Valutato da David Aldridge di NBA.com come la point guard numero 1 del prossimo draft, Kris Dunn da Providence sembra quindi aver superato nelle aspettative il freshman di Kentucky, Jamal Murray. Tenete sempre presente che fino a quando la Lottery non avrà deciso l’ordine definitivo col quale le squadre NBA andranno a scegliere, i Mock Draft saranno utili quanto un maglione di lana a ferragosto. Quindi nel frattempo possiamo cercare di conoscere insieme quelli che saranno i prossimi protagonisti NBA (per vedere Ben Simmons e Brandon Ingram vai qui, per il profilo di Buddy Hield qui).
Proveniente da New London, Connecticut (data di nascita 18/03/1994), Kris Dunn è un junior al quarto anno. Questa condizione particolare è possibile perchè durante il suo secondo anno ha sofferto due infortuni molto seri alla spalla destra che lo hanno costretto a saltare quasi per intero la stagione da sophomore e una parte di quella successiva, andando due volte sotto i ferri. Il terzo anno al college lo ha quindi giocato da redshirt sopohomore. Il termine redshirt indica quei giocatori che hanno dovuto saltare per intero una stagione, spesso a causa di infortuni, ma grazie a una regola speciale possono recuperare quell’annata persa con un ulteriore anno di eleggibilità al college. In effetti Dunn sarebbe potuto tornare per un altro anno a Providence, il quinto, ma ha scelto di dichiararsi eleggibile per il Draft 2016.

Con il suo atletismo Kris Dunn proverà ad avere un impatto da subito nella NBA, a partire dal prossimo anno
Arrivato al college del Rhode Island per essere il centro del processo di ricostruzione del programma universitario del coach Ed Cooley, a Providence dal 2011, Dunn si è confermato come prospetto di grande livello. Nei 10 anni precedenti all’arrivo di Cooley i Friars erano andati sotto il 50% di vittorie per sei volte, qualificandosi per il torneo solo una volta. Dal 2011 a oggi il coach (che per i traguardi raggiunti si è meritato un prolungamento di contratto a lungo termine) ha un record di 103-67, e in tre delle sue cinque stagioni è riuscito a portare la sua squadra al torneo NCAA. Guidata da Cooley e Dunn, quest’anno Providence ha battuto USC al primo turno per poi uscire sconfitta dal confronto con quella che era secondo molti la favorita alla vittoria finale, North Carolina.
Già l’estate scorsa Kris Dunn si era dichiarato per il Draft 2015, ma ha poi fatto retromarcia per rimanere un altro anno al college. Ora, dopo aver fatto grandi progressi per quanto riguarda la pericolosità dal perimetro e il controllo delle palle perse, anche gli scout NBA lo ritengono pronto per avere un impatto nella Lega. Coach Cooley racconta che l’anno scorso fu stupito quando il ragazzo, già dichiaratosi per il Draft, in privato gli disse: “Coach, non sono pronto per la NBA. La cosa per cui voglio essere ricordato dalla gente di Providence dopo che me ne sarà andato è aver finito il college con successo. Non voglio che la gente pensi che è tutto per i soldi. Non ti possono portare via una laurea.” Il ragazzo è cosciente dei suoi limiti e delle sue ambizioni, e questo va sicuramente a suo vantaggio.
Punti Forti. Sul campo i miglioramenti durante l’ultima stagione con i Friars sono stati evidenti: aumento delle percentuali dall’arco (dal 35.1% al 37.2% su un maggior numero di tentativi) e una diminuzione delle palle perse, da 4.2 a 3.5 per partita. I suoi mezzi atletici e la visione di gioco però sembrano essere le marcie in più del ragazzo proveniente dal Connecticut. Per due anni consecutivi vincitore del titolo di miglior giocatore della Big East, è stato il migliore in entrambe le stagioni per quanto riguarda la assist percentage (la percentuale di canestri assistiti da un giocatori mentre è in campo), con il 50% nell’anno da sophomore (No.1 in tutta la NCAA) e il 41.8% nell’ultimo anno.
Anche difensivamente Dunn sembra avere tutte le carte in regola. Oltre al titolo di miglior giocatore dell’anno infatti Dunn si è assicurato anche il premio di difensore dell’anno per due volte di fila. In questa metà campo è potenzialmente devastante, visto l’atletismo e la sua taglia. Il ragazzo è alto 1,95 cm con una tremenda apertura di braccia che misura 2,10 cm. Un miglioramento a livello di fondamentali potrebbe renderlo un elite defender anche a livello NBA, la sua stazza gli permette di competere (almeno potenzialmente) con le shooting guards del piano di sopra.
Punti Deboli. Deve assolutamente cercare di tenere maggiormente sotto controllo il pallone. È migliorato, certo, ma è portato spesso a esagerare e questo non fa bene al suo gioco (3.3 palle perse a partita durante i suoi anni a Providence). Tiratore ondivago dalla lunetta, sotto la media per una guardia (69.3% ai tiri liberi durante la sua carriera al college, mai andato oltre il 70%), un altro problema da affrontare è una qual certa irruenza difensiva che lo porta a volte ad essere soggetto a problemi di falli. Così come gli è capitato infatti nell’ultima partita di quest’anno contro North Carolina, quando con 10 punti dopo 8 minuti dall’inizio della partita era il trascinatore della sua squadra, prima che i falli lo costringessero uscire dalla partita per farne ritorno solo nel secondo tempo (Dunn è comunque riuscito a segnare 29 punti in 26 minuti, con 10/16 dal campo).
Con l’aggiunta di un tiro più affidabile da fuori e un miglioramento dei fondamentali difensivi, Dunn potrebbe essere uno dei veri steal of the Draft di quest’anno. È sicuramente uno dei giocatori più interessanti che sta per entrare nella NBA, e se ha ancora da migliorare proprio questo è uno dei lati più intriganti del giocatore ventunenne: i suoi notevoli margini di miglioramento suggeriscono di aspettare e vedere come si comporta nella Lega dei grandi prima di giudicarlo.



