Next! Draft NBA 2016: Buddy Hield

di Francesco Gulfo
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Oklahoma lo scorso sabato notte ha perso la semifinale della Final Four ricevendo una delle più sonore batoste nella storia della NCAA (95-51 contro Villanova). Buddy Hield, nonostante la figuraccia sua e della squadra, rimane uno dei giocatori più interessanti in vista del Draft in programma il prossimo 23 giugno. Da tempo sembra che Ben Simmons e Brandon Ingram siano due-tre spanne sopra gli altri, ma dal canto suo Hield, ragazzo nato a Freeport, nelle Bahamas il 17 dicembre 1993, possiede tre doti importantissime che renderanno agevole il suo adattamento alla NBA:
1. Il tiro da 3;
2. 4 anni di esperienza al college che lo hanno fatto maturare notevolmente;
3. Un’incredibile etica del lavoro.
Queste non sono sicuramente caratteristiche da sottovalutare, specialmente in un Draft come quello di quest’anno, in cui sembra che il livello non sia eccessivamente alto e un giocatore già impostato come il numero 24 è in grado di dare certezze immediate alla squadra che se lo aggiudica. Non che debba diventare per forza una star, ma per lui è tranquillamente immaginabile una lunga permanenza in NBA.

I Sooners festeggiano il titolo di West Regional Champion dopo aver battuto Oregon 80-68. 37 punti di Buddy Hield

Punti Forti. Tiro. Tiro. Tiro. Buddy Hield quest’anno ha il 46% da 3 in 33 gare stagionali, e il giocatore dell’università di Oklahoma ha una media di 8.7 tentativi da oltre la linea dei 3 punti. Andando a considerare inoltre la percentuale reale di tiro (True Shooting Percentage) Buddy Hield ha un incredibile 67% su oltre 16 tentativi di media dal campo. Per farci un’idea l’attuale MVP della Lega Stephen Curry al suo secondo anno di college a Davidson aveva il 64% di percentuale reale e una media di 18.2 tiri tentati dal campo. Lasciando stare paragoni scomodi, Buddy Hield ha dimostrato di essere un ragazzo che sa andare oltre i propri limiti, grazie a una straordinaria etica del lavoro. Durante l’anno da freshman i suoi numeri recitavano così (parametrati su 40 minuti): 12.8 punti e 2.1 tiri liberi tentati a partita, col 48% di percentuale reale; nella stagione da senior, quella attuale, si possono ben vedere i segni dell’estremo miglioramento: i punti per 40 minuti sono diventati 28.6, i tiri liberi sono ora 6.2 e la percentuale già la conosciamo.
All’inizio della sua esperienza al college l’assenza di un ball-handling di prim’ordine e di rapidità gli costava molto in termini di efficienza. Non riusciva con continuità a crearsi spazio per il tiro e piuttosto che andare a finire al ferro preferiva l’utilizzo massiccio del floater che però non conseguiva spesso i risultati sperati. Adesso è tutto diverso. Oltre alla capacità di inventarsi il tiro in praticamente ogni situazione, grazie alla forza acquisita nella parte inferiore del corpo, le notevoli doti di palleggio gli permettono di poter creare tanto dal pick&roll quanto in isolamento. Per quanto riguarda i tiri ravvicinati ora Buddy Hield ha imparato a finire con decisione al ferro, anche usando la mano debole (nettamente migliorata), senza voler evitare il contatto dell’avversario. Da questo scaturiscono i più frequenti viaggi in lunetta. Il numero 24 ora è una vera e propria minaccia in attacco e può attaccare qualunque difesa gli si pari davanti, come ha dimostrato all’università di Kansas.
L’arsenale offensivo è sicuramente la parte più attraente di Buddy Hield, ma anche difensivamente mostra interessanti caratteristiche. Hield misura circa 1,95 m di altezza per 97 kg, ma l’apertura delle braccia raggiunge i 2,07 metri. Questa, insieme a una buona capacità di muoversi lateralmente lo rende abbastanza portato a contestare i tiri degli avversari e inseguirli attraverso i blocchi. In questa metà campo ha ancora da migliorare a livello puramente tecnico, così da poter difendere anche su altri ruoli rispetto alle guardie della sua taglia, ma ha decisamente gli strumenti per imporsi anche come difensore.

Buddy Hield Oklahoma NCAA

Attaccante completo, Hield può essere un giocatore utile a molte squadre NBA

Punti Deboli. Hield ha rifiutato di entrare nel Draft 2015 perchè i rappresentanti delle squadre NBA gli avevano fatto capire che sarebbe stato scelto probabilmente a metà del secondo giro. Questo era dovuto in parte alla sua ancora discontinua capacità di scegliere e crearsi buoni tiri, e al fatto che non fosse un fattore in quanto ad assistman. Se il primo problema è stato in gran parte risolto (anche se tende ancora a forzare ogni tanto), quello degli assist è l’unico numero che non è mai migliorato. Parametrati sui 40 minuti, i 2.9 assist del primo anno ad Oklahoma sono addirittura superiori ai 2.4 della stagione attuale. Ovviamente questo dato può essere dovuto a molti fattori, ad esempio il fatto che Hield è il principale terminale offensivo della squadra ed è quindi solito essere protagonista nella parte conclusiva dell’azione, piuttosto che nella fase preparatoria. È un dato che stupisce, tuttavia, all’interno del quadro di generale miglioramento del ragazzo delle Bahamas.
Difensivamente parlando ci sono dei dubbi riguardo le sue capacità di difendere sulle ali, ma come già detto precedentemente ha le capacità sia fisiche che soprattutto mentali per migliorare questa parte del suo gioco e diventare un difensore più che accettabile su diversi ruoli (non dimentichiamoci della notevole lunghezza delle braccia).

Conclusioni. Buddy Hield è forse l’attaccante più forte dell’intero panorama collegiale e ha raggiunto questo status tramite il duro lavoro e la voglia di migliorarsi. Sorge una domanda a questo punto: che abbia già raggiunto il livello massimo del suo potenziale? Si è affermato come attaccante puro (29.3 punti di media nelle prime 4 partite del torneo NCAA, escludendo la disfatta contro Villanova), e i pochi assist regalati ai compagni ci suggeriscono forse che quello di realizzatore è e rimarrà il suo ruolo anche nella NBA.
Innanzitutto, se così fosse, averceli realizzatori così! In secondo luogo, quando si è di fronte a un ragazzo come Buddy Hield, uno col fuoco dentro, tutto diventa veramente possibile.

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