Da Philadelphia è volato dritto dritto a Houston a rimpolpare con il suo sorprendente talento un roster da contender. Sì, sorprendente forse è la parola giusta per descrivere K.J. McDaniels, swingman che ha fatto il proprio esordio in NBA in questa stagione. Al netto di quello che ha mostrato finora, è lui il vero Steal of Draft dell’ultima annata.
McDaniels, dopo tre anni trascorsi a Clemson, con cui è stato eletto anche Defensive Player of the Year nella stagione ACC 2013- 2014, si è dichiarato eleggibile per lo scorso Draft. Nessuno pareva interessato ad offrirgli un posto in squadra tranne i Sixers che lo hanno selezionato con la trentaduesima scelta assoluta. Dopo aver risolto la disputa sul contratto (ha firmato un annuale, anche se precedentemente non pareva contento della proposta presentatagli dalla dirigenza) il classe 1993 è subito partito a razzo nella dura realtà rappresentata dalla NBA, mostrando di essere offensivamente solido e un buon mestierante nella metà campo difensiva, con grandi margini di miglioramento. Con la franchigia della Pennsylvania ha disputato circa 52 partite, 15 partendo titolare, registrando una media di 9.2 punti, 3.7 rimbalzi e 1.3 assist. Nella sconfitta contro i Dallas Mavericks del 29 novembre ha inoltre messo a referto la sua prima doppia doppia in carriera (29 punti e 13 rimbalzi). Le premesse per renderlo uno dei pilastri della rebuilding del team c’erano tutte ma, forse inaspettatamente, è stato spedito in Texas in cambio di Isaiah Canaan e una seconda scelta. Sam Hinkie, insomma, c’ha azzeccato ancora una volta, e Daryl Morey non si è lasciato sfuggire questa occasione ghiotta, acquisendolo durante l’ultima trade deadline.
Con i Rockets ha finora giocato solo cinque minuti in due match, ma le occasioni per mettersi in mostra ci saranno sicuramente. Perché in fondo, in quel di Houston sanno di aver fatto un vero colpo non solo in prospettiva, ma anche per l’immediato. Come il più classico degli Steals of Draft.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)



E’ quello che potremmo dire in breve della Pre-Season di Aaron Gordon. A dispetto delle grandi doti atletiche, il ragazzone di San Josè ha ancora tanto da imparare. Abituarsi ai ritmi Nba deve essere il suo must. Anche in fase offensiva potrebbe garantire sicuramente un apporto migliore, come dimostrato in alcune partite della Summer League. Il potenziale rimane di sicuro molto alto, ma c’è ancora molto su cui lavorare per diventare un giocatore che possa essere decisivo per gli Orlando Magic.
dei suoi punti deboli. Ha dimostrato però di avere buona visione di gioco, servendo i suoi compagni con diversi assists, la strada è tutta in salita in ogni caso. Da una sesta scelta assoluta ci si aspetta sicuramente qualcosa in più. Al momento potrebbe patire il prestigio di giocare per una franchigia come i Celtics.
è troppo limitato per quanto riguarda soprattutto il parco giocate a livello offensivo. Una buona soluzione in attacco, potrebbe essere sicuramente quella di prendere maggiori jumper. Avere come “mentore” un certo Kobe Bryant può solamente aiutarlo a crescere. I Lakers stanno ponendo le basi da cui ripartire il prima possibile e Julius Randle è l’uomo del futuro.
ha voluto, però, che si fermasse a causa di una frattura al piede sinistro. Il 22enne originario dell’Indiana, in ogni caso, si candida ad essere uno dei cosiddetti steal of the draft. Complimenti agli osservati dei Thunder che, ancora una volta, confermano le loro abilità di scouting.










