Reduce dal successo col brivido nel finale contro Treviso, Scafati ha conquistato la quarta vittoria dell’era Boiciolli. Una partita che i gialloblu hanno dominato per tre quarti, rischiando poi la beffa nel finale. A salvare tutto, ci ha pensato il tap-in vincente di Alessandro Gentile.
Nel post partita, Matteo Boniciolli, coach di Scafati ha espresso la sua opinione sulla partita: “Da qui alla fine della stagione, ogni squadra lotterà per un obiettivo: chi per la salvezza, chi per i playoff, chi per una posizione migliore, chi per farsi rinnovare il contratto dalla società in cui gioca; per cui ogni partita sarà come questa di oggi. Queste partite capitano, a volte vuoi fare una cosa, ma nei fai un’altra. Siamo andati in confusione nel finale. A 30 anni mi sarei molto arrabbiato, ora so che queste situazioni possono capitare. La qualità di questo successo, però, è indiscutibile: siamo sempre stati avanti e per tre quarti abbiamo controllato la gara, per cui non mi sembra corretto mettere in discussione il successo in sé, anche se in Italia questo capita sovente. Penserei più alla prossima gara. Dobbiamo battere Pesaro.”
Un pensiero anche per il pubblico di Scafati: “Sulla tripla del pareggio da qualche altra parte sarebbe potuto arrivare qualche fischio per la rimonta subita. I nostri tifosi, invece, ci hanno supportato anche in quel momento. Voglio ringraziarli, sono stati esemplari.”
A far eco alle parole di Boniciolli, anche Alessandro Gentile, match winner col tap-in che ha fatto esplodere di gioia il pubblico di casa: “Non è la prima volta che sprechiamo vantaggi, ma è pur vero che non è la prima volta che esprimiamo momenti di grande basket come stasera. Questa è una grande vittoria, in campo ci sono anche gli avversari e bisogna riconoscerne i meriti per aver segnato dei canestri incredibili. L’importante era vincere e lo abbiamo fatto.”
Sugli obiettivi di Scafati: “Guardare partita dopo partita, senza dimenticare che questo è un campionato difficile e che la competizione è altissima. Non dobbiamo disunirci dopo una sconfitta, così come esaltarci troppo dopo una vittoria.”
Alessandro Gentile ormai diventato uno dei leader carismatici oltre che tecnici di Scafati. A 31 anni il nativo di Maddaloni sembra aver finalmente trovato il suo ambiente naturale. Lui che si rivelò al mondo del basket giovanissimo, con l’esordio in Serie A quando aveva appena 17 anni a Treviso, per poi passare a Milano appena 20enne e vincere uno Scudetto con l’Olimpia.
Da lì sembrava destinato a una carriera da protagonista, ma si perse e ha iniziato un lungo pellegrinaggio che l’ha portato a girare mezza Europa, per poi avere una nuova chance a Scafati. Sarà l’aria di casa, ma con la maglia gialloblu è rinato: in campionato sta viaggiando a 10 punti, 4.5 rimbalzi e 3.6 assist nei 23.3 minuti di media che gli vengono concessi.
Chissà che una sua buona stagione non gli riapra le porte della nazionale…

Ha pescato bene i due americani, Marks realizzatore continuo a Derthona e il confermato Taylor Smith sotto canestro. Poi ha puntellato dove serviva.
Anthony e Raffa hanno cantato e portato la croce, Chessa ha portato la sua rapidità, Maresca l’esperienza, Landi la fisicità.


