La situazione di Michael Porter Jr, ala dei Brooklyn Nets, è diventata uno dei temi più seguiti in NBA mentre ci si avvicina alla trade deadline del 5 febbraio 2026. Secondo Marc Stein, la possibilità che Porter venga effettivamente scambiato prima della scadenza resta concreta, ma non è ancora una certezza assoluta. In particolare, Golden State Warriors e Milwaukee Bucks hanno espresso interesse per il 27enne, in cerca di un’ala capace di aumentare il potenziale offensivo.
Bucks e Warriors sulle tracce di MPJ
Tuttavia, non tutti gli addetti ai lavori considerano lo scambio un esito scontato. Lo stesso Stein osserva che i Nets, in virtù del rendimento individuale di Porter, non hanno ancora manifestato esplicitamente la volontà di cederlo durante la stagione regolare. Questo perché la franchigia sta valutando la possibilità di costruire attorno a lui nel medio periodo, sfruttando il suo ruolo da protagonista nella rotazione. I numeri danno ragione alla franchigia: 25.9 punti, 7.5 rimbalzi 3.4 assist di media in 30 partite.
Un elemento chiave nella valutazione è anche il tipo di ritorno in termini di asset (giocatori di qualità e scelte future) che Brooklyn potrebbe ottenere in cambio. L’idea di fondo per il front office è di non scambiare Porter a qualsiasi prezzo, ma solo in presenza di offerte che includano almeno una scelta al primo giro del draft e giocatori di alto valore come spiega Brett Siegel.
In sintesi, mentre alcune fonti definiscono Porter “un candidato quasi certo alla partenza” nei giorni che precedono la deadline, non esiste ancora un accordo imminente né una decisione definitiva da parte dei Nets. La sua situazione resta quindi uno dei dossier più intriganti della stagione NBA, con potenziali implicazioni sull’equilibrio del mercato e sulle strategie di molte squadre in corsa verso i playoffs.

