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NBA Playoffs Analysis&Grades, Thunder: Westbrook e Durant presenti, il contorno stecca
All’AT&T Center di San Antonio i Thunder si trovano ad affrontare il ritorno di fiamma degli Spurs.
Questa volta non bastano Westbrook e Durant, uniti ad un buon Reggie Jackson, a trascinare la squadra verso la vittoria. Deludono in molti, soprattutto chi aveva fatto un lavoro egregio nelle ultime due uscite. Ecco come si sono comportati i Thunder:
Serge Ibaka: Dopo due turni stoici, fa vedere che l’infortunio c’è e si fa sentire. Stringe i denti, ma non è assolutamente il Serge Ibaka di gara 3 e gara 4. Chiude con 6 punti, 2 rimbalzi, 2 assist, una palla rubata e due stoppate. Tira con il 30% dal campo e gioca soltanto 27 minuti. Non una grande serata, ma l’infortunio, probabilmente, lo condiziona oltre misura. Voto 5.
Kevin Durant: Quando ha la palla in mano è imbarazzante, c’è poco da fare. Fa sentire sempre sotto minaccia il proprio marcatore, che comunque fa un gran lavoro difensivo facendogli prendere anche dei tiri difficili. Chiude la sua partita con 25 punti, 5 rimbalzi, 2 assist, una palla rubata e una stoppata. In fase difensiva potrebbe fare meglio e sfruttare il suo 0 nel tabellino dei falli, ma non ci riesce. Tira con il 52% dal campo (33% da tre punti) e 1 su 4 al tiro libero. Partita dai due volti. Voto 6.
Kendrick Perkins: Senza dubbio il peggiore in campo dei suoi, nonostante il minutaggio molto basso. Si fa notare per i 6 rimbalzi raccolti, distribuiti equamente tra offensivi e difensivi, e per due assist. Ma soprattutto si nota per le difficoltà che ha in fase difensiva, dove è costretto a spendere 4 falli in 16 minuti. Può fare senza dubbio meglio. Voto 4,5.
Russel Westbrook: Insieme a Durant, ha il grande merito di provarci. Dopo la grande prova dell’ultima partita, conferma il suo stato di forma, che però non basta ad garantire la vittoria ai suoi. Chiude la gara con 21 punti, 4 rimbalzi, 7 assist e 3 palle rubate. Tira con il 50% dal campo (2 su 6 da tre punti) e con il 78% dalla lunetta. Una luce in una serata buia. Voto 6,5.
Reggie Jackson: Vederlo tirare p una cosa meravigliosa, la sua fase difensiva, invece, ha fatto due passi indietro rispetto a quella delle ultime due partite. Chiude con 11 punti, 3 rimbalzi e 2 assist, tirando con il 50% dal campo (1 su 2 da tre punti). Insieme a Durant e Westbrook è l’unico a salvarsi in una notte molto, molto negativa.
Dalla panchina non arrivano gli aiuti sperati. In una sera in cui i titolari non riescono ad attaccare e difendere come vorrebbero, nessuno riesce ad entrare e spaccare in due la partita. Una serata no per tutti, anche per chi è abituato a partire da fuori e rimettere le cose in ordine. Voto alla panchina: 5.
Russell Westbrook ha davvero realizzato una prestazione incredibile in gara-4 contro San Antonio, registrando 40 punti, 10 assist, 5 palle rubate e 5 rimbalzi. Solo uno, prima di lui, era riuscito a fare altrettanto in una gara dei playoffs: Mr. Michael Jeffrey Jordan.
Jordan, nel lontano ’89, realizzò 44 punti, 10 assist, 7 rimbalzi e 5 palle rubate, in gara-3 del primo round dei playoffs contro i Cleveland Cavaliers.
In questo video, le due prestazioni a confronto.
Dopo una deludentissima gara 4 degli Spurs, che si sono visti massacrare da OKC di un Westbrook storico, a parlare è stato Marco Belinelli che è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport.
Il nativo di San Giovanni in Persiceto è parso molto deluso, ma fiducioso per gara 5 e per il proseguio dei suoi Spurs nei Playoffs, ecco le sue parole : “Loro hanno dominato sin dal primo minuto, secondo me la partita si è riaperta a 6 minuti dalla fine, nonostante non avessimo giocato bene. Per noi gara 3 e gara 4 non sono state buone partite, non abbiamo avuto mai il controllo, non siamo riusciti a passarci la palla come sempre, e non siamo riusciti a difendere contro una squadra come Oklahoma che è molto atletica. Siamo riusciti a rimontare un minimo uscendo noi dalla panchina, cercando di essere aggressivi. In gara 5 saremo molto più aggressivi, perchè sarà una gara fondamentale.”
Per NBA Passion,
Francesco Papillo
Westbrook come Michael Jordan: 40 punti, 10 assist e 5 palle rubate! (video)
Spurs, Belinelli fa mea culpa: “Abbiamo giocato male, ma siamo pronti per gara 4”
Al termine della sconfitta esterna in gara3 contro i Thunder, Marco Belinelli ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui è apparso abbastanza amareggiato: “Ibaka è incredibile. Abbiamo giocato male in attacco e in difesa, loro sono stati aggressivi da subito, in particolare proprio con Ibaka e Jackson. Sono una grandissima squadra, noi invece dobbiamo correggere i nostri errori e tornare pronti per gara4, martedì.”
Dopo una gara-2 dominata, nessuna si aspettava una sconfitta per la franchigia texan: Belinelli ne individua un fattore decisivo nei tiri liberi. “Decisivi sono stati i liberi, causati dal bonus. Loro attaccano molto, Durant è inarrestabile. C’è dispiacere, ma questi sono i playoffs”.
Grande Pop: “Ginobili? Si, starà bene… O magari sarà out per il resto dei playoffs…” (video)
Gregg Popovich ci ha abituati a delle conferenze stampa mai banali e ancora una volta non si smentisce. Quando un giornalista gli chiede come sta Manu Ginobili, uscito nel quarto quarto, Pop risponde, rassicurante: “Starà bene…”, ma poi continua “Oppure sarà out per il resto dei playoffs”, scatenando le risate della sala stampa. Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale… Grande Pop.
La preghiera di Westbrook da metà campo va a segno: incredibile! (video)
Parker passa a Splitter con un no-look facile facile, Tiago gira a Timmy e la retina vola su: gli Spurs fanno quello che vogliono contro OKC.
Thunder @ Spurs 105-122: OKC si impegna, ma San Antonio vince con merito gara-1
Non si può negare che i Thunder ci abbiano provato: nella prima gara delle Finals di Western Conference tra San Antonio e Oklahoma City, com’era prevedibile, il team di Popovich ha letteralmente sovrastato, per forza, esperienza e solidità il team di Scott Brooks, anche se, con Ibaka in campo (fermo per una lesione muscolare al polpaccio sinistro) la musica sarebbe stata sicuramente diversa. A dispetto dei suoi 38 anni, Tim Duncan ha giocato una partita da condottiero puro, segnando 27 punti in 29 minuti, spingendo il resto del team nelle pochissime situazioni di stallo e facendosi trovare sempre al posto giusto al momento giusto. Aggiungete poi un Tony Parker col coltello tra i denti (con certe giocate da spiritello maligno) e un Danny Green che mette 4 bombe su 5, e il successo è servito (speriamo non lo sweep, per il bene dello spettacolo).
San Antonio pigia sull’acceleratore già dal primo quarto, arriva fino al parziale di 9-20 (con 10 punti di Timmy in 7 minuti) prima che OKC possa cominciare a giocare, ma i Thunder rispondono, e con i primi 3 punti di D-Fish, entrato per Westbrook, chiudono il primo quarto sul punteggio di 27-30 per gli Spurs. Si torna in campo, e la battaglia si accende: OKC ci crede, Fisher si mette i compagni sulle spalle e gioca come un ragazzino (l’etica del lavoro), ma dall’altro lato cominciano a piovere le bombe di Green, Tony Parker gira come un matto, e sul 46-52 San Antonio piazza un break di 11-2 inaugurato da Splitter e consacrato da un Parker scatenatissimo. Sul 48-63, finalmente, KD mette una luce tripla nel buio prima del time out, e al rientro Perkins e Jackson scuotono gli ospiti, tentando di ricucire lo strappo, e si portano sul 59-67. Un dato su tutti scrive a chiare lettere la parola Ibaka su questa gara: San Antonio a metà gara aveva segnato il 62% dal campo con 40 punti su 67 segnati dal pitturato, contro il 48% di Oklahoma (con soli 18 punti su 59 arrivati dall’interno dell’area).
Nel terzo quarto però i Thunder ritrovano lo splendido duo, il tandem Durant-Westbrook, che mette a segno 21 dei 23 punti segnati da OKC nel terzo parziale e portano addirittura al vantaggio degli ospiti: nei minuti centrali i due fanno 17 punti, contro i 5 di San Antonio, e si portano sul 76-75, ma poi gli Spurs li ricacciano indietro di prepotenza con un break di 12-2 e chiudono il terzo quarto sul punteggio di 82-89. Nell’ultima frazione San Antonio decide di piazzare subito l’affondo decisivo per chiudere definitivamente le danze e si porta sul +13 a metà quarto (90-103), per poi amministrare con tranquillità i minuti rimanenti. Al suono della sirena il punteggio finale si fissa sul 105-122 per i padroni di casa, che si aggiudicano, meritatamente, gara-1.
Prossimo appuntamento: domani notte, sempre alle 3.00 italiane, sempre all’AT&T Center di San Antonio, Texas.
Buono l’impatto di Marco Belinelli al match: col suo ingresso in campo, tra secondo e ultimo quarto, diventa il primo italiano della storia a giocare una gara dei PO! Registra 5 punti, 2 rimbalzi e 3 assist in 16 minuti.
MVP di serata: Tim Duncan, impossibile non dire altrimenti, in una serata storica per The Big Fundamental, che, con Ginobili e Parker raggiunge quota 110 vittorie ai PO, eguagliando il record di tutti i tempi di Johnson, Abdul-Jabbar e Cooper come trio più vincente in postseason.
Una postilla a parte per D-Fish, che, alla soglia dei 40, lì lì per sedersi su una particolare panchina di NYC, lotta ancora come un leone e segna la bellezza di 16 punti con 4 triple su 6 e 4 liberi su 4 mandati a segno.
Numeri
Thunder: Durant (28 pts, 9 reb, 5 ast), Westbrook (25 pts, 7 ast, 5 reb), Fisher (16 pts, 4/6 da tre), Jackson (13 pts).
Spurs: Duncan (27 pts, 7 reb, 3 ast), Ginobili (18 pts, 3/4 da tre), Green (16 pts, 4/5 da tre), Leonard (16 pts, 6 reb), Parker (14 pts, 12 ast).
OKC: 46.3% (37-80) da due, 44.4% (12-27) da tre, 82.6% (19-23) ai liberi.
San Antonio: 57.5% (50-87) da due, 52.9% (9-17) da tre, 76.5% (13-17) ai liberi.
Serie: San Antonio-Oklahoma City 1-0
Per Nba Passion,
Virginia Sanfilippo, @sanfi_fm
Oklahoma City Thunder vs San Antonio Spurs, mai come quest’anno la finale è stata più annunciata. Le prime due del tabellone occidentale giocheranno la serie finale, che si preannuncia ad alto tasso di spettacolarità e pericolosità per chi, sfortunatamente, ha problemi cardiaci.
La squadra di Popovich sembra arrivare con i favori del pronostico, vista la lezione di basket rifilata ad i Portland Trail Blazers, la spaventosa fase difensiva e la fluidità degli schemi offensivi. I Thunder, invece, hanno visto scendere le proprie quotazioni dopo la notizia dell’infortunio di Serge Ibaka, fondamentale negli schemi difensivi di Scoitt Brooks, che, comunque vada la serie contro San Antonio, non giocherà fino alla prossima stagione.
La sfida è di quelle da non perdere e mette difronte due filosofie di gioco, quasi, completamente diverse: la collettività del gioco degli Spurs, capace di rendersi pericolosa con tutti gli effettivi, e l’imprevedibilità dei singoli dei Thunder, che mettono in mano alla fantasia, e soprattutto al talento, di Russel Westbrook e Kevin Durant la fase offensiva. Una sfida in cui è inutile mettere sul piatto della bilancia i numeri e le statistiche, quel che è successo in stagione regolare e, fin qui, in post-season.
Ce la faranno Durant e Westbrook a raggiungere la finale, o si imbatteranno sullo scoglio rappresentato dai ‘Big three‘? Riuscirà Tim Duncan ad arrivare all’ennessima finale della sua carriera? Riuscirà Brooks a mettere a tacere chi critica il suo operato? Ce la farà Popovich a motivare ancora una volta i suoi? Non è più tempo per le domande. Non c’è più tempo per pensare a come fare. Stanotte all’AT&T Center, così come nelle prossime partite della serie, ne vedremo delle belle, e nessuno ne resterà deluso.
Per Nba Passion
Shedly Chebbi (@shedly7)









