Torna a parlare, per la prima volta dopo il licenziamento di Nico Harrison, il centro dei Mavs Anthony Davis. Il lungo di Dallas, pedina di scambio nella “peggior trade della storia”, si è espresso sulla decisione della dirigenza, sentendosi ovviamente chiamato in causa in prima persona. Davis infatti è stato scambiato con Doncic per volere dell’ex GM, che lo riteneva la pedina mancante per puntare al titolo. La sfortuna ha poi voluto che AD, come purtroppo spesso in carriera, si infortunasse, disputando fino ad ora appena 5 partite. Il suo stop, assieme a quello di Irving, hanno quindi compromesso fortemente la stagione dei Mavs, tanto da portare all’allontanamento di Harrison dal ruolo di GM. In attesa quindi del suo rientro, che potrebbe avvenire venerdì proprio contro i Lakers, AD ha commentato il licenziamento.
“È stato sorprendente più di ogni altra cosa. Nico è il mio uomo. Ha avuto un ruolo fondamentale nel farmi arrivare qui e nel volere che realizzassi la sua visione, in un certo senso, quella che lui ha visto. È stata decisamente dura. Io e lui abbiamo parlato. Io e Patrick Dumont abbiamo parlato. È il business del basket. Detesto queste conversazioni.”
Davis sulle voci di mercato: “Non le posso controllare”
Chiaramente il licenziamento di Harrison ha scatenato un effetto domino. Secondo diverse fonti infatti la dirigenza ora potrebbe optare per un rebuilding totale, puntando forte sull’astro nascente Cooper Flagg. Ciò significherebbe fare tabula rasa del resto, Davis compreso. Si sono quindi accese diverse voci di mercato sul suo conto, alle quali però AD ha ribadito affermando di non avere alcun controllo sulle volontà della società.
“Non ho alcun controllo su questo… Questo è il basket. È una cosa che fa parte della routine. Credo che tutti, nella loro carriera, siano stati coinvolti in rumors di mercato o siano stati ceduti. Questo non mi riguarda. Sono in questo sistema da un po’. Il mio lavoro è fare quello che faccio quando sono in campo, giocare a basket e cercare di guidare questa squadra. Qualunque cosa accadrà, ne verrò fuori.”
Vediamo quindi cosa deciderà di fare nei prossimi mesi la dirigenza di Dallas, se gettare tutto alle ortiche o proseguire sulla strada tracciata da Harrison. Ad ogni modo, se spera di ricavare qualcosa da un eventuale scambio per AD, è fondamentale che il lungo torni a giocare il prima possibile.

