Uno dei giocatori più talentuosi che la storia di questo sport ricordi, uno che è diventato il simbolo della città di Philadelphia, uno che nonostante la sua statura ha lottato contro giocatori fisicamente più grandi e potenti di lui, uno che ha emozionato
milioni di ragazzini ma che però è rimasto con l’amaro in bocca per non aver mai vinto un campionato NBA…signori e signore, Mr. Allen Iverson a.k.a The Answer!
Fin da piccolo, quando ancora vestiva la maglia della Bethel High School, Allen
Iverson ha sempre dato prova del sua enorme sete di vittoria, del suo spirito competitivo, alto poco più di 1.80 m, giocava nello stesso tempo sia a basket che a football, le sue doti cestistiche però lo portarono presto a preferire la pallacanestro.
Giocò per due anni nelle file della Georgetown University, portando la squadra alle Sweet 16 nell’annata 1994-95 ovvero la sua stagione da freshman, terminò la sua carriera con gli Hoyas registrando il record come miglior realizzatore di sempre per la squadra con 23 punti di media.
Durante il Draft NBA del 1996, i Sixers lo selezionarono come 1^ scelta assoluta (il più basso giocatore di sempre ad essere scelto come 1° al Draft), nella sua prima stagione a Philly, Iverson dimostra subito coi fatti di cosa è capace, viene selezionato per partecipare al Rookie Challenge e ne diventa l’MVP, chiuderà la sua stagione da rookie con ben 23.5 punti di media, 7.5 assist e 4.1 rimbalzi, numeri che gli valgono il meritatissimo premio di Rookie of The Year.
Le stagioni successive sono sempre all’insegna di ottime prestazioni personali, viaggia costantemente oltre i 20 punti di media e innalza il suo li
vello di leadership all’interno della squadra, molti iniziano a vederlo come il giusto rivale per Kobe Bryant, altra guardia dal talento enorme con cui spesso Iverson si scontrerà.
Nella stagione 2000-2001, i Sixers trascinati dal loro leader, approdano ai Playoffs, in quella stagione A.I. segna 31.1 punti a partita, conditi da 4.6 assist e 2.5 palle rubate, vince il premio di MVP della stagione e si sente finalmente pronto a
portarsi a casa il Titolo di campione NBA.
Qui sotto alcune delle migliori giocate di Allen Iverson con la maglia dei Sixers:
Come dicevamo appunto poco fà, Phila trova nella sua corsa al Titolo prima i Raptors di Vince Carter alle Semifinali di Conference, il quale da il via ad una meravigliosa sfida con il nostro uomo, e successivamente i favoriti Lakers di Kobe e
Shaq.
In Gara 1 di quelle Finals succede l’incredibile, una partita che è rimasta impressa nella storia della NBA, nessuno avrebbe puntato un centesimo sulla vittoria fuori casa dei Sixers, invece il risultato finale sconvolse tutti, Iverson giocò una partita
incredibile segnando la bellezza di 48 punti e i Lakers vennero battuti per 107 a 101, chiaramente la risposta dei lacustri non si fece attendere e lo strapotere dei giallo-viola li portò poi a vincere facilmente l’anello NBA.
Quella fu sicuramente la miglior annata per Allen, sia a livello individuale che collettivo.
Fino al 2007 rimase ai Sixers, dei quali ormai era diventato il simbolo, giocò sempre ottime stagioni, addirittura nella stagione 2005-06 toccò quota 33 punti di media, sempre in quell’anno venne scambiato ai Denver Nuggets che erano in cerca di un veterano da affiancare a Carmelo Anthony, la squadra del Colorado riprese vitalità ma anche in questo caso The Answer non riuscì a mettere le mani sul Titolo NBA.
Nella stagione 2008-09 volò a Detroit con i quali giocò solamente 54 partite, con 17.4 punti a partita e l’anno successivo vestì la maglia dei Grizzlies per appena 3 partite.
Ormai il suo cammino volgeva al termine purtroppo, ma per sua fortuna furono proprio i Sixers a volergli regalare gli ultimi momenti di gloria, lo firmarono nel corso della stagione 2009-10 e gli diedero l’opportunità di vestire ancora i suoi colori
preferiti.
Quella fu la sua ultima stagione tra i professionisti, venne incoronato Leggenda
vivente, messo sullo stesso piano di campioni quali Michael Jordan e Kobe Bryant, è sempre stato uno che in campo ha dato tutto, ha sempre lottato fino alla
fine, andando oltre i suoi limiti, ha modificato il suo gioco per aiutare la squadra ed ha saputo farsi carico del gruppo nei momenti difficili, un vero leader in carne ed ossa…purtroppo però non è riuscito a raggiungere quel gradino più alto dove
solo pochi hanno l’onore di stare.
Restarà sempre un’icona di questo sport, sia per i fan del passato che per quelli giovani che si avvicinano ora al basket, un esempio di tenacia e determinazione.
Premi Individuali: Rookie Of The Year 1997, Rookie Challenge MVP 1997, MVP Regular Season 2001, 11 volte All Star Game, 2 volte MVP All Star Game (2001 – 2005), 3 volte All NBA First Team, 4 volte NBA scoring leader, 3 volte NBA steal leader










Alla sua prima stagione in NBA ha un impatto molto, molto, positivo, risultando il Rookie of the Year.In questa stagione Iverson si trova ad affrontare Michael Jordan, la leggenda, e, memore di quanto detto da bambino, prende palla e lo punta in uno contro uno. Palleggio, cross-over, le caviglie di Jordan si bloccano e Iverson lo supera e segna. Esattamente come aveva detto molti anni prima. Sempre nella sua stagione da rookie batte il recordo di Wilt Chamberlain, andando a segnare più di 40 punti per quattro partite consecutive. Le prestazioni del giovane Iverson, però, non bastano a trascinare Philadelphia ai play-off ed al termine della stagione la squadra cambia allenatore. A sedersi sulla panchina dei Sixers è Larry Brown. Tutto l’opposto di Iverson. Brown è un tradizionalista, amante del gioco di squadra ed il terrore di ogni individualista. Iverson invece è il nuovo, la voglia di cambiare gli schemi e vuole essere la squadra. Brown, però, vede in lui il punto da cui far ripartire la squadra e si libera di tutti i giocatori ‘ereditati’, scambiando per gregari di buon livello e sposta Iverson da playmaker a guardia, con l’intenzione di sfruttare al meglio le sue doti realizzative. Nonostante le tante critiche, la mossa si rivela decisiva e la squadra migliora anno per anno.Nel 1998-1999 Philadelphia centra i play-off dopo sette anni di assenza. Ai play-off, dopo aver superato contro ogni pronostico i Magic, partita in cui Iverson lascia il segno facendo registrare il record di 10 palle recuperate in una partita di play-off, i Sixers vengono eliminati dai Pacers. Al termine della stagione 1999-2000, stagione che lo vede per la prima volta all’All-Star Game, il suo rapporto con Brown si incrina definitivamente e, nonostante la sua voglia di restare a Philadelphia, Brown dice al General Manager di non voler trovare Iverson all’inizio della stagione 2000-2001.







