Per i Brooklyn Nets si è chiusa da qualche settimana la seconda stagione dell’era Prokhorov. La squadra è diventata il primo team della storia a perdere una serie di Playoffs contro un’avversaria che aveva sweeppato durante la stagione regolare (seguita poi dai Thunder, sconfitti da San Antonio). La truppa di Kidd aveva infatti rifilato un sonoro 4-0 in Regular Season ai campioni uscenti della Lega, i Miami Heat, salvo poi perdere per 4-1 la serie di semifinale di Conference giocata contro LeBron e compagni. Sembra dunque fallito il progetto di portare il titolo a Brooklyn. Di certo, la situazione contrattuale non è delle migliori, e il roster sembra piuttosto vecchio; infatti, il quintetto titolare comprende 4 over 30, di cui due, Pierce e Garnett, si avvicinano ai 40.
Quest’ultimo in particolare sembra aver esaurito le ultime energie, avendo disputato una stagione da appena 6,5 punti (minimo in carriera) e 6,6 rimbalzi, tirando con il 44% (altro minimo in carriera) giocando appena 20 minuti (indovinate? Minimo in carriera) a serata (e saltando 28 partite). L’ex Minnesota ha comunque ancora un anno di contratto, e non ha intenzione di ritirarsi. Discorso differente per l’altro ex Celtics, Paul Pierce. ‘The Truth’ ha infatti giocato una stagione da vero trascinatore, segnando 13,5 punti (45% dal campo e 37% da 3) e catturando 4,6 rimbalzi di media, il tutto giocando da numero 4 (ruolo mai ricoperto in carriera) per appena 28 minuti (career low, of course). Pierce, però, ha il contratto in scadenza, e non ha ancora deciso cosa fare del suo futuro. Resta quindi l’incertezza in casa Nets, sia sulla permanenza di PP, sia sul reale contributo che potrà dare in quella che sarebbe la sua diciassettesima stagione NBA. Il centro titolare sarebbe dovuto essere Brook Lopez, se solo non si fosse infortunato dopo appena 17 partite (due anni prima aveva giocato la bellezza di 5 partite…). Il fratello di Robin ha ancora 2 anni di contratto per complessivi 32,5 milioni ed è certamente il punto di partenza per la seconda ricostruzione di Brooklyn, considerando che, quando ha giocato, le sue cifre sono state tutt’altro che malvagie (18 punti e 7,3 rimbalzi di media in carriera). A completare il quintetto ideale di Kidd ci sono Joe Johnson e Deron Williams (e i loro contratti…). Sulla carta, uno dei backcourt più talentuosi della Lega, ma si sa, le partite si vincono in campo. Johnson, 33 anni, resta uno dei clutch players più clamorosi della Lega, ma le sue cifre e il suo rendimento sono in calo da anni (minimo di punti dal 2003-2004). Williams ha invece dovuto vedersela con vari problemi fisici (solo 64 partite giocate, e molte non al 100% della forma) e anche per lui gli anni migliori sembrano alle spalle. Ovviamente, entrambi hanno contratti pesantissimi (48 milioni in due anni per Iso Joe, 63 in 3 per D-Will). Le prospettive future per i Nets sembrano dunque tutt’altro che rosee, avendo poco spazio salariale a disposizione e nessun talento da sviluppare nel roster. Dal pino si alzano infatti alcuni veterani (Kirilenko per primo) e alcuni giocatori nel bel mezzo della loro carriera (Thornton, Teletovic, Blatche, Livingston). L’unico giovane interessante sembra essere Mason Plumlee, che ha mostrato cose interessanti come back-up nel ruolo di centro, ma che di certo non potrà essere più che un giocatore di rotazione NBA. Dopo un anno, si può già parlare di fallimento per i Brooklyn Nets?
Paul Pierce
Nba playoffs Analysis&Grades, Nets: Johnson ci prova, Pierce in difficoltà su Lebron, Garnett a mezzo servizio, cercasi Deron Williams
The Analysis :
Dopo aver accorciato le distanze in gara 3 con una bella prestazione corale, Brooklyn cede in casa a Miami in questa gara 4 estremamente importante per l’accesso alla finale di Conference.
Protagonista della serata il numero 6 di Miami, all’anagrafe Lebron Raymone James, che con una prestazione eccellente permette ai suoi di espugnare il Barclays Center e di avere la possibilità di giocarsi il match point per la finale @Miami.
La gara è stata fondamentalmente equilibrata, con le due franchigie che si contendono il vantaggio fino all’ultimo quarto.
Su James c’è la marcatura di Paul Pierce, che a metà terzo quarto è gia in overdose di falli (4): contenere LBJ era un’impresa praticamente improbabile. Nonostante ciò i Nets arrivano all’ultimo quarto punto-a-punto, con la consapevolezza, dopo un canestro dello stesso Pierce (90-89 con 4 minuti ancora da giocare), di poter vincere la gara.
Peccato che proprio da quella tripla i Nets si eclissano in attacco e cedono sotto i colpi del Prescelto e di Chris Bosh.
Giovedì notte ci sarà gara5, ultima chiamata utile per Garnett e compagni per rimanere aggrappati a questi playoff.
The Grades :
Joe Johnson,voto 6: Mette a referto 18 punti con 5/15 dal campo e 2/7 dalla lunga distanza. Aggiunge anche 2 assist e 3 rimbalzi. Energia pura a metà gara, quando grazie a lui i Nets restano in gara. A fine gara dichiarerà “Abbiamo perso una battaglia, ma possiamo ancora vincere”. OTTIMISTA
Paul Pierce, voto 5: E’ ancora oscuro e ignoto il motivo per il quale “The Truth”, prima della gara, si sia autoeletto marcatore di Lebron. Sta di fatto che LBJ ne mette 49 e il povero Paul si danna l’anima per cercare di limitarlo in qualche modo. Impresa improbabile: you can’t handle the King tonight. Sedici punti per lui con 2 assist e 7 rimbalzi, non viene fuori come dovrebbe nei momenti chiave del match. MASOCHISTA.
Kevin Garnett,voto 5: Come il compagno-amico Pierce, resta in penombra cercando di dare il suo solito contributo soprattutto in difesa. Chiude con 8 punti (3-5 dal campo), 2 assist e 7 rimbalzi in 25 minuti complessivi di gioco. Uno come lui dovrebbe saperlo: per spodestare King James ci serve ben altro. APPANNATO.
Deron Williams,voto 4.5: In città iniziano a girare curiosi volantini raffiguranti la faccia di D-Will con la scritta “ricercato”. Con ricompensa ovviamente. Tira con uno scialbo 5/14 dal campo,con 7 assist e 6 rimbalzi.Che fine ha fatto quel giocatore in grado di trascinare i suoi come pochi altri in lega? RECIDIVO.
In Regular Season il team di Jason Kidd aveva fatto un 4-0 netto contro Miami, ma adesso la situazione è molto diversa: gli Heat sono freschi e riposati dopo aver servito lo sweep a Charlotte, mentre i Nets, dopo una stagione in rincorsa e un 4-3 teso e duro contro i Raptors, mancano di lucidità e velocità. E allora Miami, dopo un primo tempo equilibrato e non particolarmente entusiasmante, riesce a prendere in mano la partita senza grossi sforzi, costringendo Brooklyn a ad annaspare alle sue spalle nel terzo quarto, dopo un break di 15-2 inaugurato da Bosh e chiuso da Chalmers, che porta gli Heat sul 54-70. Nell’ultimo quarto Miami chiude definitivamente i giochi portandosi sul +20 e dando un po’ di spazio alla panchina. Spoelstra può rallegrarsi per un Ray Allen ritrovato, 19 punti per lui con 4 triple su 7 messe a segno, ma preoccupano le condizioni di Chris Andersen, uscito nell’ultimo quarto per un colpo al ginocchio destro (dovrebbe tornare arruolabile per domani sera, comunque). Per Jason Kidd questa serie sarà una bruttissima gatta da pelare, i valori di Miami sono nettamente più alti, servirà un colpo di genio o un miracolo per mettere in difficoltà LeBron & Co..
Prossimo appuntamento: domani sera, sempre all’AmericanAirlines Arena di Miami.
Serie: Miami-Brooklyn 1-0
Miami: James (22 pts, 10/15, 5 reb), Allen (19 pts, 4/7 da tre), Bosh (15 pts, 11 reb), Wade (14 pts, 5 ast).
Brooklyn: Johnson (17 pts, 7/11, 4 reb), Williams (17 pts, 7/10), Thornton (11 pts, 5/9).
Playoffs Grades and Analysis, Nets: Garnett ultimo ad arrendersi, D-Will a corrente alternata, serata no per The Truth
The Analysis :
Sicuramente Jason Kidd aveva previsto una serata ostica, è cosi è stato: i Nets si arrendono davanti ai 20000 dell’ Air Canada Centre.
Brooklyn costretta ad inseguire a fine primo tempo, con i padroni di casa in vantaggio di 6 lunghezze (45-39).
Nel terzo quarto gli uomini di Kidd iniziano seriamente a giocare, raggiungendo e superando i padroni di casa grazie alla densità difensiva del solito Garnett ed ai canestri di Joe Johnson.
L’ultimo quarto sarà fatale ai Nets che alla resa dei conti perdono la partita a causa dei rimbalzi (30-52) e alla splendida prestazione di DeRozan.
Serata non eccelsa per Paul Pierce, assente ingiustificato nei momenti clou della gara, mentre Kirilenko, dopo l’esclusione in gara 1, gioca 20 minuti collezionando 4 palle rubate, 4 punti e 3 rimbalzi totali.
The Grades :
Kevin Garnett, 6.5 : i playoff sono il suo territorio naturale. Ultimo ad arrendersi e primo a tenere alta la pressione difensiva dei suoi, nulla puo a rimbalzo contro lo strapotere dei Raptors. Chiude con 13 punti, 4 rimbalzi,1 assist e un netto desiderio di rivincita in gara 3. Mastino.
Deron Williams, 6 : nonostante un 5/15 dal campo e una serata non da ricordare, D-Will durante i suoi 35 minuti di gara non molla mai chiudendo con 15 punti, 5 assist e 1 rimbalzo e qualche spunto dei suoi. A fine gara dichiarerà che la partita è stata influenzata dal dominio a rimbalzo dei canadesi. Alternato.
Joe Johnson, 6 : non è l’uomo della provvidenza nè il salvatore della patria. Ma nei suoi 37 minuti di gara lascia il segno con 18 punti, 3 rimbalzi e 2 assist. Sicuramente è ancora lontano dalle prestazioni dei primi tempi @Atlanta, ma se ritrovato e motivato, puo diventare un fattore. Imprevedibile.
Paul Pierce, 5 : dopo la spettacolare prestazione di gara1 dove, con i suoi canestri The Truth condusse i suoi alla vittoria, in gara2 Pierce non si accende rimanendo in penombra per tutta la partita, compresi i momenti chiave dove spesso viene fuori il suo talento cristallino. Sette punti totali per lui con 6 rimbalzi, 3 assist e un insolito 2/11 dal campo (0/6 dalla lunga distanza) in 25 minuti totali di gioco. Giorno di permesso per lui. Opaco.
@MarkTarantino89
Timberwolves @ Nets 99–114 : un Pierce in serata (stra)vince il duello contro K-Love (video)
Al Barclays Center di Brooklyn, New York, i Nets padroni di casa battono i T-Wolves, allungando così la striscia di vittorie casalinghe, arrivata a quota tredici. Ancora privi di Garnett e Kirilenko, l’MVP della sera è l’ex Celtics Paul Pierce che mette a referto ben 22 punti: con un avvio scoppiettante, la squadra newyorkese era riuscita da subito a portarsi in vantaggio e tenere a debita distanza gli avversari e le giocate di Johnson (19 punti) e Blatche (14 punti) firmano il +13.

I T-Wolves provano in tutti i modi a rimanere in partita grazie a Kevin Love ma la sua è una serata storta con soli 14 punti.
Non basta neanche la buona gara da 21 punti finali di Brewer: finisce 114 – 99 per i Nets.
https://www.youtube.com/watch?v=fqZUSoXtz-g
Mario Ramogida,
@marioramogida
Heat schiantati da Paul Pierce: Miami si ferma al cospetto di “The Truth” (Video)
L’ala piccola di Brooklyn segna 29 punti e porta il team di Jason Kidd alla 33esima vittoria in stagione.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=WEh57sPxlWY?feature=player_detailpage&w=640&h=360]
I talenti dei primi anni 2000 tutti in campo al Barclays Center, Chicago ospita i Warriors
Due sole gare nella notte italiana per l’Nba, che sembra aver progettato una sfida amarcord fra i talenti dei primi anni duemila che hanno fatto la storia recente della lega più amata e seguita al mondo. Infatti al Barclays Center di New York, sponda quartiere Brooklyn, i Nets ospitano i San Antonio Spurs. In campo, al momento del fischio iniziale, vedremo da una parte Paul Pierce e Kevin Garnett mentre dall’altra Tony Parker e Tim Duncan, con l’assenza ancora di Manu Ginobili. La differenza momentanea però è evidente: se qualche anno fa Pierce e Garnett viaggiavano a livelli da all star game, quest’anno stanno faticando e non poco, nonostante i Nets siano in ripresa, anche se i meriti vanno tutti a Joe Johnson e a un sorprendente Shaun Livingston. Le stelle degli Spurs invece sembrano non invecchiare mai: anche stanotte Tim Duncan ha trascinato alla vittoria contro i Wizard i suoi con 31 punti e ancora prima ha annullato Anthony Davis, che anagraficamente potrebbe anche essere suo figlio.
L’altra sfida della notte sarà fra i Chicago Bulls e i Golden State Warriors, due fra le franchigie più attive sul mercato in questo periodo. I Bulls sembra che stiano facendo spazio salariale per poter ingaggiare una stella e il nome di Carmelo Anthony, voglioso di vittorie, è sempre più insistente. Il sacrificio potrebbe essere Taj Gibson e il non ritorno di Luol Deng. I Warriors, dopo il colpo Crawford sono calati notevolmente perdendo pure il sesto posto ai danni dei Suns e ora si devono guardare dal ritorno anche dei Grizzlies e dei Mavericks, per non rischiare di uscire fuori dalla zona play-off.
Nets@Celtics 85-79 : Brooklyn espugna un TD Garden gremito per gli ex-idoli : “The Truth” Pierce e Kevin Garnett accolti come dei re
Dopo 1274 gare effettive, Paul Pierce ha giocato la sua prima partita assoluta al TD Garden come avversario.
E’ stata sicuramente una notte magica per lui e per Kevin Garnett, accolti dalla folla come meglio non si poteva fare.
Superlativo il video-dedica andato in onda a fine primo quarto dedicato a Pierce (in lacrime): consigliamo vivamente di vederlo.
LA GARA
Primo quarto favorevole ai padroni di casa (17-11), ma dal 2° quarto in poi saranno sempre i Nets a condurre la partita.
Solo 6 punti a testa per gli ex Pierce e Garnett, emotivamente distratti dalla serata carica di emozioni.
<<Questo è stata la gara più difficile che abbia mai dovuto giocare . E’stata più dura di qualsiasi partita di campionato o di qualsiasi sfida nei playoff. Gara molto complicata : impossibile mettere a fuoco e concentrarsi su ciò che era a portata di mano>>
Queste le parole di “The Capitan and the Truth”, al termine della gara.
Quattordicesima sconfitta nelle ultime sedici partite e quarto peggior record nella NBA : questi sono i 2 dati statistici che dovrebbero far riflettere i Celtics.
Notizia positiva i 30 minuti disputati da Rajon Rondo, che chiude con 13 punti, 8 rimbalzi e 8 assist.
Best-scorer di Boston è stato Brendon Bass (17 pts, 8 rbz, 1 ass con 6/6 dal campo).
Per i Nets miglior marcatore è stato Andray Blatche(17 pts, 4 rbz, 1 ass) seguito da Andrei Kirilenko(11 pts, 4 rbz, 1 ass).
In definitiva una gara tutt’altro che esaltante dal punto di vista tecnico, ma emozionalmente incredibile per l’intero TD Garden e per i 2 beniamini : difficilmente dimenticheranno questa serata. E non per la vittoria della “loro” Brooklyn.
UP Next for the Nets : Stasera @ Toronto
UP Next for the Celtics : Domani @ New York
Al Barclays Center di Brooklyn i Nets sono chiamati ad affrontare i Miami Heat, campioni in carica ma reduci da un periodo di forma non esaltante. Il primo periodo scorre sul filo dell’equilibrio, a portarsi in vantaggio, anche se di un solo punto, sono i padroni di casa. Nel secondo periodo gli Heat non riescono a tenere il passo dei Nets, che chiudono il primo tempo in vantaggio per 45-53. Nel terzo periodo i Nets resistono bene agli attacchi di James e compagni e riescono a mettere altri 4 punti tra loro e gli ospiti. Nel quarto periodo, però, i Nets calano vistosamente e gli Heat ne approfittano per rifarsi, prepotentemente, vivi. Gli ultimi 3 minuti vedono le due squadre contendersi la vittoria fino all’ultimo secondo, ma i tiri di Joe Johnson e Pierce non vanno a segno e si va all’overtime. Il primo overtime sembra una gara di sprecisione e i Nets, dopo essere andati in vantaggio con un parziale di 2-4, si fanno rimontare a 3 secondi dalla fine dal tiro di Norris Cole, che manda tutto al secondo overtime. A differenza del primo quarto Brooklyn riesce, complice la stanchezza accumolata nelle ultime giornate da Miami, a chiudere la pratica, grazia ad un parziale di 2-11. Miami Heat 95 – Brooklyn Nets 104. Per i Nets grande prova di Joe Johnson, autore di 32 punti. Buone anche le prestazioni di Paul Pierce, autore di 23 punti, Livingston, 19 punti e 11 rimbalzi, e Garnett, autore di 12 punti e 10 rimbalzi. Per gli Heat buone prestazioni di James, autore di 36 punti, Cole, autore di 18 punti, Lewis, 12 punti e Bosh, 10 punti e 10 rimbalzi. In ombra Ray Allen, con 9 punti.
Allo STAPLES Center di Los Angeles va in scena la stracittadina: Lakers-Clippers. Nel primo quarto non c’è storia. I Clippers non battono ciglio contro i rivali e gli rifilano un parziale di 25-43. Il secondo tempo è molto equilibrato, come dimostra il parziale (27-27), e si va al riposo sul risultato di 52-70. Il rientro sul parquet è di quelli imbarazzanti: i Lakers non scendono, quasi letteralmente, in campo ed i Clippers fanno un po’ quello che vogliono. Il parziale è di quelli che non lascia appelli 8-31. Nel quarto quarto Doc Rivers svuota la panchina ed i Lakers hanno così l’opportunità di “accorciare” per l’87-123 con il quale si conclude la partita. Per i Clippers, oggi padroni di casa, ottima prestazione di Griffin, in doppia doppia con 33 punti e 12 rimbalzi. Buone anche le prove di Collison, 20 punti, Redick, 19 punti, e DeAndre Jordan, 13 punti e 10 rimbalzi. Per i Lakers c’è poco da salvare, nonostante tutto il quintetto base in doppia cifra. Da segnalare la doppia doppia di Kendall Marshall, autore di 16 punti e 10 assist.
Jason Kidd si sta sempre più isolando all’interno dello spogliatoio e l’organizzazione dei Brooklyn Nets e le cose continuano ad andare male.
Kidd ha mostrato molto incapacità a gestire la situazione che la squadra sta passando e a farsi rispettare dai suoi giocatori secondo diverse fonti. Inoltre diversi giocatori hanno espresso la loro opinione, mettendo in risalto la confusione di Kidd sul suo ruolo e sul ruolo dei suoi giocatori.
V.D
http://nbarumorsitaly.wordpress.com/
Al Wells Fargo Center di Philadelphia arrivano i Nets reduci dalla sconfitta contro Washington, ma che sembrano aver trovato quella brillantezza che gli aveva abbandonati nell’inizio di stagione. Lo stesso non si può dire di Philadelphia, che nelle ultime uscite non è sembrata particolarmente brillante, ma ha dalla sua il rientro di Carter-Williams. A chiudere il primo tempo in vantaggio sono proprio i Sixers, che vanno così al risposo sul risultato di 57-60. Nel terzo quarto però si risvegliano i Nets ed effettuano il contro sorpasso, chiudendo il quarto sul punteggio di 83-82. Nel quarto periodo succede di tutto. Nessuna delle due squadre, quando si è trovata in vantaggio, è riuscita ad allungare ed i Nets assaggiano la vittoria quando a un minuto e 6 secondi dalla fine Alan Anderson si presenta in lunetta e segna entrambi i tiri liberi a sua disposizione. Ma a 50 secondi dalla fine Evan Turner si prende il fallo e può andare in lunetta per il controsorpasso, ma riesce a mettere dentro solo 1 su 2, per il 108-108 che porta le due compagini all’overtime. Overtime che continua sulla falsa riga dell’ultimo quarto regolamentare, con le due squadre che si giocano la partita punto-punto. E quando a 16 secondi dalla fine Paul Pierce mette la tripla sulla panchina di Brooklin c’era già chi festeggiava, evidentemente non aveva fatto i conti con la reazione di Philadelphia che arriva quando ormai tutto sembra scritto: a meno di un secondo dalla fine. Ad avere la faccia dell’eroe di giornata è Evan Turner, che già avevo portato i suoi all’overtime. Per i Nets ottime le prove di Alan Anderson, autore di 26 punti, e Paul Pierce, che sembra tornato su buoni livelli ed ha segnato 24 punti e preso 10 rimbalzi. Per i Seventysixers ottima la provadi Evan Turner, decisivo con 29 punti e 10 rimbalzi, e Thaddeus Young, autore di 25 punti. Buono anche il match di Carter-Williams, che segna 15 punti e serve 10 assist.

All’American Airlines Center di Dallas i Mavericks ospitano i Raptors. Ciò che ne esce è una partita spettacolare. Dopo essere andati all’intervallo lungo con il punteggio di 49-52 a favore di Dallas le squadre continuano nella partita sostanzialmente equilibrata vista nella prima metà di gara. Il parziale del terzo quarto è di 29-29. Anche il quarto periodo è equilibrato e la gara continua ad essere giocata punto a punto dalle due squadre fino a quando Marion porta i suoi in vantaggio per 99-101, ma viene subito raggiunto dal canestro di DeRozan per il 101 pari. Quasi incredibile il finale di tempo con Nowitzki che sbaglia uno dei suoi tiri preferiti allo scadere e Brandan Wright che non riesce a spingere nel canestro il pallone sbattuto sul ferro. L’overtime, stranamente, si decide a 1:10 dalla fine, con il tiro di DeRozan che porta i suoi sul 109-108 e l’imbarazzante, quanto incredibile, imprecisione dei tiri dei giocatori di Dallas che non riescono a mettere il pallone nel cesto. Per Dallas, imprecisione nei momenti decisivi a parte, buone le prove di Nowitzki, 22 punti, dell’ex della partita Calderon, 23 punti, e Ellis, 21 punti e 11 assist. Per i Raptors buona la prestazione di squadra, su tutti spiccano i 18 punti di Lowry ed i 20 di Valanciunas, accompagnati da 13 rimbalzi. Da segnalare anche i 15 punti, tra cui i decisivi, di DeRozan.










