Home NBA, National Basketball AssociationNBA DraftNext! Draft NBA 2016: Ben Simmons e Brandon Ingram

Next! Draft NBA 2016: Ben Simmons e Brandon Ingram

di Francesco Gulfo
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Draft NBA 2016, tutto pronto con dei prospetti di grande, grandissimo livello. Conosciamo meglio i protagonisti del prossimo Draft NBA, che avrà luogo al Barclays Center di Brooklyn il 23 giugno prossimo.

Anche se la Lottery è lontana e ancora non sappiamo chi sarà a scegliere per primo siamo già sicuri di chi sarà preso con la prima e con la seconda scelta assoluta, a meno di prestazioni incredibili durante le Final Four NCAA che facciano cambiare idea agli scout. Philadelphia 76ers e Los Angeles Lakers sono le principali pretendenti alla prima scelta, ma anche Phoenix Suns, Boston Celtics (che possiede la scelta dei Brooklyn Nets) e Minnesota Timberwolves guardano alla finestra in attesa di un bel colpo di fortuna. In un evento che si chiama Lottery la fortuna può giocare un ruolo determinante infatti, ma fino al 17 maggio non potremo saperne di più.

Sono due talenti chiacchieratissimi sin dal loro ingresso al college. Uno di loro era ritenuto l’indiscutibile prima scelta assoluta fino a poco tempo fa, l’altro però è riuscito a bruciare le tappe e adesso è visto da molti come il vero crack del draft di quest’anno. Sono Ben Simmons (LSU, Freshman) e Brandon Ingram (Duke, Freshman). Entrambi giocano come SF – Small Forwards, anche se Simmons per via del fisico (e dell’assenza totale di tiro da fuori) sembra utilizzabile anche da PF – Power Forward. Entrambi hanno probabilmente già esaurito le rispettive carriere al college dopo un solo anno, dato che LSU non è stata inserita nel torneo NCAA ed ha rifiutato la probabile chiamata al NIT (il torneo “consolatorio” per le squadre non chiamate al torneo maggiore) e Duke è stata sconfitta per 68-82 da Oregon per l’accesso alle Elite Eight.

 

Draft NBA 2016: Ben Simmons

Ben Simmons con la maglia di LSU

Il talento classe 1996 di Louisiana State, Ben Simmons

La sua stagione Ncaa. La stella di LSU sembra tra i tanti il più pronto ad avere un immediato impatto nella Lega dei grandi, e visto il fisico di dubbi ne rimangono veramente pochi. Il ragazzo nato a Fitzroy, Australia il 20 luglio 1996 è misurato a 6’9″ per 239 libbre (2.10 metri per 108 chili) e da questo punto di vista sembra già impostato per affrontare senza troppi traumi la fisicità della NBA. La sua stagione da freshman è stata fantastica secondo i numeri, statisticamente un’annata così non si vedeva dal campionato 1986 di Ron Harper, che allora era un Senior a Miami Ohio. Oltre 19 punti, 11 rimbalzi e 4 assist a partita per Simmons insieme a un impressionante PER di 29,9 (tenendo conto che il PER medio di ogni Lega/campionato sarà sempre 15,00 è questo un risultato eccezionale). Nonostante ciò LSU non è riuscita a fare molta strada ed ha concluso la stagione con un deludente record di 19-14. La partita contro Texas A&M è stata probabillmente l’ultima della carriera collegiale di Simmons, che subito dopo ha ingaggiato l’agente di LeBron James, Rich Paul, per essere rappresentato in vista del prossimo Draft NBA.

Punti Forti. Oltre alla corporatura già ottimamente sviluppata, Ben Simmons è uno degli atleti più fluidi e coordinati che potete trovare in giro. Nonostante non abbia le braccia lunghe di un Ingram, per esempio, il suo è un fisico ottimo per un 4 e il controllo del corpo è eccezionale per uno della sua stazza. Pochi atleti della storia recente possono prendere il rimbalzo difensivo e immediatamente dare l’inizio alla transizione come fa lui. È proprio la transizione forse la fase del suo gioco più sviluppata, lì dove può esprimere la sua ottima visione di gioco e gli straordinari cambi di velocità che, almeno a livello NCAA non hanno paragoni. Anche il ball-handling è fantastico per uno col suo corpo, il che fa pensare a un futuro da facilitatore per lui. Mostra solide abilità realizzatrici all’interno dell’area, che compensano la scadente qualità del tiro da fuori. Ha il fisico per assorbire i contatti, il lavoro di piedi e i movimenti per un già decente gioco spalle a canestro.
Nella metà campo difensiva la rapidità di piedi e l’eccezionale abilità nei movimenti laterali gli permettono, quando è concentrato, di essere un difensore potenzialmente straordinario, capace di difendere bene sia contro le ali forti che contro gli esterni, talvolta anche sulle guardie. Possiede un istinto per il gioco della pallacanestro che non può essere insegnato. Anticipare le giocate dell’avversario e recuperare il pallone, sapere dove andrà a finire il pallone e prendere il rimbalzo (anche in attacco) sono caratteristiche innate che lo rendono un potenziale fenomeno e hanno lasciato spazio a paragoni per adesso poco leciti con ‘The King’ in persona.

Punti Deboli. Basso livello di intensità, scarsa concentrazione. Le maggiori preoccupazioni degli esperti di tutta America vengono da questi due aspetti del carattere di Simmons, che per questo non sembra pronto a guidare una squadra di basso livello a una lotta per i playoff. Dato che andrà a finire sicuramente in una squadra del genere i dubbi circa la sua resa aumentano considerevolmente. L’abilità in difesa, per esempio, resta ancora confinata in una serie di giocate isolate tese forse più a cercare la giocata spettacolare che il bene della propria squadra.
Metà campo offensiva, le cose non migliorano di molto. La scarsa forza mentale di Simmons potrebbe essere un ostacolo alla costruzione di un jumper che sia degno di questo nome. Nei confronti di questo fondamentale Simmons ha praticamente fiducia zero, e questo nella NBA potrebbe essere il problema più grave. Alcuni coach non hanno esitato a far difendere su di giocatori più piccoli che rimanevano ben dentro l’area. In queste situazioni l’australiano ha finito per diventare passivo e controproducente ai fini della squadra.Offensivamente è quindi il gioco a metà campo quello che desta maggiori preoccupazioni riguardo il futuro NBA di Simmons: anche a causa di uno spacing di LSU ritenuto pessimo da molti esperti, il ragazzo non ha mostrato eccelse doti quando ha giocato da portatore di palla nei PnR. Per diventare un facilitatore vero e proprio necessiterà di parecchio lavoro (e una squadra che gli consenta di agire con molto più spazio).

Conclusione. La pessima stagione di LSU, la scarsa forza mentale e la fiducia quasi nulla nel suo jumper hanno fatto scendere Simmons nelle previsioni alla chiamata numero 2. Il giocatore australiano, oltre a dover assolutamente migliorare il proprio tiro, deve dimostrare di poter essere un leader e dissipare in tal modo i dubbi circa il suo carattere.

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Draft NBA 2016: Brandon Ingram

Ingram con la maglia numero 13

Ingram con la maglia numero 13

La stagione Ncaa.  17.1 punti, 6,8 rimbalzi e 1.4 stoppate a partita per quello che è probabilmente il talento cestistico più puro del Draft. Il ragazzo nato a Kinston, North Carolina, il 2 settembre 1997 è un’ala piccola (SF) fatta e finita. Al contrario rispetto a Simmons infatti, il tiro da fuori e il fisico molto più snello e ancora in via di costruzione ne fanno più un esterno, che però può migliorare molto a rimbalzo e sotto canestro grazie alla notevole lunghezza delle sue braccia (2,23 metri di apertura alare). Alto 2,10 metri per 89 chili, la stagione per i suoi Blue Devils campioni in carica non è andata secondo le aspettative (che a Duke Chapel vogliono sempre il titolo), ma Ingram ha mostrato dei miglioramenti durante l’annata che ad esempio, il collega Simmons non ha fatto vedere. Le ultime 5 partite sono esemplari per il giocatore del North Carolina: 22.8 punti, 8.8 rimbalzi, 2.0 recuperi e 1.8 stoppate con 17-30 (57%) da 3.

Punti Forti. Inutile girarci intorno. Ingram fa parte di quel gruppo di giocatori che sarà il futuro della NBA, quantomeno fisicamente. Da Kevin Durant in poi, passando per Anthony Davis, Kawhi Leonard e Giannis Antetokounmpo, la Lega si sta popolando di specimen umani che sembrano di un altro pianeta e Ingram fa parte di questa cerchia. Non conta più la semplice altezza, le braccia lunghe permettono recuperi impossibili, tiri oltre difensori più grossi e chi più ne ha più ne metta. Oltre a questa innata caratteristica Ingram sembra più adatto di Simmons, tecnicamente parlando, alle spaziature che la NBA moderna richiede. Il tiro da fuori è un enorme punto a suo favore, specie considerando che l’atletismo del ragazzo non è ancora a livelli di elite (ma riesce comunque a raccogliere parecchi viaggi in lunetta). La visione di gioco c’è eccome, in generale possiede un IQ cestistico ben sopra la media che insieme a un fisico più sviluppato lo potrebbe rendere un vero e proprio fuoriclasse.

Punti Deboli. L’esplosività non è il suo punto forte. Quando non riesce a spuntarla grazie alle lunghissime braccia questo si fa sentire, dato che a volte in attacco può essere prevedibile. Inoltre ci sono dubbi riguardo la sua personalità, il suo carattere. Ingram è un ragazzo timido, silenzioso, che non possiede ancora doti di leadership abbastanza marcate. Questa forse è solo una parte del problema, e non la più grave. La mancanza di leadership e personalità si traduce anche in quella che spesso è intensità difensiva ben sotto la media, che accompagnata da una velocità laterale non eccelsa ne fa un difensore dal rendimento ondivago. Il lavoro di piedi in difesa è sicuramente un fondamentale che necessita di parecchio lavoro, se Ingram vuole riuscire a rimanere dietro alle ali piccole di livello NBA.

Conclusioni. Durant 2.0 o no, Ingram è un talento cristallino che per raggiungere il massimo del suo potenziale ha ancora molto da lavorare. Inutile dire che partendo da una base così il compito è assai meno arduo.

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