Gli Spurs ottengono la decima vittoria consecutiva impartendo una lezione di gioco ai Cavs.
Il team di Popovich ha rasentato la perfezione contro Cleveland, finendo il primo tempo sul 32-65, dando modo di giocare a tutti gli uomini presenti in panchina. Panchina che ha portato il solito grande contributo con la bellezza di 69 punti. Per gli Spurs grande prestazione di Green (17 punti), che riscatta la serata non positiva contro Memphis, di Patty Mills (15 punti) e del solito Parker (12 punti e 7 assist). Popovich che comunque mantiene il solito atteggiamento non pienamente soddisfatto: “Cleveland non è poi così male come è sembrato stasera e noi non siamo così forti come è sembrato stasera. Abbiamo avuto una di quelle serate dove gira tutto per il verso giusto. Loro sono una squadra giovane e gli abbiamo fatto passare una brutta serata”.
Per i Cavaliers buone le prestazioni di Bynym (16 punti), Irving (15 punti) e Dellavedova (14 punti), che tutta via non sono servite a Cleveland ad ottenere una buona prestazione, complice anche la prestazione nella prima metà della partita dove i Cavs hanno segnato solo 32 punti contro i 65 di San Antonio. “Ci hanno preso a calci nel sedere -ha detto coach Brown-. Non abbiamo fatto niente di buone. L’unica cosa positiva della serata è che abbiamo assistito a una lezione di basket”.
San Antonio continua la sua striscia vincente ottenuta con l’ennesima buona prova di squadra dimostrando di poter essere pericolosa con ogni uomo, senza puntare sul talento del singolo.
spurs
Memphis cade in casa contro gli Spurs. Il gioco di squadra espresso da San Antonio ha fatto la differenza, nonostante le prestazione maiuscole dei singoli dei Grizzlies: finisce 102-86 per i texani.

I padroni di casa hanno dovuto fare a meno di Marc Gasol, infortunato dopo solo 10 minuti, senza però trovare una valida alternativa nella panchina. Panchina che si è rivelata fondamentale nel corso della partita. Sono ben 45 i punti messi a segno dalla panchina degli Spurs contro i soli 18 della panchina di Memphis. “Hanno le nostre misure -ha detto Allen-. Sono sei partite consecutive che ci battono”. Allen è stato uno dei migliori della sua squadra avendo messo a segno 12 punti e servito 4 assist. A niente sono serviti i 28 punti di Conley, e i 16 punti di Randolph, per i Grizzlies che hanno sofferto il gioco di San Antonio sia in fase offensiva che in fase difensiva.

Il clan di Popovich, nonostante la non brillante prestazione di Green (rimasto sul parquet per soli 17 minuti, senza segnare alcun punto), è riuscito a vincere un match che l’ha visto sempre avanti alla fine di ogni periodo. “Abbiamo mantenuto la calma -ha detto Parker- e non siamo andati nel panico. Possiamo gestire ogni partita sfruttando la nostra difesa”. Parker oggi ha tirato fuori dal cilindro la solita prestazione andando a segnare 20 punti e fornendo 5 assist. Degni di nota anche Splitter (17 punti) e Manu Ginobili, che entrato dalla panchina ha illuminato il gioco degli Spurs andando a segnare 15 punti e regalando ben 7 assist ai compagni.
I San Antonio Spurs vincono la 9 partita consecutiva imponendosi anche sul campo dei Grizzlies. I Grizzlies non riescono a confermare il loro stato di forma cadendo contro la squadra più in forma della lega.
Dopo aver finalmente trovato la giusta intesa tra giocatori ed allenatore, ed aver ottenuto una buona striscia positiva, Memphis attende al FedExForum gli Spurs.
A preoccupare coach Joerger non saranno solamente i soliti Parker, Duncan e Ginobili, ma il gioco di San Antonio che coinvolge tutti gli effettivi. Memphis potrà contare sul buono stato di forma di Zach Randolph e Mike Conley, che uniti a Marc Gasol sono in grado di far male ad ogni difesa, soprattutto grazie alla grande vena realizzativa di Conley (18.8 punti a partita). A testimonianza di ciò ci sono i risultati. I Grizzlies sono riusciti a vincere contro due squadre in palla come Golden State ed i Clippers.
Da parte sua Popovich punta al record di vittorie consecutive detenuto da Portland ed a continuare la striscia vincente contro i Grizzlies che vede San Antonio vincente in 11 delle ultime 13 partite. I numeri per puntare al record dei Trail Blazer, vista la buona forma vista sul campo di tutti i suoi giocatori, su tutti Tony Parker che tiene una media di 18.5 punti e 6.1 assist a partita.
Partita che si annuncia spettacolare al FedExForum di Memphis.
Celtics vs Spurs 93-104, Parker sale in cattedra e regala la vittoria a San Antonio
San Antonio vince ancora. Spopovich sembra aver trovato la quadratura del cerchio e, sebbene qualcuno gli rimproveri che il suo gioco sia un po’ noioso, i suoi continuano ad esprimere un buon gioco a prescindere dalla qualità dei suoi avversari.
Andati all’intervallo sul 48 pari ad essere letale per i Celtics, e decisivo in positivo per gli Spurs, è stato il terzo periodo nel quale Parker e Leonard hanno chiuso di fatto i giochi regalando a San Antonio un parziale di 22-32.
A rispondere a chi giudica il gioco degli Spurs scolastico e noioso è Manu Ginobili: “Ci sono quei momenti in cui iniziamo a far girare il pallone e giochiamo più aggressivi, sono momenti divertenti da guardare ed è quello di cui abbiamo bisogno per vincere. Certo non siamo spettacolari perché non andiamo a cercare gli alley-oops o le schiacciate, ma facciamo girare il pallone molto bene e quando c’è lo spazio cerchiamo la penetrazione. Tutti si sentono coinvolti e questo per noi è divertente. Per San Antonio a chiudere la partita come top-scorer è ancora una volta il solito Parker con 19 punti, seguito da Leonard 16 punti, Duncan 13 punti, Diaw 12, Splitter 11 e Green 10.
A rendere onore alla prestazione degli Spurs sono anche i giocatori dei Celtics che, rappresentati da Sullinger, nel post partita hanno fatto i complimenti agli avversari. “Sono una squadra difficile da affrontare per chiunque. Giocano bene palla, non si preoccupano del punteggio. Giocano da vera squadra -ha detto Sullinger-. Potrebbero andare in azione personale, ma non lo fanno perché fanno girare palla per trovare lo spazio. Sono davvero difficili da marcare”.

Sullinger, Bradley e Jeff Green
si sono regalati una grande prestazione sul parquet dell’AT&T Center, andado a segnare 19 punti a testa. Ad essere parzialmente soddisfatto è il coach di Boston Stevens: “La squadra che ha giocato stasera ha giocatori su cui si può lavorare bene. Ne abbiamo parlato dall’inizio della stagione: ci saranno delle partite in cui misureremo i nostri progressi anche se non vinceremo”.
Il progresso di Boston visto stasera è stato buono visto che i Celtics sono andati a segnare 93 punti contro una delle migliori difese del campionato, regalando però il terzo quarto ai padroni di casa.
Una partita condotta per tre quarti di gara dai padroni di casa, che si sono fatti rimontare nell’ultimo periodo da un Tony Parker sempre più trascinatore. Così si può sintetizzare ciò che è successo nella notte di Salt Lake City.
Il francese ha realizzato ben 14 dei suoi 22 punti nell’ultimo periodo, consentendo alla sua squadra di recuperare e sorpassare Utah. Grande prestazione anche di Boris Diaw che partendo dalla panchina ha aggiunto ben 17 punti a quelli realizzati da Parker e Duncan, un po’ in ombra rispetto alle ultime uscite Splitter e Green, che comunque non hanno fatto mancare il loro apporto in fase difensiva. “Abbiamo sbagliato un sacco di tiri -ha detto Hayward-. Li abbiamo lasciati fare all’inizio del quarto quarto e ci hanno superato. E’ una cosa frustrante”. Nonostante la quinta gara in sette giorni, gli Spurs, sono parsi molto tonici contro un avversario che ha corso molto senza riuscire a segnare (7 su 25 dal campo nell’ultimo periodo). “Ero così riposato perché nell’ultimo match non ho giocato il quarto quarto, ero super fresco – ha detto Tony Parker-. Stavo cercando di essere più aggressivo per far girare le cose a nostro vantaggio. Non ero molto contento della mia partita fino all’ultimo quarto”. I Jazz hanno condotto una buona partita, guidati da Derrick Favors, autore di 20 punti e 18 rimbalzi, e da tutto il quintetto base che ha finito la partita con tutti e cinque i giocatori in doppia cifra. La difesa di ferro degli Spurs ha fatto la differenza e come sempre non ha concesso molti punti all’avversario.

Popovich può dormire sogni tranquilli potendo contare sul buon momento di tutte le sue stelle.
All’EnergySolutions Arena di Salt Lake City arrivano i San Antonio Spurs, una delle squadre più in forma del momento: avendo vinto 12 partite, su 14 giocate in stagione, gli Spurs sembrano un ostacolo troppo grande per i Jazz.
Jazz che hanno finalmente ottenuto la vittoria contro i Pellicans, proprio tra le mura amiche. Vittoria ottenuta all’overtime, soffrendo contro New Orleans. Il team si Popovich spaventa e non poco visto il grande momento di forma di Parker, supportato dai punti di Splitter, Duncan e Green.
Hayward (20.3 punti di media) e compagni cercheranno di fermare la striscia vincente di San Antonio, che ormai dura da 8 partite. A confronto due stili di gioco differenti: il contropiede dei Jazz e la difesa di ferro e possesso degli Spurs.
Video-NBA: la top 10 delle giocate della notte, una magia del “Mago” apre le danze
Le migliori giocate della Notte Nba: #10 il nostro Andrea Bargnani apre la classifica con una grande giocata per tenere in campo la sfera e la passa a Melo che infila a canestro.
Ecco tutte le giocate:
Una partita senza storia, condotta per tutta la gara dagli Spurs che non hanno mai avuto un momento di difficoltà. Ben sei i giocatori andati in doppia cifra per San Antonio: Parker(16 punti), Diaw(15 punti), Leonard(13), Ginobili e Belinelli(10 punti a testa) e Tiago Splitter(12 punti).
“Credo che le ultime due o tre partite, dal punto di vista offensivo, siano state molto comode per noi”. Ha detto Popovich, lasciando trasparire la solita non piena soddisfazione per il match nonostante si sia permesso il lusso di far entrare tutti i giocatori in panchina a 6 minuti dalla fine. Ottima prestazione di tutta la squadra, dai 5 iniziali a tutta la panchina, che fa arrivare gli elogi anche dagli avversari, in particolare con Beal: “Quando hai difronte una squadra come quella diventa difficile. Non solo i cinque iniziali, ma anche le riserve hanno fatto girar bene il pallone creando dei buchi nella nostra difesa e non si sono stancati di fare questo gioco”.
Wittman si può consolare con le ottime prestazioni di Martel Webster, autore di 21 punti, Bradley Beal, 19 punti, e John Wall, 14 punti. Wittman, parso molto arrabbiato, ha dichiarato: “Dopo il 60-57 ci siamo presi sei dei peggiori tiri che potevamo prendere. Sei. Potrebbero essere di più, dopo guarderò gli highlights. Zero punti e un passaggio. Tutta d’un tratto qualcuno ha intensione di fare l’eroe. Non possiamo permettercelo. Qui non ci sono eroi“. Se il coach de Wizards ha intensione di mostrare ai suoi come girare la palla sicuramente mostrerà loro la partita che gli Spurs hanno disputato quest’oggi: una vera e propria lezione sul gioco di squadra.
NBA preview: Wizards contro Spurs, Parker e Duncan vogliono continuare a vincere
I Wizards non segnano 100 punti punti contro gli spurs dal marzo 1997. A rendere la partita ancora più dura per Washington è la difesa degli Spurs che nelle ultime partite ha concesso pochissimo agli avversari.
Gli Spurs arrivano alla partita dell’AT&T Center dopo aver spazzato via i Knicks e i Seventysixers, con tutte le sue stelle che sembrano in forma, a partire dalla coppia Parker-Duncan. Particolarmente in forma sembra anche Danny Green che contro Philadelphia ha segnato 5 tentativi su 7 da 3 punti e che ha una media realizzativa di 16 punti a partita.
I Wizards arrivano da due sconfitte consecutive e non sembrano in grado di impensierire particolarmente la difesa di San Antonio. Washington cercherà quasi sicuramente di sfruttare la buona vena realizzativa di Beal, che ha una media punti di 21,0 a partita e mette a segno il 47,6% dei tiri da lontano.
Le statistiche danno per favoriti i padroni di casa, che hanno vinto 14 partite su 16 contro i Wizzard da quando hanno Tim Duncan in rosa.
I San Antonio Spurs vincono anche a Philadelphia e la striscia vincente continua. Popovich vince la sfida contro il suo allievo Brett Brown e si mantiene saldamente in cima alla classifica del south-west conference. Decisivi, come sempre, i punti e le giocate di Danny Green e Tony Parker.
“Abbiamo giocato un buon basket. Abbiamo fatto girare bene il pallone e registrato la nostra difesa. Stiamo andando nella giusta direzione”. Ha dichiarato Green, che oggi ha segnato 18 punti per gli Spurs.
Per i sixers non sono bastati i 20 punti del solito Evan Turner ed i 17 di di Spancer Hawes, autori anche di una buona prestazione. “Questi sono gli Spurs. Questo è quel che vogliamo diventare“. Ha detto Brown, rendendo omaggio alla grande prestazione della sua ex squadra. Popovich ha dichiarato: “Non è divertente. Se si vince si ha la sensazione di stare male. Se si perde un po’ siamo contenti per lui. E’ strano perché si parte sempre dal presupposto di voler vincere. Allenare contro Brown è una sensazione strana per entrambi, e lo odieremo ogni volta”. Come contro i Knicks è stato decisivo il primo quarto in cui gli Spurs hanno allungato per 31-13 costringendo Philadelphia a dover spendere molte energie per recuperare, mentre San Antonio ha gestito la partita. Sei i giocatori in doppia cifra per gli Spurs tra cui anche Belinelli autore di 12 punti.
NBA: Parker “ubriaca” i Knicks e porta San Antonio alla vittoria, ecco come si libera di Shumpert
http://www.youtube.com/watch?v=ON7yElved3k
Iman Shumpert non ha ancora chiaro cosa Parker abbia combinato ieri sera a San Antonio: per il giocatore dei Knicks un avversario immarcabile ieri in Texas, ecco come lo supera con estrema facilità, facendogli perdere l’equilibrio.
Dopo lo stop di 5 partite torna Smith nei Knicks. Il secondo miglior marcatore della passata stagione (18.1 punti di media) è pronto per fare il suo ritorno in campo ed aiutare i Knicks in una partita che si preannuncia difficile per i newyorkesi. Wood, coach di NY, ha già detto che Smith non partirà in quinquetto, ma che userà la stessa formazione utilizzata venerdì a Charlotte, con Bargnani spostato nell posizione dell’infortunato Chandler. Brutta tegola per Woods che dovrà affrontare gli Spurs senza Chandler, visto che nè Bargnani nè Smith hanno le qualità difensive importantissime contro una squadra che sotto canestro difficilmente sbaglia come San Antonio.
Gli Spurs potranno contare anche una volta sulla grande vena di Parker e dell’eterno Tim Duncan, oltre che sui punti di Splitter e Ginobili. “Parker è un peso per tutte le squadre, ci vorrà un impegno difensivo enorme per arginarlo”. Ha detto Woodson che teme le incursioni del francese. Stesso timore che c’è sull’altra panchina per Anthony, che nelle ultime 2 partite ha segnato 60 punti.

















