Dopo queste due gare delle NBA Finals 2017 mi stavo domandando un po’ di cose: Golden State sta giocando una pallacanestro che non si vedeva da anni, tutti hanno dato per scontato questo aspetto viste le individualità che ci sono all’interno del roster. Io dico che è tutto merito del sistema se i Warriors giocano cosi. Mi spiego meglio: hanno una dirigenza seria e lungimirante, hanno uno staff tecnico con piena fiducia da parte della franchigia , giocano tutti per un sistema non per il proprio ego personale. Come ha detto Durant:
“Mi ha sorpreso il primo giorno quando dopo che lo staff finì di parlare, partì la musica. Non era abituato cosi”
Tanto del merito è dell’atmosfera che si respira nella Baia. La stessa squadre se fosse stata messa insieme e assemblata in una piazza come quella di Brooklyn ( ricordate le spese folli del russo miliardario) sarebbe stata solo una squadra costosissima senza un minimo d’identità. KD avrebbe fatto il bello e il cattivo tempo avrebbe giocato come voleva lui senza alcuna restrizione o regola.
Green inserito in un sistema diverso da quello dei Warriors prenderebbe almeno un tecnico ogni partita, squalifiche, farebbe perdere la squadra in diverse occasioni.
Curry sarebbe quasi alla pari di Irving a Cleveland, come ruolo, solo con meno efficacia perché Curry ha bisogno di essere allenato e motivato. Steve Kerr è stato fondamentale per la sua crescita.
Klay sarebbe perso nei meandri della partita , perché anche lui senza un sistema intorno a lui perderebbe efficacia. McGee, Iguodala e Zaza sarebbero dei giocatori in più senza spazio per esprimersi , invece a Golden State la loro follia da l’ispirazione anche agli altri.
Limitarsi a dire ‘facile con Durant‘ è una frase piatta, una lettura piatta. Si è vero che hai messo il secondo miglior giocatore della lega nella squadra più forte, però non avevi la certezza che entrasse cosi… E ricordo bene le voci a inizio anno: ” vai, ora ci vogliono 5 palloni”… e giù di lì.
Cleveland invece è diametralmente opposta a questi concetti: questa Cleveland non è tanto diversa dalla Miami che vinse il titolo contro San Antonio di Duncan Ginobili, Parker, Green. A Miami però c’era un sistema, c’era una franchigia e infatti si è vista la solidità di quella squadra, mentre a Cleveland questa dirigenza solida, questo Riley solido non c’è. E si vede…
A Cleveland mancano delle linee guida per tutti , perchè il problema non è la squadra che hanno di fronte, ma come gioca la propria di squadra.
Adesso diciamo che “facile vincere con Durant“, che “Cleveland di gara 2 avrebbe battuto tutti tranne la squadra che aveva di fronte”.
In tutto questo c’è un LeBron SONTUOSO, da solo sull’isola, un attaccante unico con un controllo sulla partita unico. Non può difendere su ogni possesso al 100%, non perchè non sa difendere, ma perché non può sia difendere che attaccare con la stessa efficacia, con la stessa costanza per oltre 35 minuti a gara. Serve ora l’aiuto di tutta la squadra se vogliono riaprire una serie che è pericolosamente tendente verso la Baia…
di Luca Poggianti














