni di casa, manda in campo un quintetto rimaneggiato per i 2/5 rispetto allo scorso anno: fiducia a Crowder che sostituisce Evan Turner nello spot di SF in quintetto base, mentre l’ex Warriors David Lee rimpiazza un ritrovato Jared Sullinger. A completare il quintetto, nel back court Marcus Smart ed Avery Bradley, mentre nello spot di centro Stevens schiera il big man ex North Carolina, Tyler Zeller.
La gara parte in salita per i Boston Celtics, che non sembrano in grado di arginare i lunghi dei Sixers nel pitturato dove concedono agli avversari di segnare 17 punti nel pitturato su 26 totali nel primo quarto. Il duo Bradley-Lee, che ha dato tanti buoni frutti e speranze durante la preseason, stecca alla grandissima tutta la gara, totalizzando alla fine dell’incontro una prestazione combinata di 4-14 (28.6%) dal campo, 4 turnover e 3 stoppate subite. Zeller è inesistente in area, tanto da raccogliere un solo rimbalzo ed obbligare subito il coach a trovare nuove soluzioni. Stevens capisce che i due faticano ad entrare in gara, ecco allora i primi cambi: dentro Sullinger, Amir Johnson ed Isaiah Thomas per Lee, Zeller e Smart.
Il secondo quarto, che si apre sul 26-21 in favore degli ospiti, è quello della rimonta Celtics: Johnson veste i panni del rim protector mettendo subito a segno due stoppate fondamentali, Sullinger sembra ispirato e trascina i suoi in attacco insieme a Thomas. Gli avversari provano a restare a contatto con i biancoverdi sfruttando la classe cristallina di Okafor, ma il quintetto basso schierato in campo da Stevens da i suoi frutti in difesa e da uno strappo al punteggio: a metà gara il tabellone luminoso recita 51-40 per i padroni di casa. Le percentuali sono piuttosto basse da entrambe le parti, il primo tempo è dominato da molte stoppate e da qualche errore di troppo, condizioni che fanno sì che il punteggio non scollini i 50 punti se non nel finale per i padroni di casa.
Il terzo ed il quarto quarto sono dominati dal duello a distanza tra Thomas e Okafor: Sullinger parte in quintetto al posto di uno Zeller apparso in grandissimo affanno, ma a tenere banco è il duello a distanza tra il numero #4 dei Celtics e la seconda scelta assoluta al Draft 2015 dei Sixers, che si protrae sino al termine della gara, con il primo che mette a referto 27 punti e 7 assist con 10-19 dal campo ed il secondo che risponde con 26 punti e 7 rimbalzi con 10-16 dal campo spadroneggiando nel pitturato ma 8 turnover personali. Il terzo quarto è forse la frazione più brutta per i padroni di casa, apparsi sottotono, ma salvati ancora dalla second unit che riesce a resistere caparbiamente agli orgogliosi tentativi di Philadelphia di rifarsi sotto col punteggio. Da segnalare una tripla di Thomas allo scadere dei primi 12′ del secondo tempo.
Nell’ultima frazione, e maglie difensive non sono più così strette come nel primo tempo, il gioco si fa più rapido ed il punteggio aumenta vertiginosamente. I Sixers non riescono più a reggere le continue incursioni di Thomas, Johnson (molto bravo ad aprire il campo per IT4 che si trova così libero di giocare 1 vs 1), Crowder e Smart che nel secondo tempo, a turno, bucano la difesa avversaria dall’arco dei tre punti e non solo. Okafor dalla parte opposta sembra essere l’ultimo baluardo a non essersi ancora arreso, ma i suoi 26 punti non consentono agli ospiti di tenere il passo dei Celtics, che vincono la prima gara stagionale col punteggio di 112-95. Negli ultimi minuti di gioco spazio anche per Terry Rozier e Jordan Mickey, entrambi rookie rispettivamente da Louisville ed LSU.
Andiamo ora ad analizzare ora alcuni dei dati e dei temi tattici più importanti della gara: i Celtics non si smentiscono e continuano a soffrire (come durante la scorsa stagione) nel pitturato, concedendo agli avversari 47 rimbalzi di cui 15 offensivi, contro i propri 41 totali e 10 offensivi. Boston, d’altro canto, crea molto più gioco mettendo a referto tanti canestri assistiti (31 gli assist totali contro i 12 degli avversari), perde meno palloni (17 a 22 il computo finale dei turnover) e tira meglio (45% dal campo contro il 40% degli ospiti).
Il gioco di Brad Stevens sta prendendo sempre più forma: il giovane allenatore dei Celtics ama i quintetti piccoli e soluzioni come gli stretch-four per aprire il campo, soluzioni che possono portare grandi vantaggi in termini di punti in arrivo dai piccoli: Stevens fa aprire il campo a Johnson e Jerebko e ne vien fuori un Thomas da 27 punti finali. Il lavoro da fare, tuttavia, è ancora molto: vanno limitate ancora le palle perse e bisogna assolutamente porre un freno allo strapotere avversario nel pitturato, dove i bianco-verdi scarseggiano per centimetri e chili. Zeller, come ha dimostrato stanotte, ha grossissimi limiti difensivi e questo diventerà probabilmente il rompicapo di coach Stevens, che ha ottenuto ottimi risultati difensivi solo utilizzando Amir Johnson da 5, il quale però concede molti centimetri agli avversari in quel ruolo.
TABELLINO:
Per NbaPassion.com,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)
Boston CelticsEastern Conference TeamsEsclusiveNBA NewsNBA TeamsNBA, National Basketball Association
Celtics, 5on5: cinque domande a cinque specialisti americani
Scritto da Matteo Meschi
Si avvicina l’inizio di una nuova (si spera) entusiasmante stagione ed ecco che vi presentiamo in esclusiva per Celtic Nation Italia e NBAPassion.com questa intervista a 5 dei principali BeatWriters che orbitano nella galassia biancoverde dei Boston Celtics.
Hanno infatti acconsentito a rispondere,a 5 delle nostre domande,i ragazzi del nuovissimo “Raining J’s”, ovvero John Karalis e Jay King, l’incredibilmente talentoso giornalista del Boston Globe Adam Himmelsbach, il nostro amico Jared Weiss, conduttore del Garden Report dopo ogni partita casalinga in onda sul canale Youtube della CLNS ed infine Daniel Camacho, co-conduttore del programma CelticsTalkRadio.
1)Quante vittorie pensi otterranno i Celtics?Basteranno per qualificarsi per i playoff?
Adam Himmelsbach:“Penso che i Celtics vinceranno qualche partita in più rispetto allo scorso anno, quindi mi sento di pronosticare un record di 43 vinte e 39 perse. Nonostante ciò credo che potranno perdere una posizione nella classifica della Eastern Conference, dalla settima all’ottava, in virtù del sorpasso dei Miami Heat”.
Jay King:”Con Isaiah Thomas a roster fin dall’inizio della stagione e un paio di aggiunte di qualità nel reparto lunghi, penso che i Celtics chiuderanno con un record tra le 45 e le 50 vittorie. Se così fosse i biancoverdi si piazzerebbero tra il terzo e il quinto posto della Eastern Conference, potendo così lottare per conquistare il fattore campo nella prima serie dei playoff”.
John Karalis: “Ci sono stati così tanti pronostici pazzi sui Celtics in questo periodo,che sto facendo fatica a mantenermi calmo in previsione della stagione. Comunque in questo momento faccio fatica a vederli davanti a molte squadre ad est. Vado così per un 46 vittorie che dovrebbero valere la 5ª posizione ad est!.. Questo sarebbe comunque un bel miglioramento rispetto lo scorso anno senza farsi condizionare troppo dai pronostici esagerati di questo mese”.
Jared Weiss: “Con l’approssimarsi della preseason una previsione di 45 vittorie sembrava ottimistica, ma dopo aver visto l’efficenza dei nuovi arrivati all’interno del sistema di Stevens e la tanta versatilità in mano al coach, penso che ci sia possibilità per un assalto alle 50 vittorie. In ogni caso i Celtics dovrebbero assicurarsi una delle prime 8 posizioni, battagliando con Toronto, Indiana, Washington e Milwaukee per una posizione più alta. Quindi mi aspetto un 46-36 e preparare un assalto al secondo turno dei playoff”.
Daniel Camacho: “Io credo che i Celtics finiranno per ottenere circa 50 vittorie questa stagione. Penso che faranno i playoff e non sarei sorpreso di vederli addirittura lottare per il 4º posto ad est. Se si da un occhiata alla Eastern Conference a parte i Cavaliers e i Bulls che godono dei favori dei pronostici e difficile immaginare chi si installerà nelle posizioni a seguire. Io stesso penso che sarà #1 Cavs #2 Bulls, se Rose si manterrà integro, poi Pacers al #3 anche qui se ci sarà il pieno recupero di Paul George, dopodiché vedo Hawks, Heat, Celtics, Knicks e Raptors lottare per le altre posizioni che seguono. Nel malaugurato caso che una tra Cavaliers, Bulls o Pacers perdesse una delle loro stelle LeBron James, Paul George o Derrick Rose sarebbe inevitabilmente risucchiata nella mischia con le altre franchigie”.
2)Isaiah Thomas meriterebbe di partire in quintetto?Lo preferite vedere uscire dalla panchina oppure far parte dei cinque titolari?
Adam Himmelsbach:“Quasi sicuramente Isaiah inizierà la stagione partendo dalla panchina. Potrebbe avere una chance di essere promosso nel quintetto base solo in caso di infortuni, oppure se la squadra dovesse incappare in una lunga striscia di sconfitte. Sicuramente il ragazzo vorrebbe far parte dello starting five, ma credo che la sua energia in uscita dalla panchina sia molto importante, senza dimenticare il fatto che sarà comunque in campo nel finale della maggior parte delle gare, quando si decidono le sorti della partita”.
Jay King:“Thomas ha senz’altro tutte le qualità per far parte del quintetto base: è per distacco il miglior playmaker dei Celtics, e vestirà i panni del “closer” praticamente in ogni gara. Detto questo, i Celtics vorranno massimizzare i suoi minuti d’impiego, e ciò implica la necessità di farlo partire dalla panchina: così facendo Isaiah potrà demolire le second unit avversarie, circondato da compagni in grado di allargare il campo per esaltare le sue qualità”.
John Karalis: “Siamo tutti condizionati dall’idea di veder partire i migliori giocatori in quintetto, ma Isaiah Thomas funziona meglio in uscita dalla panchina anche perché così può accompagnarsi più a lungo con Amir Johnson con il quale ha già costruito in buon feeling. Penso che Thomas soffra molto fisicamente alcuni matchup soprattutto quando non ci sono i giocatori adatti ad aprirgli il campo,tutti problemi che si incontrano maggiormente contro i quintetti titolari avversari. E’ più facile per i Celtics far partire i tiratori dalla panchina così da aiutarlo nel suo compito. Oltretutto Thomas giocherà la maggior parte dei finali di partita e questo e’ molto più importante”.
Jared Weiss: “Isaiah Thomas non è titolare non perché non abbia le qualità per esserlo. E’ una delle guardie con più capacità offensive della lega. Una caratteristica che però abbonda ora come non mai in questa lega. Thomas gioca come sostituto di Smart per due motivi: la scarsa attitudine difensiva e la capacità di regalare punti alle seconde linee dando a questi la possibilità di stare in partita sia nel secondo che nel terzo quarto. Nei primi Celtics guidati da Stevens c’era una incapacità a mantenere i vantaggi acquisiti, con Thomas alla guida delle riserve i Celtics hanno mantenuto meglio i vantaggi portando a casa più successi. Dopo che Smart ha mostrato parecchi progressi in regia la posizione di Isaiah non cambierà almeno a breve termine”
Daniel Camacho: “Credo dipenda tutto da chi saranno gli altri giocatori del quintetto iniziale, per esempio se Stevens decidesse di partire con David Lee e Tyler Zeller nel reparto lunghi penso che sarebbe meglio se Isaiah Thomas partisse dalla panchina. David Lee infatti è un miglior passatore rispetto ad Amir Johnson ed essere quindi utilizzato come distributore di gioco. Inoltre sia Zeller che Lee utilizzano di più il tiro dal pitturato e possono sopravvivere meglio con la presenza di Smart. Però se in campo hai Johnson o Olynyk insieme c’è bisogno di una PG che attacchi il ferro e crei spazio così che i due lunghi possano sfruttare il loro tiro dalla lunga distanza“.
3)Chi sarà il giocatore chiave della stagione?
Adam Himmelsbach: “Penso che Amir Johnson ricoprirà un ruolo molto importante per questo gruppo. Sa fare tante cose differenti e non ha bisogno di prendere un gran numero di tiri per avere un buon impatto. Inoltre la sua versatilità gli permette di adattarsi per giocare in tanti modi diversi e al fianco di compagni con le caratteristiche più varie”.
Jay King:“E’ difficile puntare su un unico nome, perché i Celtics hanno a disposizione una rotazione di almeno 11/12 giocatori. Thomas sarà il giocatore chiave inteso come il migliore in assoluto, viste le sue abilità da realizzatore che sono più uniche che rare nel roster biancoverde. Ma la crescita di Marcus Smart sarà la principale storia parallela della stagione: se dovesse riuscire a emergere come una stella, potrebbe riuscire a illuminare il futuro della franchigia come nessuno degli altri giocatori a disposizione”.
John Karalis: “Qui ci sono molte opzioni ma vado con Marcus Smart. I Celtics non hanno molte alternative in sua assenza. Ripetendomi mi piace Thomas dalla panchina e quindi non mi piacerebbe usarlo in quella casistica, così come penso che Avery Bradley non sia adatto a guidare la squadra e quindi saremmo costretti a tornare da Evan Turner oppure addirittura a Terry Rozier. Quindi mi piacerebbe vedere uno Smart con un gioco alla Isaiah ovvero attaccando più il canestro per guadagnare falli e tiri liberi, migliorando ulteriormente la percentuale da 3 punti potrebbe diventare un arma importante per i Celtics. Non gli chiedo di essere la copia offensiva di Thomas, non potrebbe esserlo però lo voglio più aggressivo e sicuro di se. Se ci riuscirà potrei essermi sbagliato nelle mie previsioni di prima”.
Jared Weiss: “Amir Johnson si e’ guadagnato un bel contratto da 12 milioni, la scorsa estate, per risolvere uno dei grandi problemi dei Celtics: la difesa del pitturato. Amir Johnson e’ il veterano giusto, con la sua forza ed esperienza,migliorerà una difesa che lo scorso anno non riusciva a fermare un ragazzino di 10 anni lanciato al ferro. Johnson partirà dalla panchina,ma proverà di essere così utile ed efficace che finirà per giocare più minuti di qualsiasi altro lungo del Roster”.
Daniel Camacho: “Penso che sarà Kelly Olynyk,soprattutto se Kelly riuscirà a mettere con costanza il suo tiro da tre punti,sarà il giocatore con il più grosso impatto sulle partite. Kelly dovrebbe partire dalla panchina in una second unit composta da Isaiah Thomas e Evan Turner come guardie Jonas Jerebko e Amir Johnson come ali e appunto Kelly Olynyk come centro, Tutti questi giocatori hanno la capacità di tirare da oltre l’arco e ben 3 di loro anche quella di arrivare al ferro con costanza. Se Olynyk riuscirà ha essere pericoloso da 3 con costanza forzerà le difese avversarie ad aprirsi per marcare il lungo canadese aprendo così gli spazi per le penetrazioni di Turner e Thomas e a dare più spazio ad Amir Johnson in Low Post”.
4)Chi sarà eletto capitano?
Adam Himmelsbach: “Bella domanda, credo che le risposte potrebbero essere molteplici. Se togliamo dall’equazione la sua giovane età e la sua inesperienza, punterei su Marcus Smart: credo che la sua competitività, la sua cattiveria agonistica e il suo talento, uniti al fatto che il ragazzo è un Celtic nato, lo renderebbero un profilo ideale. Detto questo non si può trascurare Avery Bradley, anche se ha espresso la sua preferenza ad agire da esempio, piuttosto che avere un riconoscimento ufficiale”.
Jay King:“Smart? Crowder? Bradley? Chissà, questo gruppo ha leader ovunque e non penso che coach Stevens abbia fretta di decidere chi sarà il prossimo capitano, considerando che ha dimostrato di preferire una cultura nella quale tutti danno il proprio contributo per la crescita della squadra”.
John Karalis: “Ora come ora nessuno,i Celtics non eleggeranno capitano qualcuno che presto potrebbe non essere più qui.Smart sembra il nome più indicato per il futuro, però non mi aspetto però nessuna nomina senza che ci sia la certezza che questo giocatore resterebbe poi a lungo termine”.
Jared Weiss: “Marcus Smart e’quello che ha tutti i requisiti per ricoprire il ruolo di capitano, quando i Celtics vorranno rieleggerne uno. L’esperimento di dare i gradi di capitano a Rondo e’ fallito miseramente e Brad Stevens non sembra voglioso di riprovarci,almeno sino quando qualcuno proverà di meritare di essere un “C” sul campo. Marcus Smart ha dimostrato di essere un lavoratore indomito che adora avere un ruolo di leader. Insomma una a cui piace essere di un esempio per gli altri, cosa che Rondo non ha mai fatto. Smart preferisce il gioco di squadra e non cerca mai la giocata personale. L’unica domanda e’ quanta attitudine avrà al ruolo. Al momento sembra averne tanta”.
Daniel Camacho: “Penso che sarà eletto Avery Bradley, nonostante i più esperti siano David Lee e Amir Johnson. Avery Bradley e’ il Celtic che gioca in questa franchigia da più tempo ed ha mostrato già negli anni di avere le capacità vincenti genetiche,appartenute a Pierce ed altri grandi Celtic del passato, oltretutto dimostrando più volte di saper essere decisivo nei momenti cruciali in entrambi i lati del campo.
5)Pensi che Sullinger sia una scommessa persa?
Adam Himmelsbach: “Non direi che Sullinger sia una causa persa, anche se è chiaro che la preseason non sia andata esattamente nel modo sperato. Dopo aver dato molto risalto al lavoro fisico fatto nel corso dell’estate, Sully sembra aggirarsi più o meno sullo stesso peso della scorsa stagione. Nelle gare di preseason pare aver perso posizioni nelle gerarchie del reparto lunghi, ma ha ancora tanto tempo a disposizione per mettere insieme una buona annata.”
Jay King: “No, anche se in questa stagione non riuscirà a elevare la sua dimensione a quella di un ruolo di maggiore importanza all’interno della squadra Sullinger rimane pur sempre una ventunesima scelta che ha chiuso le ultime due stagioni intorno alla doppia doppia di media. Numeri molto solidi per un giocatore ancora nel rookie contract, che rendono i Celtics già vincitori della scommessa fatta nel giorno del Draft 2012. Certo, tutti avrebbero preferito vederlo presentarsi al training camp in un migliore stato di forma, ma il ragazzo rimane comunque un ottimo realizzatore d’area e un buon rimbalzista, e nel corso della stagione avrà sicuramente a disposizione le proprie opportunità. Se davvero risulterà essere il quinto lungo della rotazione, questo sarà il segnale di una profondità che poche squadre possono vantare. Resta il fatto che Sullinger non sta certo facendo un favore a se stesso, non presentandosi nelle condizioni ottimali all’avvio dell’ultimo anno di contratto. Penso che il suo futuro a lungo termine a Boston sia un grande interrogativo, e forse tutto ciò lo porterà a non realizzare mai il grande potenziale a sua disposizione.”
John Karalis: “No non chiamerò fuori un ragazzo di 23 anni che nelle due ultime stagioni ha viaggiato a 13 punti e 8 rimbalzi a partita. Penso veramente che le persone si siano focalizzate tanto sul suo peso che per questo sia scivolato indietro nelle rotazioni, dimenticando tutti quello di buono che questo ragazzo ha fatto negli ultimi 3 anni.Questo non vuol dire che deve migliorare o che deve essere tenuto a tutti i costi, però c’è ancora troppo da giocare per determinare già conclusa la sua avventura a Boston. Ancora ha 23 anni e viaggia a quasi una doppia doppia di media a partita ed e’un buon giocatore!”
Jared Weiss:“Il suo rientro nella preseason e’ stato molto deludente. Con il proseguo della preparazione ha mostrato dei miglioramenti nei movimenti in attacco,togliendosi un po’di ruggine di dosso, forse dovuta all’infortunio che aveva in pratica segnato il finale di stagione passata. La sua però è una corsa contro il tempo, per dimostrare di poter aver spazio in una rosa affollata,contro giocatori più continui e che allargano meglio il campo tipo Kelly Olynyk. Non credo sia una scommessa persa ma non sta capendo come ridare slancio alla sua carriera. Sarà interessante vedere quanti minuti otterrà dal coach nella notte d’apertura. David Lee sta facendo un buon lavoro mentre Zeller e Johnson si sono assicurato il ruolo di centro, quindi la battaglia sarà tra lui e Kelly Olynyk. Il ‘cappellone’ canadese per ora sembra in vantaggio”.
Daniel Camacho: “Io credo sia una scommessa persa e credo inoltre che Danny Ainge lo scambierà prima della Trade Deadline di Febbraio. Amir Johnson e David Lee gli sono automaticamente passati davanti nelle rotazioni.Entrambi questi giocatori hanno più esperienza per aver giocato molte partite decisive nei playoff. L’unica esperienza analoga Sullinger l’ha vissuta l’anno passato nella serie senza storia contro i Cavaliers, prima di quella esperienza non aveva giocato neanche un minuto in una partita che contava davvero. Inoltre anche Zeller e Olynyk danno alla squadra un apporto maggiore che Sullinger non sarà mai in grado di dare”.
CREDITS TO NICOLA BOGANI E FILIPPO FERRAIOLI DI CELTIC NATION ITALIA, CHE RINGRAZIAMO PER LA GENTILE CONCESSIONE
Boston CelticsDraft 2015Free AgencyMercato NBA, ultime notizie su scambi e trattativeNBA DraftNBA Summer LeagueNBA, National Basketball AssociationTrade-deadline
NBA Prediction 2015-2016: Boston Celtics
Scritto da Gabriel Greotti
Record: 44 – 38
Ci apprestiamo a vivere il terzo anno dell’era Brad Stevens a Boston, head-coach che ha sostituito Doc Rivers, colui che è stato artefice della cavalcata al banner #17 del 2008. Durante le prime due stagioni, coach Stevens si è trovato dapprima a gestire un roster privo di sogni, motivazioni e possibilità.
La prima stagione del giovane capo-allenatore infatti si conclude con il fallimento dell’obbiettivo playoff, ma con una scelta alta al Draft 2014 da sfruttare. Ecco allora che, nell’estate 2014, Danny Ainge ha fatto di necessità virtù e si è accaparrato Marcus Smart e James Young al Draft NBA.
Oltre a questi due innesti, la passata stagione è stata caratterizzata da alcune illustri cessioni, come quelle di Rajon Rondo e Jeff Green, che però hanno permesso al General Manager dei C’s di avviare un progetto di ricostruzione senza vincoli di contratti troppo lunghi od onerosi a roster. La stagione 2014-15, grazie anche ad alcuni innesti arrivati dai numerosi scambi effettuati prima delle deadline (su tutti Isaiah Thomas, sesto uomo di lusso e Jae Crowder, diventato ormai il re della second unit targata Brad Stevens), ha riportato la post season nella Beantown. Il giovane roster bianco-verde però non ha saputo reggere il confronto con i Cavaliers di LeBron, che hanno spazzato via l’inesperta compagine di Stevens per 4-0 al primo turno.
Si riparte da qui: il 4-0 contro Cleveland subito lo scorso anno dev’essere il trampolino di lancio per la stagione 2015-16, che vede un roster decisamente migliorato in alcuni aspetti e tra i più profondi della NBA.
MOVIMENTI DI MERCATO:
L’annata che ha visto più movimenti di mercato è stata certamente la scorsa, quando a Boston si è deciso di cedere due “pezzi da 90” come Rajon Rondo e Jeff Green, il primo a Dallas per Nelson, Wright, Crowder e scelte, il secondo a Memphis per una scelta. Durante il giorno della deadline di Febbraio, poi, Ainge ha aggiunto due tasselli fondamentali al roster dei C’s: Isaiah Thomas, arrivato dai Phoenix Suns per Marcus Thornton ed una second round pick, e Jae Crowder, arrivato ancora in inverno da Dallas che lo ha inserito nell’affare Rondo. Sempre nella giornata della deadline, poi, sono arrivati a Boston Jonas Jerebko e Gigi Datome in cambio di Tayshaun Prince.
Veniamo ora agli scambi più recenti: in estate si è assistito all’addio di Gigi Datome e Brandon Bass, entrambi molto rimpianti dal pubblico di Boston, che si erano già affezionati al primo nonostante il suo breve soggiorno a Boston e ancora adesso ringraziano il secondo per la professionalità offerta in una piazza così importante. Com’è normale, un’estate è fatta di addii, ma non solo: Danny Ainge si libera del contratto pesantissimo di Gerald Wallace inserendolo nella trade che ha portato David Lee a vestire i colori della franchigia del Trifoglio. Wallace infatti è stato girato ai Warriors insieme a Chris Babb, ed in cambio è arrivato il veterano ala forte David Lee, fresco di titolo NBA ad Oakland.
Dalla Free Agency, poi, Danny Ainge ha subito puntato forte sull’altro lungo Amir Johnson, ex Pistons e Raptors, che ha fatto vedere tante buone cose in difesa durante la sua carriera, durata sin qui ben 11 stagioni (a soli 28 anni). La società ed il ragazzo si sono così accordati in estate su un biennale parzialmente garantito per un totale di 24 milioni di dollari.
Capitolo Draft: in virtù dei numerosi scambi avviati dal 2012 in poi, durante il Draft 2015 i Celtics disponevano di 4 chiamate. Danny Ainge decide di scegliere 3 guardie ed un lungo, con lo stupore di molti. Il primo ad essere chiamato dai Celtics è Terry Rozier, PG ex Louisville dotato di una grande esplosività e facilità di attaccare il canestro. Alla chiamata numero 28 è la volta di Ronald Jordan Hunter, prodotto di Georgia State, tiratore mortifero e ottimo clutch shooter considerata la giovane età. La scelta di due guardie consecutive già faceva storcere il naso a molti tifosi. Alla chiamata numero 33, però, ecco Jordan Mickey, PF ex LSU con grandi doti di shot blocker.
QUINTETTO BASE:
Con un roster tanto profondo è quasi impossibile prevedere un quintetto base, anche se è possibile fare alcune considerazioni:
– Nello spot di PG il più indicato ad essere inserito nella starting lineup è Marcus Smart, al suo secondo anno nella lega, specialmente considerando che Isaiah Thomas rende di più da sesto uomo anche per questioni di taglia, e il rookie Rozier nonostante le buone uscite sinora dimostra di non essere da quintetto base.
– Nello spot di SG Avery Bradley si candida ad essere la sorpresa stagionale: nelle uscite viste sinora in preseason il numero zero ha limato molti aspetti del suo gioco. E’ l’anno della consacrazione tra i grandi? Presto lo scopriremo, intanto R.J. Hunter scalpita per aver minuti in uscita dalla panchina, e James Young retrocede senza sosta nelle rotazioni di coach Stevens.
– Lo spot di SF è forse il più incerto: il più indicato a partire in quintetto è sicuramente la “point forward” Evan Turner, ex Ohio State ed Indiana Pacers, probabilmente l’ala piccola più completa nel roster di Stevens. Dalla panchina saranno pronti a spartirsi i minuti che restano Jae Crowder e Jonas Jerebko, con il primo avvantaggiato sul secondo per cattiveria agonistica, carisma e indole difensiva.
– Nello spot di PF i due a giocarsi il posto da titolare saranno con ogni probabilità David Lee e Amir Johnson, che stanno già ben figurando in preseason e daranno da pensare a coach Stevens. Lee è un ottimo rimbalzista, gioca d’esperienza ma è forse il meno funzionale al gioco di Brad Stevens, che sta cercando a tutti i costi di “allargare il campo”. In questo senso potrebbe essere favorito Amir Johnson. Non è da escludere, tuttavia, una frontline piuttosto “bassa”, con David da 4 ed Amir a ricoprire lo spot di 5. Sullinger, complice anche la forma fisica non perfetta e l’atteggiamento non professionale, sta retrocedendo sempre di più nelle preferenze dell’head-coach.
– Nello spot di centro, invece, a meno di adattamenti a quintetti da small-ball, vedremo con ogni probabilità l’ex Cavs e UNC Tyler Zeller, unico vero 5 di ruolo nel roster di Brad Stevens. Nelle rotazioni dello spot di 5 entreranno sicuramente, come già detto, Amir Johnson e David Lee, con l’aggiunta del canadese Kelly Olynyk che può ricoprire entrambi i ruoli da lungo.
ASPETTATIVE STAGIONALI:
L’obbiettivo è quello di crescere ancora, sotto la guida di un head-coach che sin qui ha saputo far tesoro di ciò che questa lega gli ha insegnato e ha saputo motivare a dovere ogni singolo elemento del roster, adattando ognuno a compiti diversi in base alle necessità. Con una Eastern Conference visibilmente rinforzata, sarà difficile riconfermare quanto di buono si è visto durante la scorsa stagione, ma l’aspettativa è quella di riconfermare quantomeno la presenza nel tabellone dei Playoff, magari con la speranza di superare il primo turno.
Durante la scorsa stagione i C’s hanno concluso la stagione con un record di 40-42. Considerando i grossi problemi a gestire i finali di partita nei primi mesi della regular season 2014-15, e considerando i rinforzi arrivati durante l’estate, è lecito aspettarsi qualche vittoria in più e un record positivo, così da riacquistare un po’ di appeal anche verso i grandi giocatori di altre franchigie.
Nella peggiore delle ipotesi, con una Eastern Conference così rinforzata, se non si lotta in ogni singolo minuto di ogni singola partita e su ogni singolo pallone si rischia di rimanere fuori dalla lotta playoff, che in questa stagione sarà dura più che mai. Nell’ipotesi migliore, il roster profondo dei Celtics permette numerose soluzioni tali da portare la franchigia in post-season, e se si passasse il primo turno a quel punto il sogno delle Conference Finals (per le stagioni successive) comincerebbe a prender forma.
L’UOMO CHIAVE:
Sarò ripetitivo, ma l’uomo chiave di questi Boston Celtics targati Brad Stevens è Avery Bradley. La guardia ex Ohio State, nel corso della sua permanenza tra i professionisti sino a questo momento, ha evoluto il suo gioco partendo dall’essere un difensore terrificante a diventare un giocatore completo sotto ogni aspetto del gioco.
Il tiro da 3, il tiro dal mid-range e il taglio backdoor sono diventati ormai pane quotidiano per Avery, che in difesa continua a seminare il panico tra gli avversari. Il ragazzo è migliorato molto anche a rimbalzo, ha aumentato la sua media-assist ed ha più volte dimostrato di essere il primo a caricarsi la squadra sulle spalle quando qualcosa non va. Mancherebbe qualche viaggio in lunetta in più, ma a 25 anni, per Avery, questa potrebbe essere la stagione della consacrazione tra i grandi nel suo ruolo. Del resto se si sono raggiunti i playoff durante la scorsa stagione, per la gran parte è merito delle sue giocate su entrambi i lati del campo.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)
Boston CelticsEastern Conference TeamsItalbasketLega Basket ANBA NewsNBA TeamsNBA, National Basketball AssociationOlimpia Milano
Per i Celtics a Milano NBAPASSION diventa social…e
Scritto da Matteo Meschi
In occasione dell’NBA Global Game di Martedì 6 Ottobre tra Olimpia Milano e Boston Celtics NBAPassion.com ha deciso di partecipare ad un’iniziativa di beneficenza con un semplice gesto che coinvolge tutti noi appassionati di basket.
La partita infatti sarà una bellissima occasione sia per festeggiare l’arrivo in Italia dei Boston Celtics, sia per ricordare la storia del piccolo leone Manuel, che potete leggere qui.
Cosa dovete fare? Solo una foto! Infatti basterà un vostro scatto con qualsiasi cosa che avete di Celtics (magliette, poster o gadget di ogni tipo) e pubblicarlo attraverso gli hashtag #celticspassion #unafotopermanuel: noi della redazione raccoglieremo tutto in un unico grande album biancoverde.
Insieme a questo semplice gesto potrete anche ordinare QUI la vostra maglietta Celtics Nation Italia, il cui ricavato verrà devoluto all’ospedale Mayer di Firenze in ricordo di Manuel: potrete ritirarla o a Milano il giorno della partita o (se preferite) facendovela spedire comodamente a casa.

La maglietta Celtics Italia, il cui ricavato andrà in beneficenza
Inoltre le novità non finiscono qui: infatti, in occasione del giorno della partita, a partire dalle ore 14.00 potrete vivere una giornata all’insegna dell’amicizia e del basket, con tornei (in palio un pallone autografato) e merenda in avvicinamento alla partita.
Per partecipare, basta confermare la propria presenza sulla pagina dell’evento. Qui sotto potete leggere il programma completo della giornata di Martedì.
- Ore 14.00: inizio incontro presso il Playground di Piazza Farina (Metro 5 Lilla fermata Istria)
- Ore 14.30: distribuzione T-Shirt (incasso da devolvere in beneficenza all’ospedale Mayer di Firenze)
- Ore 15.00: partitella di Basket 5vs5 o 3vs3 a seconda del numero di partecipanti e contest di tiro (con in palio un pallone autografato)
- Ore 16.00: merenda pre-gara
- Ore 17.30: trasferimento ad Assago (30-40 minuti)
- Ore 18.30: Aperitivo pre-partita al Forum di Assago
Cosa aspettate? Mandateci le vostre foto e partecipate numerosi!
VEDI QUI l’album completo con tutte le vostre foto aggiornate in tempo reale.
Boston CelticsDraft 2015Free AgencyMercato NBA, ultime notizie su scambi e trattativeNBA DraftNBA NewsNBA, National Basketball Association
Celtics più esperti con Lee e Johnson
Scritto da Gabriel Greotti
I Boston Celtics si accingono ad affrontare la stagione 2015-16 sull’onda dell’entusiasmo che ha visto un roster piuttosto modesto guidato dal genio di Brad Stevens in panchina centrare l’obbiettivo playoff durante la passata stagione.
Durante l’offseason, i movimenti nella beantown sono stati pochi ma non del tutto scontati: il Draft ha portato ulteriore profondità nel reparto guardie, con l’aggiunta di Terry Rozier (PG in uscita da Louisville) e R.J. Hunter (guardia ex Georgia State), oltre ad aver regalato a Danny Ainge un ottimo innesto difensivo nel reparto lunghi, Jordan Mickey.
I movimenti riguardanti la Free Agency e gli scambi, dunque, alla luce della profondità portata dal Draft 2015 nel reparto guardie, si sono concentrati unicamente nel reparto lunghi: Ainge ha fatto tutto ciò che era in suo potere, scaricando il contratto pesante di Gerald Wallace, recentemente tagliato dai Philadelphia 76ers, e firmando Amir Johnson a 24 milioni spalmati su due anni di contratto al termine dei quali il giocatore sarà unrestricted free agent. L’altro tassello aggiunto al roster dei biancoverdi da Ainge risponde al nome di David Lee, PF ex Warriors che ha un estremo bisogno di ritrovare fiducia e minuti per tornare sui livelli da All-Star ai quali eravamo abituati. L’ultima mossa degna di nota del GM dei Boston Celtics è la scommessa a basso costo chiamata Perry Jones III, giovane ala ex Thunder dalle grandi potenzialità ancora però inespresse sul campo.

Amir Johnson, neo acquisto dei Boston Celtics tramite Free Agency, ritratto con la casacca dei Toronto Raptors
Considerando ora il roster dei Boston Celtics, è lecito porre l’attenzione su alcune considerazioni fondamentali:
1. La profondità del reparto guardie (attualmente a roster Rozier, Smart, Thomas, Bradley, Hunter e Young) è tale da stimolare tutti i giocatori a guadagnarsi minuti sul parquet dando il meglio di se;
2. L’aggiunta di Amir Johnson, David Lee e Perry Jones III nello spot di PF aprono nuovi scenari, rimescolando le carte e mettendo in discussione la partenza in quintetto sia di Sullinger (non nuovo ad essere soggetto a problemi di peso) sia del canadese Kelly Olynyk;
3. La sovrabbondanza di giocatori in quasi tutti i ruoli dovrebbe motivare al massimo ogni singolo elemento del roster biancoverde, infatti ogni giocatore sarà costretto a dimostrare il meglio di se sul campo per guadagnarsi quanti più minuti possibili sul parquet.
In particolare, come riporta anche Ian Thomsen di NBA.com, a Boston tutti si aspettano un grande apporto in termini di leadership da parte di David Lee e Amir Johnson, che si sono detti entrambi soddisfatti del loro approdo alla corte di Brad Stevens. David Lee, veterano trentaduenne che ha un solo anno di contratto al termine del quale sarà Free Agent, è un ottimo rimbalzista ed un passatore più che buono e dovrà dimostrare di essere ancora sui livelli di qualche stagione addietro qualora volesse strappare un altro contratto oneroso, mentre Amir Johnson potrà tornare ancora più utile all’head-coach dei C’s alla luce della sua versatilità, soprattutto in fase difensiva. Entrambi i giocatori hanno dato tanto in contesti da playoff, hanno dimostrato in passato di avere un’etica del lavoro ineccepibile.
Leadership e esperienza dunque, ma non solo: l’obbiettivo dei Boston Celtics è duplice, in primis vi è la necessità di far crescere i propri giovani rendendoli appetibili anche sul mercato, in secondo luogo vi è la volontà di migliorare quanto fatto durante la scorsa stagione, culminata con l’eliminazione al primo turno dei playoff ad opera dei Cleveland Cavaliers di LeBron James (serie chiusa 4-0 in favore di LeBron e compagni). La speranza è quella che lavorando sodo e costruendo un contesto ed un progetto solidi e sviluppando le capacità dei propri assets si arrivi a poter imbastire un trade che porti un nome di lusso a Boston, così da riportare la franchigia più titolata della lega nelle posizioni che gli competono, soprattutto in una Eastern Conference nella quale si centra la post season con un record negativo.
Per NbaPassion.com,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)
Boston CelticsFree AgencyMercato NBA, ultime notizie su scambi e trattativeNBA DraftNBA NewsNBA, National Basketball Association
Celtics: si preparano i fuochi d’artificio?
Scritto da Gabriel Greotti
I Boston Celtics hanno concluso la stagione 2014-15 con un record complessivo di 40 vittorie e 42 sconfitte ed un parziale di 20 vittorie e 10 sconfitte nelle ultime 30 gare giocate. La conquista della settima piazza della Eastern Conference e la conseguente partecipazione al primo turno della post-season che ha visto i bianco-verdi eliminati dai Cleveland Cavaliers di LeBron James in 4 gare sono sicuramente merito (in gran parte) dell’operato del genio di Brad Stevens, head-coach dei Boston Celtics che ha preso il posto di Doc Rivers sulla panchina della franchigia più titolata della NBA e, nonostante un roster in continuo mutamento, ha saputo tratte il meglio dai propri uomini motivandoli a dovere in ogni partita e spingendo tutti a dare il 110% in campo.
Riuscirà il General Manager e President of Basketball Operations dei Boston Celtics Danny Ainge ad aggiungere a questo roster una superstar che faccia tornare ai vertici della NBA la franchigia del trifoglio oppure il processo di ricostruzione dovrà attraversare vari Draft NBA prima di trovare il franchise player adatto a riportare l’anello nella Beantown?
Analizziamo ora più nel dettaglio come è trascorsa finora l’offseason dei Celtics:
Giocatori in entrata dal Draft:
Terry Rozier (PG, 6’2″, from Louisville)
R.J. Hunter (SG, 6’6″, from Georgia State)
Jordan Mickey (PF, 6’8″, from University of Louisiana)
Giocatori in entrata dalla Free Agency:
Amir Johnson (PF, 6’9″, from the Toronto Raptors)
Giocatori in entrata tramite trade:
Perry Jones III (SF/PF, 6’11”, from the Oklahoma City Thunder)
David Lee (PF, 6’9″, from the Golden State Warriors)
Giocatori in uscita:
Brandon Bass (ai Los Angeles Lakers tramite Free Agency)
Gerald Wallace (scambiato ai Golden State Warriors, girato ai Philadelphia 76ers)
Luigi Datome (al Fenerbahçe tramite Free Angency)
Le mosse sin qui compiute dalla dirigenza, nella persona di Danny Ainge, si sono rivelate si opportune (il General Manager biancoverde ha scaricato il contratto oneroso di Wallace) ma non del tutto all’altezza di ciò che avrebbe voluto la società: mesi addietro, in un’intervista rilasciata ad Adam Himmelsbach del Boston Globe, Ainge dichiarò di volere fortemente un giocatore in grado di dare l’upgrade necessario a questo roster, già pieno di buonissimi giocatori secondo il GM bianco-verde, per fare il definitivo salto di qualità. Così però non è stato, si è andati alla ricerca del potenziale franchise player sin dalla notte del Draft, quando Ainge fece di tutto (rendendosi disposto a sacrificare anche un elemento fondamentale per la difesa dei verdi, come Marcus Smart) per accaparrarsi una scelta più alta e mettere nel mirino Justise Winslow, esterno poi finito in casacca Heat. L’acquisto che sinora potrebbe rivelarsi più utile è Amir Johnson, che dovrebbe contribuire a migliorare la difesa del pitturato in casa Celtics, aspetto del gioco che sinora si è rivelato deleterio per la banda di Brad Stevens. L’ala ex Raptors può dare anche dei minuti di sostanza occupando la posizione di centro, ed in questo senso potrà essere molto utile all’head-coach dei C’s. David Lee invece potrà dare molta esperienza, magari in uscita dalla panchina, in attesa che ritorni ai livelli da All-Star ai quali eravamo tanto abituati.

Amir Johnson, neo acquisto dei Boston Celtics tramite Free Agency, ritratto con la casacca dei Toronto Raptors
Un altro punto sul quale bisogna focalizzare l’attenzione è il reparto guardie, più che mai folto. L’aggiunta di Terry Rozier e R.J. Hunter fanno sì che il reparto guardie è ora così composto:
PG: Terry Rozier, Marcus Smart, Isaiah Thomas
SG: Avery Bradley, R.J. Hunter, James Young
Con tre point guard e tre shooting guard il reparto guardie si trova inevitabilmente sovraffollato, ed è così che bisogna porsi due interrogativi:
Possono coesistere due personalità forti come Marcus Smart ed Isaiah Thomas?
Due giocatori molto diversi, il primo si è trovato a dover partire in quintetto titolare dopo soli due mesi dal suo debutto tra i professionisti, a causa della cessione dell’ex PG titolare Rajon Rondo. Dotato di ottime doti difensive e di un discreto tiro dall’arco dei tre punti, Smart si è ben comportato nella sua stagione da rookie, pur mostrando (com’è normale) qualche limite di troppo in alcune scelte di tiro troppo azzardate. Il secondo, al contrario, un piccoletto sotto i sei piedi di altezza in grado di dare la sferzata decisiva all’attacco bianco-verde, è arrivato tramite trade durante la deadline dello scorso anno ed è stato utilizzato principalmente come sesto uomo (il primo ad uscire dalla panchina), peraltro con ottimi risultati. Ora, se Thomas continuasse ad accettare di buon grado il ruolo di sesto uomo (al contrario di quando giocata a Sacramento o a Phoenix, dove ricopriva il ruolo di titolare), il binomio Smart-Thomas può portare davvero grosse soddisfazioni a Brad Stevens.
Come si integreranno R.J. Hunter e James Young in questo roster?
R.J. Hunter è stato scelto con la chiamata numero 28 del Draft 2015, dopo aver colpito gli osservatori dei Celtics per le sue capacità di essere un buonissimo tiratore dalla lunga distanza e di essere anche un gran clutch shooter. Se Hunter riuscisse ad entrare in ritmo sin dalle prime gare di regular-season, potrebbe rappresentare l’arma in più in uscita dalla panchina dei C’s, e potrebbe togliere quei minuti che sono mancati anche lo scorso anno a James Young, relegato in D-League con i Maine Red Claws data la giovane età. Young potrebbe così finire fuori dalle rotazioni, data la brutta attitudine ad infortunarsi spesso e il carattere non proprio tra i più forti, forse dettato anche dalla tenera età.
Le strade da percorrere ora sono davvero molte, ed è lecito aspettarsi qualche mossa da parte di Ainge che si è messo in condizioni di poter tentare il colpaccio, accumulando per la stagione che verrà circa 8 chiamate al primo giro del Draft e 10 al secondo. Il reparto guardie potrebbe venire coinvolto, un pacchetto di giocatori e scelte potrebbe essere utilizzato per arrivare finalmente ad un nome di spicco che faccia fare il definitivo salto di qualità a questo roster. Ora occhi puntati sui rookie, sui sophomore e sulla prossima stagione. Se i ragazzi di coach Stevens sapranno lavorare come hanno fatto sinora la prossima stagione potrà riservare
qualche buona sorpresa, ma non illudetevi tifosi Celtics, allo stato attuale delle cose sarebbe positivo riconfermare la partecipazione alla post-season e riuscire a far crescere con successo i giovani.
Ainge è sempre stato piuttosto imprevedibile, che stia preparando il colpo che nessuno si aspetta? La speranza è l’ultima a morire.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)
Boston CelticsCharlotte HornetsDraft 2015Mercato NBA, ultime notizie su scambi e trattativeNBA DraftNBA NewsNBA, National Basketball Association
Celtics: Smart verrà sacrificato per salire al Draft?
Scritto da Gabriel Greotti
Nelle ultime ore, in casa Celtics, ha incominciato a circolare un rumor che darebbe Marcus Smart come vittima sacrificale nel caso in cui Danny Ainge, General Manager dei Boston Celtics, trovi un’occasione allettante per far risalire il Draft alla propria franchigia. A sostenerlo è Marc Stein di ESPN, tramite il suo profilo twitter. Già nella giornata di ieri, molti insiders avevano dato la notizia che i Celtics avevano incluso Smart, insieme alle chiamate numero 16 e 28 del Draft di stanotte, in un’offerta ai Sixers per avere la terza chiamata assoluta e Nerlens Noel, la quale però è poi stata respinta da Philadelphia.
Secondo quanto riporta Adam Himmelsbach, i Celtics reputano Smart una pedina “spendibile” per risalire in una top pick al Draft, che consentirebbe ad Ainge di consegnare a Stevens il tanto agognato rim-protector, data l’abbondanza di lunghi. Nella sua stagione da rookie, Smart, ha fatto registrare medie di 7.8 punti, 3.3 rimbalzi, 3.1 assist in 27 minuti di impiego per ogni partita.
Inoltre, in questi minuti, sta circolando la voce di un’altra possibile trade in casa Celtics, che riguarderebbe la partenza del numero 7 Jared Sullinger e della 16° chiamata in possesso di Danny Ainge, in cambio della nona chiamata assoluta degli Hornets. L’affare non potrà essere ufficializzato in quanto ora le franchigie della NBA non possono tradare la scelta al Draft, bensì potranno scegliere in sede di Draft e poi cedere i diritti della scelta. Lo scambio, tuttavia, non è affatto concluso.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)
Nella notte i Boston Celtics allenati da coach Brad Stevens hanno sfidato i Cleveland Cavaliers , che per l’occasione, nonostante la sicurezza matematica del secondo posto nella Eastern Conference e l’impossibilità di arrivare ad acciuffare la prima posizione degli Hawks, non fanno riposare la propria punta di diamante LeBron James, stessa sorte per Kevin Love, unici assenti Kyrie Irving e Iman Shumpert. La chiave della gara è sicuramente stata l’ottima partita del back court biancoverde, che ha approfittato alla grande dell’assenza dell’All-Star Irving.
La gara ha visto un primo tempo spumeggiante da parte dei C’s, che hanno aperto la gara con un parziale fulminante di 10-2 ed hanno toccato, nel corso dei primi 24 minuti, un massimo vantaggio di sedici lunghezze. Il secondo tempo invece, in particolare il terzo periodo, hanno visto la pericolosa rimonta dei Cavs che, guidati dalle conclusioni da oltre l’arco dei tre punti di Miller e Love, approfittano del calo difensivo sul perimetro degli ospiti e ricuciono fino al pareggio. Proprio sul più bello però ecco che i ragazzi di coach Stevens si svegliano e portano a casa un’importante vittoria per 99-90, figlia della grande prestazione su entrambi i lati del campo di Bradley e Smart, oltre ad Isaiah Thomas, ormai una certezza in uscita dalla panchina.
Il tabellino recita 19 punti per il rookie di Oklahoma State Marcus Smart, 17 per l’ex Suns Isaiah Thomas e 15 per Avery Bradley. Con tre gare da giocare per completare la regular season, i Celtics mantengono saldamente il settimo posto ad Est, continuando così nel migliore dei modi la lotta per la conquista della postseason, che ad inizio stagione, per i tifosi e non solo, pareva un’autentico miraggio. Dopo la gara, tramite l’account Twitter della società, parla coach Brad Stevens: “Smart ha disputato una grande partita stanotte. Ovviamente loro hanno tenuto a riposto Love e LeBron nel quarto periodo, ma sono felice di aver ottenuto una vittoria”.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on Twitter)












