C’é poco da discutere sulla free agency per Dwyane Wade.
La prossima estate scadrà il suo contratto annuale da 20 milioni di dollari che lo lega ai Miami Heat, ma il figlio di Chicago non vuole perdere tempo e ha intenzione di rinnovare al più presto il connubio con la sua franchigia.
Una volontà forte ed espressa molto chiaramente, probabilmente nata dalle circostanze dello scorso anno, quando le due parti non riuscirono a trovare un accordo sulle cifre e ci fu il rischio per gli Heat di veder partire la loro bandiera.
Così il numero 3 al Miami Herald:
Non voglio essere sul mercato né che si verifichi la situazione dello scorso anno. Voglio trovare un accordo con la mia squadra che mi permetta di rimanere a lungo, non mi interessano i rumors su di me. Voglio chiudere la mia carriera ai Miami Heat.
L’ Mvp delle finali 2006 sta disputando la sua 13esima stagione con 18.7 punti di media e il timbro di All Star.
La sua dichiarazione non é una grande sorpresa ma in qualche modo una prova di eterno amore se così intendiamo il rapporto tra un giocatore e la sua unica squadra. Gli Heat sono la storia di Wade, ma Dwyane Tyronne è gran parte della storia di Miami.

“Sono soltanto chiacchiere, non c’è nulla di fondato e non è ora il momento di pensare a queste cose” – ha dichiarato Kerr, aggiungendo poi – “Io non capisco perché la gente voglia parlare di qualsiasi argomento fuorché del fatto che siamo 45-4“.
Arrivano brutte notizie dall’infermeria in casa Miami Heat: Tyler Johnson potrebbe aver già terminato la stagione. Come riportato da Ira Winderman, noto giornalista vicino agli Heat, l’operazione subita da Johnson potrebbe richiedere più tempo del previsto per ritornare a svolgere regolare attività; non una buona notizia, dato che all’inizio si pensava che il giocatore potesse tornare tranquillamente verso metà marzo. Una tegola che costringe Riley a muoversi sul mercato alla ricerca di un sostituto, possibilmente tiratore, vista l’enorme mancanza che gli Heat hanno in quel ruolo; alla chiusura del mercato non manca molto e il tempo stringe, quindi se si vuole intervenire è bene farlo prima possibile, in modo tale da completare la squadra di Spoelstra. L’infortunio di Johnson, si aggiunge al lungodegente McRoberts, che ultimamente era rientrato in campo, ma non riesce ad essere al 100% della condizione, cosa che lo condiziona da due anni a questa parte e non è esclusa una possibile trade con lui come protagonista principale. Anche Whiteside, rientrato a Dallas dallo stiramento addominale che lo aveva costretto a stare lontano dai campi per tre settimane, sta recuperando pian piano la condizione migliore per rientrare poi a pieno regime dopo l’All Star Game.