Grande vittoria per i San Antonio Spurs, che sul campo dell’AT&T Center sconfiggono gli Heat e fanno propria gara-1.
Dopo essersi fatti rimontare, clamorosamente, nel terzo quarto, i texani sono riusciti ad infliggere a Miami un sonoro 17-36 nell’ultimo periodo, conquistando così la partita. Ecco come si sono comportati gli uomini di Popovich:
Tim Duncan: Basterebbe soltanto il nome, la sua storia e la sua voglia di essere ancora protagonista. Perde 5 palloni, ma ci sta in una partita così importante e così tirata. In fase difensiva, come al solito, è ottimo e spreca mai i falli. Chiude in doppia doppia con 21 punti, 10 rimbalzi e 3 assist. E’ spaventoso dal campo, dove segna 9 tiri su 10 tentativi ed è ottimo anche dalla lunetta, dove segna 3 dei 4 tiri liberi a disposizione. Eterno. Voto 7.
Kawhi Leonard: C’è chi, guardando semplicemente le sue statistiche, direbbe che non è stata una grandissima prova, ma sbaglierebbero in maniera clamorosa. E’ l’uomo giusto nel momento giusto, il suo atletismo lo rende insostituibile ed il suo talento dà il giusto equilibrio alla squadra. Oggi è meno appariscente del solito, ma riesce a limitare bene l’avversario di turno. Conclude la sua partita con 9 punti (3 su 5 dal campo, 2 su 3 da tre punti, e 1 su 2 dalla lunetta), 2 rimbalzi ed una palla recuperata. La sua importanza tattica compensa la sua serata, statisticamente, un po’ opaca. Voto 6.
Tiago Splitter: Dopo la panchina nell’ultima partita contro i Thunder, Popovich lo ripropone in quintetto e lui sembra aver imparato la lezione. Per un centro non è semplice giocare, da protagonista, negli schemi di Popovich, ma lui stasera lo fa alla grande. Grande prova su entrambi i lati del campo, niente da aggiungere. Chiude con 14 punti, 4 rimbalzi e due stoppate, ricorrendo soltanto ad un solo fallo. Tira con un ottimo 5 su 6 dal campo ed un altrettanto buono 4 su 5 dalla lunetta. Se il coach di San Antonio si aspettava delle risposte, le ha avute. Voto 6,5.
Tony Parker: Infortunato? Se questo è un Parker al 70%, quando tornerà al massimo non importerà nemmeno giocare. Come i suoi compagni, perde diversi pallone, ma è una partita tirata e giocata in maniera molto aggressiva, quindi ci possono benissimo stare le 4 palle perse. Non prende neanche un rimbalzo, ma vederlo giocare con il pallone tra le mani vale il prezzo, molto alto, del biglietto. Chiude la partita con 19 punti, 8 assist e una palla rubata. Tira con il 53% dal campo, due su due da tre punti, e mette un tiro libero dei due a disposizione. Grande prova per lui. Voto 7.
Danny Green: Gioca buona parte della gara in sordina, poi si ricorda di essere anche lui un ottimo giocatore e aiuta, in maniera ottimale, la squadra a risalire dopo il terzo quarto. Chiude la sua gara con 13 punti, 2 rimbalzi, 1 assist, 2 palle rubate e una stoppata. Tira con il 44% dal campo (3 su 7 da tre punti) e due su due dalla lunetta. Buona anche la sua fase difensiva. Voto 6,5.
La panchina degli Spurs, oggi, non perdona. Ognuno dei 4 giocatori partiti dalla panchina è riuscito a dare il proprio contributo in entrambe le fasi. Su tutti, come sempre, brilla la stella di Manu Ginobili, che chiude con una doppia doppia da brividi: 16 punti, 11 assist, 5 rimbalzi, 3 palle rubate e uno stoppone, tirando con il 50% dal campo (50% anche da tre punti). Grande prova anche di Belinelli, che entra bene in partita, tirando soltanto da tre punti e segnando 2 tentativi su 3 dal campo e 3 su 4 dalla lunetta, aggiungendo 2 rimbalzi ed un assist. In fase difensiva, ottima la prova di Boris Diaw, che chiude con 10 rimbalzi, 8 dei quali in fase difensiva, e, già che era in campo, anche 6 assist. Patty Mills, invece, non è particolarmente brillante e segna soltanto 3 tentativi su 5 dal campo (1 su 3 dai tre punti), chiudendo con 7 punti, 3 rimbalzi e una palla rubata. Voto alla panchina 7.
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Si chiude con un “partitone” la serie tra San Antonio Spurs ed Oklahoma City Thunder: alla Chesapeake Energy Arena, stanotte, è sceso il sipario sulle Finals di Western Conference, ma l’ultimo atto è stato letteralmente pazzesco, terminato in over time e tenuto in bilico fino a pochissimi secondi dalla fine. Dalle mani di Tim Duncan e di Boris Diaw è venuta fuori la vincitrice di questa valorosa e infuocata serie: San Antonio vince la serie e va in finale, incontrando ancora una volta Miami.
San Antonio parte bene, ma Oklahoma City risponde subito, arrivando al +7 a metà primo quarto, con gli Spurs fermi a 8 punti, ma poi Parker e Leonard rispondono, Pop boccia Bonner (reinserito in quintetto base) e mette dentro Diaw, che aiuta i texani a chiudere il primo quarto sul 20-23, limitando i danni di un Russell Westbrook da 8 punti in 5 minuti. Il secondo quarto resta in un equilibrio pressochè perfetto sin quasi all’intervallo lungo, con capovolgimenti di fronte continui, botta e risposta, ma i Thunder chiudono con due colpi finali di Ibaka e KD e portano il punteggio sul 42-49.
Al rientro c’è una brutta notizia per i tifosi degli speroni texani: Tony Parker resta fuori per un problema alla caviglia sinistra (potrebbe anche saltare gara-1 contro Miami) e Popovich lo sostituisce con Joseph, che a metà quarto lascia il campo a favore di Mills. Il copione, però, non cambia: San Antonio recupera il mini-distacco, Oklahoma City non molla un secondo, Leonard replica le giocate dispensate sistematicamente in tutte le gare della serie, fa 8 punti nella prima metà del quarto, Durant e Jackson rispondono, ma negli ultimi 2:30 del quarto gli Spurs piazzano un velenoso 13-2, raggiungendo per la prima volta in partita il vantaggio in doppia cifra (79-69) e mostrando i denti ai Thunder.
Nell’ultimo quarto regolamentare, Pop inserisce Belinelli, che giovedì sarà il primo italiano a giocare una finale NBA, e lui si comporta bene, mette una delle sue triple e piazza un paio di giocate difensive di buon livello. A metà quarto quarto il punteggio dice ancora vantaggio Spurs, 91-82, ma a questo punto sono i Thunder a fare il break, un 9-2 inaugurato dalla bomba dell’immortale D-Fish. Il punteggio sale allora sul 93-91 a 4:01 dal termine, e tre minuti dopo l’operazione aggancio viene compiuta dai Thunder grazie a due liberi di Durant: 97-97. Durant mette la maglia da MVP, si infila in area e mette il layup del +2, ma dall’altro lato c’è Gino, che mette la bomba del 100-99 a 27″ dal termine. Dopo qualche libero, il punteggio si ferma sul 101-101, e la palla decisiva sta di nuovo nelle mani di Manu, che però stavolta sbaglia sulla sirena. Sarà OT.
E in OT c’è un certo Timmy che sale in cattedra: fa 7 punti in poco più di 2 minuti, Westbrook risponde ma sbaglia fin troppo (saranno 8 i suoi tiri riusciti, a fine gara, sui 23 tentati). A 19″ dal termine i Thunder stanno sotto di un possesso, 110-107, chiamano time out e al rientro KD ha in mano la palla del pareggio… Ma la maglia da MVP questa volta l’ha lasciata in panca, e sbaglia, chiudendo così i giochi a 16″ secondi dalla fine.
Promossi: Boris Diaw, che fa un grandissima gara da 26 punti, 5/8 al tiro da due e 3/6 da tre, “mani di Picasso, talento di Leonardo, culo di Valeria Marini e fame della Madonna” (cit.); Tim Duncan, immenso, immortale, maestoso, 19 punti e 15 rimbalzi a condire la solita regale prestazione da condottiero, alla bellezza di 38 anni (non lo si ricorda mai abbastanza); Kawhi Leonard, leggermente più impreciso del solito ma punto fermo degli Spurs in questa serie, registra 17 punti e 11 rimbalzi; Manu Ginobili, sempre al posto giusto al momento giusto, fa 15 punti, recupera 4 palle e smista 5 assist; Gregg Popovich, che, senza Parker, reimposta i suoi, chiede più movimento di palla e porta a casa le Finals di WC, per la sesta volta nella sua carriera.
Bocciati: si fa fatica a dire OKC, perchè i Thunder hanno combattuto con le unghie e con i denti. Certo, Perkins e Adams non pervenuti, in difesa i Thunder hanno avuto i soliti enormi buchi, ma Westbrook (34 punti, 8 assist, 7 rimbalzi) ha solo peccato un po’ di tensione, Jackson ha risposto presente ancora una volta, Ibaka non ha brillato, ma ha fatto il suo. Anche KD ha messo in campo la solita grossa, prestazione: 31 punti, 14 rimbalzi, 3 stoppate, ma anche 7 palle perse, come Westbrook, e 6 errori al tiro da tre, ultimo e più importante quello a 16″ dal termine, che avrebbe riportato i Thunder in parità. Ha peccato nel momento decisivo, esattamente quello che un leader, un campione, non dovrebbe fare.

Nella notte San Antonio ha conquistato la finale NBA. Non certo la prima per il trio Ginobili-Parker-Duncan e non certo la prima nemmeno per coach Gregg Popovich. Per l’allenatore della franchigia del Texas si tratta della sesta finale in carriera, con quattro vittorie e una sconfitta (l’anno scorso contro gli Heat).
E’ arrivata nella notte l’eliminazione per gli Oklahoma City Thunder, dopo la sconfitta casalinga contro i San Antonio Spurs. Ancora una volta Durant&soci sono caduti in overtime, come accaduto diverse volte in questi playoff.
Due volte è successo nel primo turno, contro i Memphis Grizzlies, sempre vincenti nelle gare oltre il 48° minuto. Vittoria invece contro i Clippers, ma, come detto, questa notte non è bastato.
Grazie alle vittorie 4-2 rispettivamente su Indiana e Oklahoma City, Miami e San Antonio si sono aggiudicate il pass per le NBA Finals. Sette gare di passione e spettacolo, ecco qua orari e date degli incontri:
Gara1 @ San Antonio ore 03:00 italiane 5 Giugno.
Gara2 @ San Antonio ore 02:00 italiane 8 Giugno.
Gara3 @ Miami Heat ore 03:00 italiane 10 Giugno.
Gara4 @ Miami Heat ore 03:00 italiane 12 Giugno.
Gara5 @ San Antonio ore 02:00 italiane 15 Giugno.
Gara6 @ Miami Heat ore 03:00 italiane 17 Giugno.
Gara7 @ San Antonio ore 03:00 italiane 20 Giugno.







