Shaquille O’Neal: ancora una volta, l’ex centro di Magic, Lakers, Heat, Suns, Cavs e Celtics ha dimostrato il suo grande cuore. Diversi giorni fa, infatti, The Big Aristotele aveva contribuito finanziariamente al funerale della piccola Jazmine Barnes, uccisa a Houston lo scorso 30 Dicembre mentre era in auto con la madre al seguito di una sparatoria.
Ai microfoni di TMZ Sports, il 46 enne ex giocatore ha voluto spiegare il motivo di questo suo gesto di beneficenza.
SHAQUILLE O’NEAL: LE DICHIARAZIONI

Shaquille O’Neal, una carriera NBA dal 1992 al 2011 divisa tra Orlando, Los Angeles, Miami, Phoenix, Cleveland e Boston. (Photo by Lisa Blumenfeld/Getty Images)
Il nativo di Newark, in particolare, si è mostrato molto colpito dall’accaduto e profondamente sincero nelle sue intenzioni di voler aiutare la famiglia della vittima. O’Neal, il quale è entrato nella Hall of Fame nel 2016, non è nuovo ad iniziative del genere, come lui stesso ha spiegato. L’anno scorso, infatti, aveva pagato la cerimonia funebre di una donna uccisa dai colpi di un’arma da fuoco in Georgia.
Ho fatto cose del genere per anni. Appena ho saputo la notizia ho immaginato il dolore terribile della madre, e volevo contribuire a pagare il funerale, dato il loro elevato costo.
In tale scelta, poi, ha contribuito anche il fatto della sua appartenenza alla comunità di Houston, città in cui ha fissato ormai la sua residenza.
Vivo qui a Houston da 20 anni ormai. E’ stata la cosa più giusta da fare.
Oltre alla partecipazione alle spese per l’ultimo saluto alla piccola, l’ex cestista si era anche dichiarato disponibile ad aiutare le forze dell’ordine nell’arresto dei due malviventi, sui quali pendeva una taglia da $100,000. E, per fortuna, tale avvenimento è accaduto: lo sceriffo della contea di Harris ha infatti annunciato nei giorni scorsi che gli assassini della piccola Jazmine Barnes sono stati catturati, con l’accusa di omicidio capitale. Per questo reato rischieranno una pena davvero pesante.



Lui è un misto tra me, Michael e Magic Johnson. Assomiglia a me perché è più grande e forte di tutti gli altri, a Michael perché può realizzare da qualsiasi posizione ed in qualsiasi momento e a Magic perché riesce sempre a coinvolgere i suoi compagni di squadra, facendoli rendere al massimo. E’ sempre stato così, sin dall’inizio della sua carriera alle superiori. Si vedeva che era speciale già d’allora.




sempre più piede. In alternativa, mi piacerebbe guidare i New York Knicks. Un’avventura all’ombra della Grande Mela sarebbe intrigante. Solo che io e Phil Jackson abbiamo due concezioni diverse di Triangolo…


